Dalle parole ai fatti, il caso Quarto e l’importanza del confronto politico

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A Quarto in nemmeno un anno di amministrazione comunale sta accadendo di tutto e di più. Il Comune amministrato da Rosa Capuozzo, il primo in Campania governato dal Movimento Cinque Stelle, è balzato recentemente alle cronache nazionali dopo le indagini della Dda (Direzione distrettuale antimafia) guidate dal Pm John Woodcock che coinvolgono l’ex consigliere comunale Giovanni De Robbio, primo eletto nella lista dei grillini nelle elezioni amministrative dello scorso anno.

L’INCHIESTA – Il consigliere, ora dimissionario, è indagato per voto di scambio (coinvolto nell’inchiesta anche Alfonso Cesarano, noto imprenditore locale attivo nel settore delle onoranze funebri) e per tentata estorsione ai danni del sindaco, in riferimento ad un presunto abuso edilizio che avrebbe perpetrato la prima cittadina flegrea. La fascia tricolore quartese, proprio nelle scorse ore, ha negato pubblicamente e con forza qualsiasi estorsione. La vicenda sta avendo degli strascichi importanti anche perché mentre nello stesso video il sindaco negava di volersi dimettere, poche ore dopo sono arrivate le dichiarazioni di Beppe Grillo in senso diametralmente opposto.

Le tensioni relative all’inchiesta che coinvolge De Robbio, tuttavia, non sono le uniche tegole in bilico sul futuro dell’amministrazione di grillina. La Prefettura partenopea, come riportato nelle scorse ore da vari organi d’informazione locale, ha dato il via libera all’iter di commissariamento dell’appalto relativo alla manutenzione delle fognature e dell’acquedotto cittadino. Secondo quanto si è appreso la decisione dell’Ufficio territoriale di governo è stata decisa in seguito al via libera da parte dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) che avrebbe ravvisato delle irregolarità nell’affidamento della gara (al vaglio degli inquirenti ci sono sia la posizione della società cooperativa Fradel, vincitrice dell’appalto che a causa di irregolarità risulterebbe essere stata raggiunta da interdittiva antimafia, sia la posizione della società Edil Sud – seconda affidataria –, riconducibile secondo quanto emerso in queste ore allo stesso gruppo imprenditoriale della prima).

Le polemiche di queste ultime ore, tuttavia, non possono essere definite come il primo momento difficile per l’amministrazione pentastellata. Ad oggi si sono già dimessi due assessori e due consiglieri comunali e a completare il quadro c’è anche la realizzazione dei lavori per il Grande progetto regionale per il risanamento ambientale e valorizzazione dei laghi dei Campi Flegrei, su cui ci si è mossi all’ultimo secondo utile, dovendo bloccare nello stesso momento molte arterie principali della città.

LE CRITICITA’ DI QUARTO – Amministrare Quarto, un Comune sciolto per infiltrazione camorristica già due volte, nel ’92 e nel 2013, non è uno scherzo. Da inchieste, processi e condanne (quasi sempre collegate al clan Polverino) si evince che il tessuto economico e sociale di Quarto ha delle vistose macchie, ancora più evidenti quando sporcano i processi elettorali come nel caso delle condanne in secondo grado di Armando Chiaro e Salvatore Camerlingo arrivate nel 2014. Un nuovo caso porrebbe seri dubbi sulla trasparenza democratica del comune quartese e a farne le spese sono le molte persone perbene della città.

Per fronteggiare tutto questo o, quantomeno, per saper gestire i processi di una città che supera le quarantamila unità servono persone capaci di governare, che sanno dove mettere le mani e abbiano un metodo d’agire. La sola critica non può certo bastare. Eppure finora questa capacità non è emersa del tutto, complice un’ideologia che non prevede il confronto e la mediazione con altri soggetti politici. La stessa ideologia ha prontamente scaricato il sindaco alle prime difficoltà, fino all’espulsione, mentre da una parte centinaia di cittadini scendevano in piazza al suo fianco nella giornata di domenica e dall’altra l’opposizione consiliare nella giornata di lunedì 11 gennaio avrebbe chiesto in conferenza dei capigruppo a Rosa Capuozzo di non dimettersi, eccezion fatta per il consigliere Luigi Del Rossi, secondo quanto riportato dal presidente de Consiglio comunale Luigi Paparone.

Questi fatti evidenziano come l’unico modo per dare a Quarto la dignità istituzionale necessaria sia cambiare rotta ed uscire dall’isolamento purista. Non solo per il bene di Quarto e dei suoi cittadini, ma per tutti i Campi Flegrei che meritano un progetto unitario impossibilitato a decollare senza la giusta stabilità istituzionale.

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Scritto da Sandro Izzo


Classe 1988, vive da sempre a Pozzuoli, nella frazione di Lucrino. Laureando in Giurisprudenza all'università Federico II di Napoli. Dal 2010 scrive per "L'Iniziativa" ed è parte del direttivo dell'associazione. Brevi esperienze anche presso "Il Roma" ed il "portale Retenews24". Dal maggio 2013 al novembre 2015 in carica come rappresentante nel Forum Giovani di Pozzuoli.