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CORONAVIRUS/ Evitare il panico, appello alla calma e alla corretta informazione

Posted on 23 Febbraio 202021 Maggio 2021 by Vania Cuomo

Si chiama COVID-19 (“CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease (malattia) e “19” indica l’anno in cui si è manifestata l’epidemia) il virus proveniente da Wuhan, una città a Sud della Cina che ha messo in allerta gran parte del mondo.

“Gli italiani non devono abbandonarsi al panico o all’inutile e controproducente allarmismo. Devono fidarsi delle autorità, sanitarie, politiche e amministrative. Assicuriamo massimo impegno, determinazione e coraggio nell’adozione delle misure necessarie, considerando che la situazione è in continua evoluzione”. Sono le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte pronunciate ieri, presso la sede della protezione civile di Roma, in conferenza stampa, dopo il Consiglio straordinario dei Ministri che ha varato misure per contenere e gestire l’emergenza, tra cui: divieto di allontanamento e di accesso nei comuni dei focolai, cancellate le manifestazioni sportive previste oggi, 23 febbraio, in Veneto e Lombardia e sospesi tutti i viaggi d’istruzione in Italia e all’estero. “L’obiettivo è tutelare la salute degli italiani tenendo sempre presente l’adeguatezza e la proporzionalità delle misure da adottare e mantenendo la linea della massima precauzione e sicurezza che ha contraddistinto tutte le disposizioni adottate dal governo italiano nelle ultime settimane”, continua Conte.

LA SITUAZIONE IN ITALIA – Al momento in cui si scrive (domenica mattina, 23 febbraio), sono oltre cento le persone colpite dal virus, compresi i 2 decessi ed il ricercatore dimesso dallo Spallanzani; 89 in Lombardia, 17 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. Questi i dati resi noti dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile e Commissario straordinario Angelo Borrelli.

COME COMPORTARSI: LE RACCOMANDAZIONI DELLE AUTORITA’ – “Il nostro Servizio sanitario nazionale è molto forte, dobbiamo esserne orgogliosi. È assolutamente pronto ad affrontare l’emergenza, ma per aiutarci a vincere questa sfida servono la collaborazione ed il sostegno dei cittadini che, ne sono convinto, non mancheranno”. Afferma il Ministro della Salute Roberto Speranza, il cui Ministero ha provveduto a diffondere un decalogo e numeri telefonici cui fare riferimento per informare correttamente i cittadini. La prevenzione ”passa anche attraverso i comportamenti, che devono essere basati su informazioni corrette”, ha commentato il presidente dell’Iss (Istituto Superiore della Sanità) Silvio Brusaferro, che aggiunge “seguire le misure raccomandate, a partire dal lavaggio delle mani, ci aiuta a prevenire questa e anche altre patologie infettive”.

IL DECALOGO DEL MINISTERO DELLA SALUTE

1.LAVATI SPESSO LE MANI: Il lavaggio e la disinfezione delle mani sono decisivi per prevenire l’infezione. Le mani vanno lavate con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol al 60%. Lavarsi le mani elimina il virus.

2.EVITA IL CONTATTO RAVVICINATO CON PERSONE CHE SOFFRONO DI INFEZIONI RESPIRATORIE ACUTE: Mantieni almeno un metro di distanza dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso a distanza ravvicinata.

3.NON TOCCARTI OCCHI, NASO E BOCCA CON LE MANI: Il virus si trasmette principalmente per via respiratoria, ma può entrare nel corpo anche attraverso gli occhi, il naso e la bocca, quindi evita di toccarli con le mani non ben lavate. Le mani, infatti, possono venire a contatto con superfici contaminate dal virus e trasmetterlo al tuo corpo.

4.COPRI BOCCA E NASO SE STARNUTISCI O TOSSISCI: Se hai un’infezione respiratoria acuta, evita contatti ravvicinati con le altre persone, tossisci all’interno del gomito o di un fazzoletto, preferibilmente monouso, indossa una mascherina e lavati le mani. Se ti copri la bocca con le mani potresti contaminare oggetti o persone con cui vieni a contatto.

5.NON PRENDERE FARMACI ANTIVIRALI NÉ ANTIBIOTICI A MENO CHE SIANO PRESCRITTI DAL MEDICO: Allo stato attuale non ci sono evidenze scientifiche che l’uso dei farmaci antivirali prevenga l’infezione da nuovo coronavirus (SARS-CoV-2). Gli antibiotici non funzionano contro i virus, ma solo contro i batteri. Il SARS-CoV-2 è, per l’appunto, un virus e quindi gli antibiotici non vengono utilizzati come mezzo di prevenzione o trattamento, a meno che non subentrino co-infezioni batteriche.

6.PULISCI LE SUPERFICI CON DISINFETTANTI A BASE DI CLORO O ALCOL: I disinfettanti chimici che possono uccidere il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) sulle superfici includono disinfettanti a base di candeggina / cloro, solventi, etanolo al 75%, acido peracetico e cloroformio. Il tuo medico e il tuo farmacista sapranno consigliarti.

7.USA LA MASCHERINA SOLO SE SOSPETTI DI ESSERE MALATO O ASSISTI PERSONE MALATE: L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di indossare una mascherina solo se sospetti di aver contratto il nuovo coronavirus, e presenti sintomi quali tosse o starnuti, o se ti prendi cura di una persona con sospetta infezione da nuovo coronavirus (viaggio recente in Cina e sintomi respiratori). *USO DELLA MASCHERINA: Aiuta a limitare la diffusione del virus, ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene quali il lavaggio accurato delle mani per almeno 20 secondi. Non è utile indossare più mascherine sovrapposte.

8.I PRODOTTI MADE IN CHINA E I PACCHI RICEVUTI DALLA CINA NON SONO PERICOLOSI: L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che le persone che ricevono pacchi dalla Cina non sono a rischio di contrarre il nuovo coronavirus, perché non è in grado di sopravvivere a lungo sulle superfici. A tutt’oggi non abbiamo alcuna evidenza che oggetti, prodotti in Cina o altrove, possano trasmettere il nuovo coronavirus (SARS-CoV-2).

9.CONTATTA IL NUMERO VERDE 1500 SE HAI FEBBRE O TOSSE E SEI TORNATO DALLA CINA DA MENO DI 14 GIORNI: Il periodo di incubazione del nuovo coronavirus è compreso tra 1 e 14 giorni. Se sei tornato da un viaggio in Cina da meno di 14 giorni, o sei stato a contatto con persone tornate dalla Cina da meno di 14 giorni, e ti viene febbre, tosse, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, stanchezza chiama il numero verde 1500 del Ministero della Salute per avere informazioni su cosa fare. Indossa una mascherina, se sei a contatto con altre persone, usa fazzoletti usa e getta e lavati bene le mani.

10.GLI ANIMALI DA COMPAGNIA NON DIFFONDONO IL NUOVO CORONAVIRUS: Al momento, non ci sono prove che animali da compagnia come cani e gatti possano essere infettati dal virus. Tuttavia, è sempre bene lavarsi le mani con acqua e sapone dopo il contatto con gli animali da compagnia.

I NUMERI DI PUBBLICA UTILITA’ per rispondere alle domande dei cittadini sul coronavirus

800.90.96.99 è il numero istituito dalla Regione Campania per fornire ai cittadini informazioni sul coronavirus. Al numero risponderanno medici laureati iscritti all’albo competente Ordine di appartenenza discenti del corso di formazione specifica in medicina generale della Regione Campania.

1500 è il numero attivato dal Ministero della Salute per fornire indicazioni, anche in lingua cinese, circa le precauzioni da adottare quando si rientra dalla Cina nonché indicazioni alle persone in Italia che nelle due settimane successive al rientro dalla Cina dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratoria).

I NUMERI DI EMERGENZA: 112 e 118 – Se si pensa di aver contratto il virus, i cui sintomi sono simili alle malattie di raffreddamento (mal di gola, tosse, febbre) chiamare i numeri di emergenza che provvederanno a dare indicazioni in merito, dopo una prima procedura di triage telefonico.

A cura di Vania Cuomo

Scritto da Vania Cuomo


Giornalista. Podcaster. Music addicted. Flâneur.

Posted Under Editoriali & Commentiallarmismo bollettino coronavirus decalogo informazione italia no panico prevenzione

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2 days ago

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📢"Abbiamo la necessità che la nostra voce e le nostre rivendicazioni escano dalle mura dell'istituto per raggiungere la cittadinanza e le Istituzioni". Questo l'appello degli studenti del liceo E. Majorana di Pozzuoli che da martedì sono in occupazione e stanno tenendo assemblee, laboratori autogestiti e dibattiti, curando gli spazi del loro istituto anche con la pulizia.✅💯 Le parole e le immagini della loro protesta sono una dimostrazione di maturità e di spontaneità che va sostenuta e incoraggiata. Pubblichiamo il loro comunicato integrale ➡️➡️➡️❗COMUNICATO DI PROTESTA STUDENTESCA Per una scuola pubblica che garantisca diritti, dignità e ascolto La nostra mobilitazione Noi studenti dell’Istituto Liceo Ettore Majorana vogliamo portare all’attenzione pubblica le problematiche che riguardano il nostro istituto e, più in generale, le difficoltà che interessano la scuola pubblica. Crediamo che la scuola debba essere un luogo in cui ogni studente possa formarsi, crescere e apprendere in condizioni adeguate, senza essere penalizzato dalle proprie condizioni economiche o dalla mancanza di servizi essenziali. La nostra protesta nasce dalla necessità di dare voce a problemi che incidono concretamente sulla vita scolastica e quotidiana degli studenti. Nonostante le segnalazioni e le richieste, molte situazioni continuano a non trovare risposte concrete. Vogliamo una scuola che ascolti i propri studenti, garantisca i loro diritti e si impegni realmente a migliorare le condizioni in cui si svolge l’attività scolastica. ➡️Il carovita e il diritto allo studio In un periodo in cui il costo della vita pesa sempre di più sulle famiglie, non possiamo ignorare le difficoltà economiche che molti studenti si trovano ad affrontare ogni giorno. L’aumento delle spese per i beni essenziali, i trasporti, i libri e il materiale scolastico rende sempre più difficile sostenere i costi legati all’istruzione. Queste difficoltà rischiano di creare disuguaglianze tra gli studenti, perché non tutti partono dalle stesse condizioni economiche e non tutte le famiglie possono sostenere le stesse spese. La scuola pubblica dovrebbe garantire a tutti le stesse opportunità, indipendentemente dalla situazione economica di provenienza. Il diritto allo studio non può essere soltanto un principio teorico: deve tradursi nella possibilità concreta di frequentare la scuola e partecipare pienamente alla vita scolastica. Richiamiamo, a questo proposito, gli articoli 3 e 34 della Costituzione italiana.L’articolo 3 sancisce il principio di uguaglianza e richiama la necessità di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano la partecipazione e lo sviluppo della persona; l’articolo 34 tutela il diritto all’istruzione. Chiediamo maggiore attenzione alle difficoltà economiche delle famiglie e misure concrete affinché il costo dell’istruzione non diventi un ostacolo alle opportunità formative degli studenti. ➡️Diritto allo studio e continuità didattica Il diritto allo studio non consiste soltanto nel poter frequentare le lezioni, ma anche nel ricevere un insegnamento continuo, adeguato ed efficace. Gli articoli 33 e 34 della Costituzione italiana rappresentano riferimenti fondamentali per il sistema d’istruzione e per la tutela del diritto all’apprendimento. Tuttavia, la mancanza di docenti e la discontinuità didattica possono compromettere il percorso formativo degli studenti, creando lacune che rischiano di ripercuotersi anche sugli anni successivi. Nel nostro istituto, in particolare nell’indirizzo di Scienze Applicate, la nostra sezione non ha mai avuto un docente di Informatica stabile. Il professore arriva soltanto verso la fine del trimestre, rendendo difficile affrontare regolarmente gli argomenti previsti e costruire una preparazione completa. Riteniamo che gli studenti non debbano essere penalizzati da una situazione che non dipende da loro. La continuità dell’insegnamento è essenziale per garantire una preparazione adeguata e pari opportunità formative. Chiediamo quindi che venga affrontata concretamente la carenza di docenti e che siano individuate soluzioni capaci di garantire una didattica stabile ed efficace.➡️Le criticità del nostro istituto Oltre alle difficoltà legate alla didattica e al contesto economico, nella nostra scuola sono presenti problemi strutturali e igienici che incidono sulla quotidianità degli studenti. La palestra è chiusa da oltre un anno, nonostante le richieste e le segnalazioni effettuate. La sua mancata disponibilità priva gli studenti di uno spazio fondamentale per svolgere regolarmente le attività motorie previste dal percorso scolastico. Chiediamo che vengano chiarite le ragioni della chiusura, che siano comunicati gli interventi ancora necessari e che vengano indicati tempi realistici per la riapertura, coinvolgendo gli enti competenti. Anche le condizioni dei bagni rappresentano una criticità: sono spesso rotti e le condizioni igieniche generali risultano insufficienti. Riteniamo che poter usufruire di servizi igienici funzionanti e puliti sia una necessità essenziale per chi frequenta quotidianamente la scuola. A queste problematiche si aggiunge il caldo eccessivo nelle aule durante i mesi estivi. Le temperature diventano difficili da sopportare e non sono presenti nemmeno ventilatori per rendere l’ambiente più vivibile, con conseguenze sulla concentrazione e sul benessere durante le lezioni. Richiamiamo il principio sancito dall’articolo 32 della Costituzione italiana che tutela la salute. Senza affermare preventivamente l’esistenza di specifiche violazioni di legge, riteniamo necessario che le condizioni igieniche e ambientali dell’istituto ricevano la dovuta attenzione. Una scuola deve offrire ambienti dignitosi e adeguati alla permanenza quotidiana di studenti e personale. Non è accettabile che problematiche di questo tipo si protraggano nel tempo senza informazioni chiare e interventi risolutivi. ➡️Ascolto e partecipazione degli studenti Nonostante le segnalazioni e le richieste avanzate, spesso non riscontriamo cambiamenti concreti. Anche quando riceviamo delle risposte, non sempre seguono interventi capaci di risolvere i problemi segnalati. Questo alimenta la sensazione che le esigenze degli studenti non ricevano sufficiente attenzione. Richiamiamo l’articolo 13 del D.Lgs. 297/1994, che riconosce alle assemblee studentesche una funzione di partecipazione democratica e di approfondimento dei problemi della scuola e della società. Inoltre, l’articolo 1 del D.P.R. 249/1998, lo Statuto delle studentesse e degli studenti, riconosce la scuola come una comunità di dialogo, ricerca e formazione. Questi principi sottolineano l’importanza del confronto e della partecipazione degli studenti alla vita scolastica. Essere ascoltati non significa ricevere semplicemente una risposta, ma poter conoscere quali azioni verranno intraprese e quali soluzioni si intendono adottare. Precisiamo che la nostra protesta non è un attacco personale alla dirigente scolastica. Le problematiche denunciate possono coinvolgere responsabilità e competenze differenti, interne ed esterne all’istituto. Il nostro obiettivo non è individuare un bersaglio personale, ma ottenere un confronto serio e risposte concrete da parte di tutti i soggetti competenti. ✅Le nostre richieste Alla luce delle problematiche esposte, chiediamo: ● Carovita e diritto allo studio: maggiore attenzione alle difficoltà economiche delle famiglie e misure che rendano l’istruzione concretamente accessibile a tutti. ● Palestra: informazioni chiare sulle cause della chiusura, sugli interventi necessari e sui tempi previsti per la riapertura. ● Bagni e igiene: ripristino dei servizi non funzionanti e miglioramento effettivo delle condizioni igieniche. ● Temperature nelle aule: individuazione di soluzioni adeguate per rendere gli ambienti scolastici più vivibili durante i mesi caldi. ● Continuità didattica: maggiore stabilità del personale docente, con particolare attenzione all’insegnamento di Informatica nell’indirizzo di Scienze Applicate. ● Ascolto e partecipazione: un confronto reale con gli studenti e risposte chiare alle problematiche segnalate. ● Responsabilità e trasparenza: informazioni sugli interventi di competenza della scuola e su quelli che richiedono l’intervento di enti esterni. 📢La scuola che vogliamo La nostra protesta non nasce dal desiderio di creare uno scontro, ma dalla necessità di far emergere problemi che non possono continuare a essere considerati marginali. Difendere la scuola pubblica significa difendere il diritto di ogni studente a ricevere un’istruzione adeguata, a vivere quotidianamente in ambienti dignitosi e a essere ascoltato quando segnala difficoltà che riguardano l’intera comunità scolastica. Non chiediamo privilegi, ma diritti, condizioni adeguate per studiare e reali opportunità di crescita. Chiediamo che alle parole seguano i fatti e che alle segnalazioni corrispondano impegni concreti. Vogliamo una scuola che non si limiti ad accogliere gli studenti, ma che sappia ascoltarli, tutelarli e garantire loro reali opportunità di apprendimento, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza. Gli studenti dell’Istituto Liceo Ettore Majorana ...

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Un valore aggiunto alla manifestazione di ieri a Roma dal titolo "Bradisismo, il tempo è scaduto!", promossa dai comitati riuniti al grido di "Campi flegrei uniti nella lotta", è stata la partecipazione trasversale di cittadini e persone dalle esperienze civiche e sociali diverse, che hanno condiviso la dignità di dirsi appartenenti alla comunità flegrea.
Abbiamo raccolto qualche loro voce, di indignazione e speranza, soprattutto dei più giovani, in questo video a cura della nostra redazione.
Lo abbiamo fatto perché siamo parte dell'ampio movimento che a Pozzuoli e nell'area flegrea denuncia da anni la gestione sbagliata del bradisismo e combatte da mesi per affermare il diritto a vivere in sicurezza sulla propria terra. 
 Ieri eravamo in piazza con lo stesso spirito e le rinnovate convinzioni di impegno che 28 anni fa, il 9 ottobre 1998, mossero un gruppo di adolescenti ad incontrarsi in una saletta condominiale nel quartiere di Monterusciello e dare vita a ciò che è oggi è la nostra associazione "L'Iniziativa".
Il nostro territorio vive oggi il momento più drammatico degli ultimi 40 anni. Possono cambiare i contesti storici e politici, i modi in cui prende forma l'ingiustizia, le scelte di vita personale. Noi siamo rimasti dalla stessa parte: quella di chi non resta in silenzio e "prende l'iniziativa" per ciò che crede giusto. 
Come il diritto a non stendere il tappeto rosso di benvenuto a chi vuole usare il fenomeno naturale del bradisismo come strumento per passarci tutti quanto addosso e speculare sulla pelle della gente.
📢❗"Il bradisismo non chiede il permesso, nemmeno noi!"
🏳️‍🌈 Il primo Pride flegreo ha fatto rumore!
🎥🎤 Interviste ai promotori della manifestazione che si è svolta ieri, sab 19 settembre, nelle strade di Bacoli.
Una piacevole occasione per conoscere una pagina particolare di storia locale e confrontarsi sulle diverse forme di libera comunicazione ed espressione sul nostro territorio. Ecco le interviste della nostra redazione agli autori Francesco Lubrano e Rita Capuano
❗️Bradisismo, ignorate le richieste della comunità flegrea per vivere su questo territorio in condizioni dignitose. Respinti tutti gli emendamenti migliorativi all’ultimo decreto dal Parlamento, sembra che lo Stato, a cominciare dal Governo, preferisca attendere la volontà del Vulcano, senza puntare su prevenzione e reale messa in sicurezza.
📢 Ne parliamo in questo video_editoriale, per informare i cittadini e non arrenderci.
📢 La Città oggi vive una crisi sociale ed economica. A maggior ragione, non può subire ritardi nei cantieri e riduzioni dei servizi pubblici. Va preteso nei confronti di Eav un cronoprogramma veloce e credibile per gli interventi che riguardano la linea Cumana, a partire dall’apertura della nuova stazione di Via Fasano. 
🎤 Ne parliamo in questa puntata di #Voceflegrea, videoeditoriale cura della redazione.
📢“Pochi soldi e tanti ritardi”. Anche gli appena 50 milioni previsti per la riqualificazione antisismica delle case private sgomberate sono bloccati. 
‼️Circa 1500 puteolani attendono da quasi 4 mesi un decreto ministeriale per sapere come, a chi e con quali aspettative presentare la domanda di contributo economico.
🎬Ne parliamo in questa puntata di #voceflegrea a cura della redazione de l'Iniziativa
Commissario straordinario, e allora? A Pozzuoli l’anno scolastico è cominciato con centinaia di alunni ospitati in altri plessi. La città vuole conoscere i tempi degli interventi per rendere tutti gli istituti scolastici di Pozzuoli antisismici, come previsto dal decreto Campi Flegrei dello scorso luglio. Ne parliamo in questa puntata di #Voceflegrea dal titolo "Scuole sicure a Pozzuoli? Nessuno sa quando". 🎬🎤
Mentre la Prysmian ha iniziato l’allargamento nell’ambito 1, adiacente al sito industriale, su tutto il resto dell’area ex Sofer continua lo stallo. Bonifiche ambientali e fruizione pubblica restano essere lontane, fino a quando il Comune di Pozzuoli manterrà un approccio timido verso i soggetti privati proprietari dei terreni. Puntata n. 18 di Voceflegrea, approfondimento a cura della redazione de L'Iniziativa.
Nei giorni che precedono il Natale, il settore degli operatori ittici ed enogastronomici lancia segnali di vivacità, nell'ottica di valorizzare il brend dei prodotti locali. Nell'auspicio di una riqualificazione del mercato all'ingrosso e di soluzioni concrete alle criticità esistenti nel porto di Pozzuoli. Puntata numero 17 di Voceflegrea, a cura della redazione de L'Iniziativa
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