Mascherine mono uso e guanti di plastica, la minaccia dei nuovi rifiuti urbani

Accanto ai cassonetti, sul ciglio della strada, nelle aiuole, nelle piazze sono i nuovi rifiuti urbani: mascherine e guanti di plastica, abbandonati quasi ad ogni angolo delle città. Da dispositivi di protezione individuale, necessari per contenere il contagio da coronavirus, a nuova minaccia per l’ambiente, il passo sembra essere davvero breve.

I NUMERI – Sono circa 450 mila le tonnellate di DPI che utilizzeremo entro la fine dell’anno: “la produzione complessiva di rifiuti derivanti dall’utilizzo di mascherine e guanti, fino alla fine del 2020, sarebbe quindi approssimativamente ricompresa tra le 160.000 e le 440.000 tonnellate, con un valore medio di 300.000 tonnellate”, si legge nel report diffuso, lo scorso 20 maggio, dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale). Doveroso, quindi, non è non soltanto un appropriato utilizzo, ma anche un corretto smaltimento dei DPI che salvaguardi la salute pubblica e l’ambiente. Secondo uno studio dell’ISS, pubblicato il 15 maggio sul sito istituzionale, la sopravvivenza delle particelle virali infettanti rilevate sui guanti di plastica e sulle mascherine chirurgiche è di 4 giorni, pertanto, l’abbandono dei DPI nell’ambiente può contribuire a diffondere l’epidemia. “Mascherine e guanti vanno smaltiti con i rifiuti indifferenziati ma sempre posti prima dentro un sacchetto chiuso, per evitare contatti da parte degli operatori ecologici”, afferma in audizione alla Commissione Ecomafie Silvio Brusaferro, Presidente dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità). La raccolta differenziata viene, tuttavia, sospesa nelle abitazioni dove vive una persona malata o positiva al tampone. Tutti i rifiuti devono essere gettati nell’indifferenziata, da smaltire quotidianamente. Lo stabiliscono le linee guida dell’ISS circa lo smaltimento dei DPI.

LE CAMPAGNE –Sei un cittadino altruista se usi la mascherina per la tua salute e per quella degli altri. Sei un cittadino responsabile se non abbandoni mascherina e guanti per strada, ma li smaltisci correttamente nell’indifferenziata” è il messaggio che Federfarma Napoli e Legambiente Campania lanciano ai cittadini. Diffusa sui canali social e attraverso i flyers disponibili presso le farmacie, la campagna di sensibilizzazione informa i consumatori sul corretto utilizzo e smaltimento di mascherine e guanti, seguendo le indicazioni dell’ISS circa la raccolta differenziata. “Le nostre abitudini possono avere un impatto enorme e questo virus lo sta dimostrando. Con questa campagna facciamo appello al senso civico e alla responsabilità dei cittadini perché se da un lato serve un’azione di contrasto parallelamente è necessaria un’attività di educazione e di informazione al corretto conferimento di questi dispositivi”, spiega dal sito istituzionale, Mariateresa Imparato, Presidente Legambiente Campania.

E GLI APPELLI – Numerose le associazioni che denunciano, sin dall’inizio della pandemia, i rischi ambientali e sanitari legati ad un uso e uno smaltimento scorretto di mascherine “usa e getta” e guanti di plastica. Tra le prime la onlus Plastic Free, il cui obiettivo è “liberare il mondo dalla plastica”. Ad oggi, ha raccolto circa 4.200 Kg di plastica. Il Presidente, Luca De Gaetano, avvisa: “così diventiamo il nuovo virus della Terra, perché in un momento così difficile e di emergenza come questo, gettare guanti e mascherine a terra oltre ad essere poco igienico, è una forma di egoismo e una mancanza di rispetto verso il prossimo, non solo verso il Pianeta”. In prima linea anche il WWF Italia, la cui presidente Donatella Bianchi sottolinea la necessità di difendere il Mediterraneo già invaso da “570 mila tonnellate di plastica che finiscono nelle sue acque” ogni anno. L’appello, quindi, alle istituzioni a “predisporre opportuni raccoglitori per mascherine e guanti nei pressi dei porti dove i lavoratori saranno costretti ad usare queste protezioni per operare in sicurezza”. Raccoglitori anche in tutti i luoghi pubblici come ad esempio parchi e supermercati che, nonostante la ripartenza prevista dalla “fase2”, ne sono ancora sprovvisti, “si tratterebbe di un vantaggio per la nostra salute e per quella dell’ambiente”, conclude la Bianchi.

#aiutiamolambiente non è soltanto un hashtag lanciato dalle campagne di sensibilizzazione ma un vero e proprio appello a salvare la Terra che ci ospita.

A cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione