Affidamento diretto per lavori pubblici fino a 150 mila euro, cosa cambia nei Comuni

Tra le novità contenute nell’ultima legge di bilancio voluta dal Governo Conte e approvata dal Parlamento c’è la modifica del sistema di affidamento per lavori pubblici da parte dei Comuni. Per essere più precisi, c’è una deroga rispetto a quanto previsto finora dall’art 36 del Codice degli appalti, valida per ora fino al 31 dicembre 2019. Il punto centrale è l’innalzamento fino a 150 mila della soglia entro cui un Comune può affidare direttamente la realizzazione di un’opera a un’impresa, senza l’obbligo di indire una gara pubblica. La differenza è notevole, poiché la soglia precedente era di 40 mila euro. Le conseguenze sono oggettive: meno trasparenza e meno mercato concorrenziale, con l’esclusione a priori di potenziali operatori economici interessati all’appalto. È prevista, infatti, la consultazione di soli 3 operatori economici, ove esistenti, che salgono a 10 nella procedura negoziata per lavori dal valore compreso tra 150 mila e 350 mila euro, fermo restando in questo caso il criterio della “rotazione” degli inviti. Restano invariate, invece, soglie di valore e obblighi di procedure per quanto riguarda servizi e forniture, che continuano ad essere regolati senza deroghe dalla normativa in vigore fino al 2018.

QUALI EFFETTI SUI TERRITORI? – Innegabile il maggior potere che viene attribuito a uffici e dirigenti preposti. Nei Comuni medio-piccoli, dove già normalmente i lavori pubblici, presi singolarmente, sono di minor valore, la discrezionalità diverrà ora la norma. Secondo i fautori del provvedimento, in questo modo si velocizzano i tempi burocratici, ma il prezzo da pagare è alto e rischioso, anche in considerazione del fatto che la soglia individuata, quella di 150 mila euro, coincide esattamente con quella per cui non è necessario il certificato antimafia.

Secondo il presidente dell’Autorità Anticorruzione Raffaele Cantone “questa norma consentirà ai funzionari disonesti di fare il buono e il cattivo tempo. Basti ricordare che tutto il sistema di Mafia Capitale si reggeva sugli affidamenti diretti. (…) C’è il rischio che la criminalità organizzata, al Nord come al Sud, ne approfitti.” Secondo un calcolo del Sole24Ore la nuova norma porterà alla cancellazione di circa 15 mila gare, mentre il valore complessivo dei soldi pubblici gestiti in via diretta e senza appalti pubblici sale al 70% del totale, per un valore di circa 7 miliardi di euro a livello nazionale.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, è cresciuto nel quartiere di Monterusciello, dove risiede. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, anche nei movimenti studenteschi e nelle organizzazioni sindacali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro. In ambito di normativa del lavoro, si occupa inoltre di formazione.