DPCM CONTE del 25 ottobre, nuove chiusure e restrizioni in tutta Italia

Firmato nella notte un nuovo DPCM da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Da domani, lunedì 25 ottobre, e fino al 25 novembre, nuove regole, chiusure e restrizioni in tutta Italia, ferma restando l’incognita di ulteriori normative da parte delle singole Regioni o Comuni.

Di fronte al crescere esponenziale dei contagi e alla paura di un possibile collasso del sistema sanitario, il Governo sembra confermare la linea di limitare i comportamenti personali dei cittadini, senza però intervenire sulla mobilità tra Regioni e province più colpite, o toccare le attività produttive, tranne alcuni settori duramente colpiti e per i quali, al momento, non sono state ancora previste misure di sostegno o ristoro. Tra queste, le attività dei pubblici esercizi (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), consentite dalle ore 5 fino alle 18. Il testo del DPCM che circola in queste riporta che “il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi; dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 24 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze».

Per quanto riguarda i negozi, “le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e senza sostare troppo tempo”. Chiuse piscine, palestre, centri natatori, centri benessere, centri termali, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi mentre “l’attività sportiva di base e l’attività motoria svolte all’aperto presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento.” Sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò; spettacoli di teatro, concerti e cinema.

Nei parchi, nelle ville e nei giardini pubblici la presenza è consentita senza assembramenti e con distanza personale di almeno 1 metro, mentre è confermata la possibilità per i sindaci di chiudere alle 21.00 piazze e strade maggiormente affollate.

Il DPCM rinnova, inoltre, l’ormai consolidata tradizione di norme ambigue sul piano giuridico e dei loro effetti concreti, dal momento che “raccomanda fortemente” (non obbliga, ne dispone) il lavoro agile nelle società private e più in generale di evitare spostamenti per motivi che non siano legati a lavoro, salute o comprovata urgenza. Si alimenta, dunque, ancora una volta, l’incertezza e la scelta un po’ ipocrita di lasciare i singoli cittadini nel dubbio di ciò che è più o meno giusto o consentito fare.

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Scritto da Redazione