Che cos’è l’inquinamento indoor? Indicazioni dell’Iss e consigli utili mentre #restiamoacasa

Lanciato dal DPCM del 9 marzo, rimbalzato sui social e in TV, l’hastagh #iorestoacasa è il trend dell’isolamento, il must della quarantena, il prezioso contributo che siamo chiamati a dare per contenere il contagio da COVID19. Smart working, studio, social, letture, cucina, bricolage, sport: le nostre attività principali si svolgono tra le mura domestiche. La pulizia casalinga, adesso più che mai, è fondamentale per contrastare l’inquinamento “indoor” (l’inquinamento degli ambienti chiusi o inquinamento domestico) cioè “la presenza nell’aria di ambienti confinati di contaminanti fisici, chimici e biologici non presenti naturalmente nell’aria esterna di sistemi ecologici di elevata qualità” (Ministero dell’ambiente). Le principali fonti interne di inquinamento sono rappresentate da: occupanti (uomo, animali), polvere (ottimo ricettacolo per i microrganismi), materiali edili, arredi, impianti (condizionatori, umidificatori, impianti idraulici) e il nocivo fumo da sigarette. Senza accorgercene, respiriamo aria inquinata comodamente seduti in poltrona: bruciore agli occhi, emicrania, allergie, asma sono alcuni dei sintomi che si possono avvertire in un ambiente chiuso e malsano.

LE INDICAZIONI DELL’ ISS – Dall’ISS (Istituto Superiore della Sanità), i consigli per mantenere l’aria pulita nelle nostre case rendendo più salubre questo periodo di “distanza sociale”. La prima regola è il ricambio dell’aria in tutti gli ambienti: aprire regolarmente le finestre scegliendo quelle più distanti dalle strade trafficate e non lasciarle aperte, di notte. Segue la regola della pulizia: prima di utilizzare i prodotti per la pulizia leggere attentamente le istruzioni e rispettare i dosaggi d’uso raccomandati sulle confezioni (vedi simboli di pericolo sulle etichette); pulire i diversi ambienti, materiali e arredi utilizzando acqua e sapone e/o alcol etilico 75% e/o ipoclorito di sodio 0,5%. In tutti i casi le pulizie devono essere eseguite con guanti e/o dispositivi di protezione individuale; Non miscelare i prodotti di pulizia, in particolare quelli contenenti candeggina o ammoniaca con altri prodotti. Sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia e la sanificazione, arieggiare gli ambienti. Prestare, inoltre, attenzione agli impianti di ventilazione: a casa è necessario pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone oppure con alcol etilico 75%. Negli uffici e nei luoghi pubblici gli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) devono essere tenuti accesi e in buono stato di funzionamento. Tenere sotto controllo i parametri microclimatici (es. temperatura, umidità relativa, CO2). Negli impianti di ventilazione meccanica controllata (VMC) eliminare totalmente il ricircolo dell’aria. Pulire regolarmente i filtri e acquisire informazioni sul tipo di pacco filtrante installato sull’impianto di condizionamento ed eventualmente sostituirlo con un pacco filtrante più efficiente.

L’inquinamento indoor, responsabile del 2,7% del carico globale di malattia nel mondo (Ministero della Salute), è oggetto di studio dell’ISS che nel 2010 ha istituito un GSN (Gruppo di Studio Nazionale) i cui lavori costituiscono un punto di riferimento per la formulazione di normative nazionali. Esperti del Ministero della Salute, dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), del CNR, del MIUR sono alcuni dei partecipanti ai lavori per la elaborazione di documenti di riferimento che possano portare un pratico contributo alla soluzione dei problemi legati alla complessa tematica della qualità dell’aria indoor.

Poche, semplici regole possono contribuire a migliorare la qualità della nostra vita, soprattutto durante questo periodo di prolungata permanenza a casa.

A cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione