EDITORIALE/ Estate 2018, per Pozzuoli è ora di bilanci sulla gestione degli eventi

Pozzuoli ha salutato l’estate con il concerto dei “Foja” tenuto ieri sera, lunedì 27 agosto, in Piazza Severini a Monterusciello. L’evento, più volte rinviato, prima a causa delle condizioni meteo, poi in segno di rispetto dopo i tragici fatti di Genova, è stato organizzato dall’amministrazione comunale, finanziato con fondi attinti dal progetto “Pozzuoli ardente”. Un bel colpo d’occhio, con le famiglie del quartiere mischiate a tantissimi giovani provenienti da diverse aree dei Campi Flegrei e della provincia, che hanno cantato sulle note e sui ritmi della band espressione del recente genere folk – napoletano.

Il concerto è durato circa un’ora e mezza e si è svolto in assoluta tranquillità, anche grazie alla folta presenza di agenti delle forze dell’ordine. Una bella serata, in una location individuata, come è evidente, con l’intento apprezzabile di dare un segnale verso le “periferie” in una piazza quotidianamente vuota sebbene si trovi in un’area densamente abitata e popolare, e ancora in attesa di veder realizzato il progetto previsto e finanziato di riqualificazione.

CHE POLITICA CULTURALE VOGLIAMO? – E’ il caso però di avanzare alcune riflessioni sulla gestione complessiva degli eventi pubblici e artistici dell’estate 2018 nella città flegrea, e in particolare sul capitolo “Pozzuoli ardente”. Doveroso precisare, in questi casi, che non si discute la qualità artistica di chi è stato ingaggiato dal Comune, ne si rivolge una polemica ad personam contro determinate cariche pubbliche. Ma stiamo parlando dell‘opportunità per Pozzuoli (e dei Campi Flegrei) di promuoversi, crescere, creare economia utilizzando fondi pubblici per innescare un circolo virtuoso. L’impressione, ancora una volta, è che invece sia mancata una direzione precisa. Tutto ciò che è stato messo in campo quest’anno dal Comune, dalla rassegna artistica di professionisti locali “i Cortili dell’arte”, al cinema all’aperto al Rione Terra, alla celebrazioni di feste tradizionali, fino agli appuntamenti in periferia, non ha perseguito uno scopo unitario, ma si è perso in filoni slegati tra loro. Tra i più eclatanti passi falsi di quest’anno, va annoverato l’evento andato deserto al Rione Toiano del 10 agosto, costato oltre 8 mila euro. Errore di comunicazione? Scarso coordinamento istituzionale? Non è accettabile, sul piano politico, che chi ricopre ruoli amministrativi, dall’assessore alla Cultura e alla promozione del territorio, al presidente o ai singoli consiglieri comunali della commissione consiliare, agisca per conto proprio, perchè unica è la responsabilità politica. Eventi e concerti possono avere obiettivi diversi, anche quello della semplice aggregazione, ma è lecito chiedersi se questa funzione civico-sociale, soprattutto in periferia, possa e debba essere perseguita con strumenti diversi dal singolo concerto, bensì con iniziative come proiezioni gratuite, animazione per i più piccoli, intrattenimento musicale ripetuto per più giorni, anche con minore impatto organizzativo, dedicato a chi vive la quotidianità e la routine delle notti d’estate nel suo quartiere di residenza, per scelta o necessità. Allo stesso modo, non è strumentale suggerire che un concerto di richiamo come quello di ieri – ferma restando la piacevole serata trascorsa dai presenti – con l’esibizione di un gruppo capace di attrarre giovani al di fuori della città di Pozzuoli, venga svolto in futuro nel Centro storico, con beneficio per l’economia locale; elemento, quest’ultimo, che ieri è inevitabilmente mancato per le caratteristiche stesse del quartiere di Monterusciello, dove il bar o il ristorante-pizzeria più vicini a piazza Severini non potevano essere facilmente raggiunti a piedi.

Pozzuoli, soprattutto se si guarda ad alcuni Comuni o aree urbane limitrofe, dispone oggi di maggiori strumenti amministrativi e di risorse pubbliche per incentivare una politica culturale e di spettacoli, che sia valore aggiunto allo sviluppo economico e sociale della comunità locale. A condizione che di tutto questo se ne parli, nelle sedi istituzionali e sui canali dove si esprime il dibattito pubblico, senza tabù o polemiche fine a se stesse. Che non si rinunci, insomma, a migliorarsi; superando avversioni personali e provinciali abitudini. 

Dario Chiocca

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.