Contrasto al lavoro nero, accordo tra Ispettorato e Comune di Napoli

Via le concessioni di suolo pubblico per chi non rispetta i diritti di lavoratori”. Può riassumersi così il senso del Protocollo di intesa firmato pochi giorni fa, mercoledì 6 febbraio, tra l’Ispettorato territoriale del Lavoro e il Comune di Napoli. L’intesa prevede, in parole semplici, l’impegno da parte del Comune partenopeo a fornire preventivamente all’Ispettorato gli elenchi delle società e attività commerciali beneficiarie di concessioni per l’occupazione di suolo pubblico, in modo che l’Organo preposto al controllo del rispetto della legge e dei contratti in materia di lavoro verifichi in modo mirato le concrete condizioni dei lavoratori e comunichi i risultati delle ispezioni al Comune. Sarà poi cura dell’Ente locale procedere alle sanzioni contro chi adopera lavoratori irregolari (cioè senza contratto, o con una paga troppo bassa o senza diritti), fino alla revoca della concessione del suolo. Un sistema sicuramente forte e innovativo, basato sulla sinergia tra Istitizioni e sul principio, semplice e condivisibile, che “chi beneficia di un bene pubblico, in questo caso il suolo comunale, può perseguire profitto economico, ma non ai danni dei lavoratori”- come ha evidenziato il vicesindaco di Napoli Enrico Panini, pochi minuti prima la firma del Protocollo di intesa. L’accordo si propone pertanto la piena applicazione del regolamento COSAP (canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche) approvato nella primavera del 2018 con delibera n. 100, e interviene su un settore tra i più critici, ma sicuramente non l’unico, in termini di rispetto dei diritti retributivi, contributivi e di sicurezza per i lavoratori: quello dei pubblici esercizi, fatto di ristorazione, ricezione turistica, movida e “industria del tempo libero”.

Nel corso della conferenza, il direttore dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli Giuseppe Cantisano ha evidenzitato come a contrastare una piaga sempre più diffusa, quella del lavoro nero e “grigio”, ci siano meno risorse rispetto al passato. Il riferimento è ai 12 anni di stop nelle assunzioni di ispettori del lavoro, figura che necessita di numeri, età e formazione professionale adeguate. “Dalla crisi economica del 2008 ad oggi gli ispettori a Napoli sono diminuiti di quasi la metà. La nuova legge di bilancio – ha ricordato Cantisano – prevede dopo tanti anni l’assunzione di 1.000 ispettori del lavoro in tutta Italia. E’ poco, ma è un inizio. Oggi con il personale a dispozione riusciamo in tutta la provincia di Napoli ad effettuare poco più di 4.000 ispezioni l’anno.”

E’ lo stesso Protocollo che istituisce anche un tavolo tecnico per il monitoraggio costante della sua efficacia, con la partecipazione di associazioni sindacali, di categoria, comitati e movimenti. Sarà anche il livello di partecipazione e coinvolgimento che renderà possibile la continuità e il successo dell’operazione. Degno di nota l’intervento del rappresentante di Confcommercio durante la conferenza stampa, che ha auspicato un controllo da parte degli ispettori anche sul tipo di contratti di lavoro collettivi applicati ai singoli rapporti di lavoro, in considerazione della sempre più larga diffusione di “contratti pirata”, ovvero accordi firmati da organizzazioni prive di reale rappresentanza e con la previsione di tutele molto basse, al solo scopo di fare “dumping normativo”.

Questa azione di contrasto al lavoro nero è stata voluta dall’amministrazione De Magistris, anche a seguito di specifiche richieste da parte di sindacati e movimenti, come quello dei “lavoratori fantasma” promosso dall’Ex Opg “Je so’ pazzo”. Misure simili, peraltro già proposte, dovrebbero essere estese a tutta la provincia di Napoli e ad altri Comuni, come Pozzuoli e quelli dell’area flegrea, analogamente interessati dal “lavoro nero”; un fenomeno contro legge, che come tutti i fenomeni contro legge va combattuto da un lato con prevenzione, sensibilizzazione e un dibattito senza tabù, dall’altro con la repressione verso condotte che sono niente altro che sfruttamento.

Dario Chiocca

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.