In corso alle Stufe di Nerone l’omaggio a Michele Sovente

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Oggi, nel pomeriggio ,nell’ambito della manifestazione “Libri di terra, libri di mare”, sarà assegnato il “Premio Sovente”, arrivato all’VII edizione.  Alle Stufe di Nerone, le Arti ricordano l’impegno del poeta, che “Era silenzioso, profondo. “, racconta Angela Schiavone, presidente dell’associazione Il Diario del Viaggiatore, promotore del premio ”Ti ascoltava senza guardarti in volto. Meditava costantemente. Era parte di ciò che viveva,  del posto in cui viveva. Apparteneva al territorio, ma in esso non era inserito fino in fondo. Non per colpa degli altri, ma perché il suo messaggio andava al di là. Sentiva, fino in fondo, la ferita di questa terra lacerata. Sapeva che non avrebbe potuto far nulla, ma aveva la forza e l’amore di essere presente, di non abbandonarla mai”. Artisti, quali Antonio Ciraci, e la mostra di cinque fotografi flegrei  Marina Sgamato, Antonio Sabatano, Antonio Mazzella, Nunzia Marlino e Michele Costigliola accompagneranno la manifestazione, offrendo al visitatore finestre speciali sui Campi Flegrei. Una “rete”, il punto di partenza al fine della nascita di una coscienza flegrea. A rendere tutto prezioso è l’intervento di Mimmo Grasso, che in modo incantevole  rende la poetica di Michele Sovente: “Stratificata”, come stratificata è la Terra Flegrea!

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Scritto da Gemma Russo


Gemma Russo nasce a Pozzuoli, città in cui vive. Giornalista pubblicista, da sempre collabora con L'Iniziativa-Voce flegrea, ma anche per Il Roma, Luciano Pignataro Wine Blog e Slow Wine. È responsabile della comunicazione per la Pro Loco Pozzuoli e per Slow Food Campi Flegrei. Nel 2013, partecipa alla raccolta Moderne Cantastorie con un saggio breve. Nel 2015, è coordinatrice per la Campania e la Basilicata alla guida cartacea Fare la Spesa con Slow Food. Dal 2016, recensisce per Osterie d'Italia. Nel 2017, scrive e pubblica Storie dal Rione Terra, raccolta frutto di un anno di impegno al Percorso Archeologico del Rione Terra di Pozzuoli. L’incontro con chi ha vissuto direttamente o indirettamente la rocca tufacea ha dato vita ad una pubblicazione con storie che dipingono la natura bradisismica della terra, l’importanza archeologica e storica, la quotidianità che non c’è più, fatta di usi e i costumi, anche gastronomici.