L’INCONTRO / Angelo di Costanzo: il Sommelier dell’anno è di Pozzuoli – VIDEO/Il momento della premiazione

foto di enrico botte 

Il 17 Ottobre, alla Leopolda di Firenze, la guida de L’ Espresso ha incoronato Angelo Di Costanzo miglior Sommelier dell’anno, consegnandogli davanti a 1500 persone che rappresentano il meglio della cucina e del vino italiano, il premio Rapitalà.

La guida recita “al responsabile della cantina di ristorante che nel corso dell’anno si è distinto per competenza e professionalità”. L’ hotel in questione è L’Olivo Capri Palace, due stelle Michelin e una cantina di quasi 1.000 etichette e oltre 10.000 bottiglie. A governarla è un flegreo con tanti anni di lavoro alle spalle, molti come cameriere in tantissimi locali della zona, poi l’apertura dell’Arcante – Enoteca nella sua Pozzuoli, la chiusura e l’approdo al Capri Palace.

L’INCONTRO- Dura poco meno di un’ora l’incontro con Angelo con cui mi intrattengo parlando del più e del meno. Angelo è un fiume in piena e non devo nemmeno stuzzicarlo per farmi raccontare la sua vita, le sue impressioni. Ma le parole che mi ripete in continuazione quando parliamo di lavoro sono due e sono fondamentali: umiltà e intelligenza. Qualità che spesso mancano nel campo della ristorazione, che invece mi ripete come valori fondamentali di una vita vissuta da ultimo di 7 figli in una famiglia di pescatori di Pozzuoli. Parliamo di tante cose e anche di tantissimi aneddoti ricorrenti per chi pratica questo mestiere, dal lavoro con i ragazzi in sala, agli incontri con i produttori di vino che non hai “messo in carta” e all’improvviso Angelo s’illumina e tira fuori l’anima da anfitrione. Mi racconta di essere veramente contento, non quando riesce a portare ad un tavolo una bottiglia che vale molto, ma quando su 15 tavoli presenti in sala riesce a servire 15 bottiglie differenti, che vadano incontro ai piaceri del cliente ma che gli facciano vivere anche un’esperienza che con umiltà, intelligenza e competenza un sommelier deve riuscire a trasmettere.

Si capisce subito che Angelo di Costanzo è una persona a cui piacciono le sfide. E forse è proprio per questo che mi lascio trascinare quando mi racconta dei mille lavori, dei sacrifici fatti e della svolta che ha voluto dare al suo lavoro, quando decise di aprire l’Arcante e poi ha scelto di chiuderlo per accettare la sfida del Capri Palace. Parliamo dei problemi di questa terra, dei suoi limiti, delle amministrazioni assenti, dei tanti progetti partiti e mai portati a termine, della mancanza di professionalità, del bisogno di viaggiare e vedere cosa succede fuori dai Campi Flegrei. E io continuo a pensare che tutti questi problemi non hanno mai appianato la grinta che questo ragazzo mi dimostra anche davanti ad una tazza di caffè. Una grinta spesa in un lavoro fatto per passi messi tutti uno in fila all’altro, caratterizzato da una grande capacità di scegliere.

E così, prima di andare via, persi del tutto i fili di una classica intervista, gli chiedo quali saranno i prossimi passi dopo questo riconoscimento. Angelo mi parla con grande soddisfazione del premio ricevuto, me ne parla però come di un altro passo importante, come quello che lo conduce adesso a fare la spola tra Capri e Milano dove, in via Manzoni, c’è un’altra sfida che l’aspetta: “Larte” Ristorante-Galleria-Boutique e la sua cantina. Saluto Angelo che va via di corsa, preso dalla nascita di sua figlia (proprio nel giorno della premiazione), lo ringrazio per questa ora concessa tra tantissimi impegni e anche per il suo blog (www.larcante.com) che ogni tanto, di notte, di ritorno da lavoro, spulcio perso nei suoi racconti che mi continuano a ripetere: umiltà e intelligenza.

(Foto di Enrico Botte)

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Scritto da Giannantonio Scotto di Vetta


Nato nell' 81, vivo da sempre a Bacoli. Diplomato al Liceo Scientifico Majorana di Pozzuoli dove inizia la militanza con “L'Iniziativa” e “Le Ali di Dedalo”. La prima mi porterà ad essere coordinatore del Sindacato Studentesco dell'Udu (Ingegneria Federico II), poi responsabile Diritto allo Studio provinciale e Consigliere d'Ateneo. La seconda, impegnata nella valorizzazione dei Campi Flegrei, mi conduce nel 2007 ad aprire il Caffè Letterario di Bacoli, poi all'organizzazione di eventi enogastronomici. Dalla terza edizione partecipo attivamente alla realizzazione di Malazè. Gli ultimi tre anni di lavoro sul bar galleggiante Roof&Sky, mi hanno portato al Ristorante Sud, dove lavoro in sala per la chef stellata Marianna Vitale e il sommelier Pino Esposito.