Emergenza smog, la situazione in Campania

C’era una volta l’azzurro. Al suo posto il grigio scuro che avvolge le antenne, il Vesuvio e quasi tutta la Campania, intrappolata in una nube tossica che la soffoca, rendendola triste e invivibile. A dichiararlo è il dossier annuale “Mal’Aria”, stilato da Legambiente, che scatta una preoccupante fotografia circa la qualità dell’aria, in Campania e nell’intera Italia.

Napoli è tra le 19 città italiane “fuorilegge che, nel corso del decennio appena concluso, ha superato i limiti dei 35 giorni di PM10, anno dopo anno, “10 volte su 10”, confermando questo inquietante primato anche nel primo mese del nuovo anno che conta già 25 giorni di sforamento delle polveri sottili, registrati soltanto nella centralina di Via Argine. Non migliora la situazione nelle altre città campane: a Caserta sono 52 e ad Avellino 46 i giorni di superamento dei limiti per l’ozono, sui 25 consentiti dal D.lsg n. 155/2010. Destano minor preoccupazione le condizioni atmosferiche delle città dei Campi Flegrei, già funestate da un allarmante e vergognoso inquinamento delle acque. I valori oscillano da dall’”accettabile” di giorno, al “mediocre” di notte. Resta, tuttavia, una doverosa, vigile attenzione.

LA NORMATIVA – Al fine di tutelare la salute pubblica, il D.lsg n. 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni all’anno con concentrazioni superiori a 50 µg/m3, per i PM10 e 25 giorni all’anno con concentrazioni superiori a 120 µg/m3 per l’ozono. Limiti sforati, puntualmente, ogni anno. Ad oggi, in Campania è già emergenza.

I PM10 O POLVERI SOTTILI: I NEMICI (QUASI) INVISIBILI – Piombo, mercurio, arsenico, benzeni, diossina, sono solo alcune delle sostanze altamente nocive per l’uomo, sprigionate nell’aria dai gas di scarico dei mezzi di trasporto e delle industrie (e non solo) e che compongono il famigerato PM10, acronimo di “Particulate Matter” (Materia Particolata), ovvero un mix di polveri inquinanti e invisibili che respiriamo tutti i giorni. Il numero 10 indica la dimensione del diametro delle particelle di PM, di misura uguale o inferiore ai 10 millesimi di millimetro cioè 10 µg/m3 (microgrammi/metro cubo). “Nemici invisibili”, le polveri sottili che entrano nel nostro organismo danneggiando gravemente l’apparato respiratorio. Più piccole sono le particelle e più in profondità penetrano, raggiungendo gli alveoli polmonari.

GLI EFFETTI SULLA SALUTE E SULLA SPESA SANITARIA – Notevole, quindi, l’impatto della materia particolata sulla salute e sull’ambiente. Il Ministero della Salute sottolinea “una correlazione tra esposizione acuta a particolato aerodiperso e sintomi respiratori” spiegando che “l’esposizione prolungata nel tempo a particolato, già a partire da basse dosi, è associata all’incremento di mortalità per malattie respiratorie e di patologie quali bronchiti croniche, asma e riduzione della funzionalità respiratoria”. Lancia l’allarme anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che colloca l’Italia al nono posto nella classifica mondiale per i decessi da inquinamento atmosferico. Per la rivista scientifica The Lancet, la nostra penisola è, addirittura, prima in Europa. E Legambiente avverte: “L’inquinamento atmosferico è al momento la più grande minaccia ambientale per la salute umana ed è percepita come la seconda più grande minaccia ambientale dopo il cambiamento climatico”. Gravoso è anche l’impatto economico: “stimato sulla base dei costi sanitari comprendenti le malattie, le cure, le visite, i giorni di lavoro persi che solo in Italia oscilla tra 47 e 142 miliardi di euro all’anno (330-940 miliardi a livello europeo)”.

LE PROPOSTE – Pressoché inutili le misure contro l’inquinamento atmosferico diramate dai Sindaci. Le ordinanze che vietano la circolazione ai veicoli considerati inquinanti, sono soltanto palliativi che, tra l’altro, creano ulteriori disagi, soprattutto alle migliaia di pendolari ai quali non è offerta un’alternativa valida per gli spostamenti. È “urgente mettere in atto interventi strutturali ed azioni ad hoc sia a livello nazionale che locale per liberare la città dalla cappa dello smog” dichiara la Presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato, che assegna alla Regione un ruolo fondamentale “per definire un’efficace e integrata azione antismog che cambi radicalmente trasporti, produzione di energia, agricoltura, industria ed edilizia” ed esorta le amministrazioni comunali ad “avere più coraggio nell’applicare nuove concrete ed efficaci politiche di mobilità sostenibile per migliorare la qualità della vita dei cittadini”.

“Grey is new blu”, purtroppo.

A cura di Vania Cuomo

Scritto da Redazione