BACOLI / Recupero, stato dei lavori e futuro del complesso di Villa Ferretti, intervista al Sindaco Ermanno Schiano

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L’INCONTRO CON IL SINDACO DI BACOLI ERMANNO SCHIANO (21 agosto 2014) – FOTO DI PAOLO VISONE

Villa Ferretti è un bene confiscato alla camorra nel Comune di Bacoli. Un bene pubblico, sequestrato nel 1995 e confiscato definitivamente nel 1997 a Giuseppe Costigliola, in quanto ritenuto affiliato al clan di Salvatore Pariante. La villa si trova ai piedi del castello di Baia ed affaccia direttamente al mare, con un’adiacente spiaggetta. Nel corso degli anni, nonostante siano stati erogati e spesi fondi pubblici per diversi progetti e per un ammontare complessivo di quasi 4 milioni di euro, troppe difficoltà ne hanno impedito il concreto riutilizzo a favore della collettività. Molti sono gli occhi puntati su questa vicenda e grande è l’attenzione da parte di cittadini, forze politiche e rappresentanti istituzionali. Stavolta ne abbiamo parlato direttamente con il Sindaco di Bacoli Ermanno Schiano, con il quale ci siamo confrontati sullo stato dei luoghi e sulle prospettive di destinazione, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni.

Sindaco, quando si parla del recupero di Villa Ferretti va distinto innanzitutto l’immobile della Villa dall’area esterna di circa 12 mila quadri. Qual è la situazione?

I lavori all’interno dell’immobile, appaltati intorno al 2007/08, non sono mai stati consegnati. Io stesso come Sindaco, insieme al precedente responsabile unico del procedimento (all’epoca ing. Balsamo) non ho voluto tale consegna poiché abbiamo contestato la qualità dei lavori effettuati per problemi di infiltrazione e umidità. Ne è seguita la nomina di un dirigente regionale, quale collaudatore tecnico dell’opera, che ha mosso osservazioni tecniche alla ditta esecutrice, che oggi sta ottemperando con nuovi materiali così come indicati. L’obbiettivo è ottenere il collaudo e la consegna dell’opera così come doveva essere fatta tanti anni fa.

Il timore è che dopo questi lavori resti il problema del piano inferiore, esposto alle mareggiate. Un rischio paventato anche in occasione dell’ultimo sopralluogo del 6 agosto alla presenza del Presidente della Commissione regionale sui beni confiscati Antonio Amato.

Esiste un problema strutturale. Paradossalmente la “nave sassari” addirittura ci “protegge” e li ci sono anche presenze archeologiche. Dobbiamo fare un percorso per realizzare una barriera a protezione della villa. In caso contrario, con le mareggiate avremo sempre disagi.

Vuol dire che senza questa barriera non può esserci l’agibilità, nonostante i milioni di euro spesi?

Il problema non è l’agibilità, una volta ottemperata la consegna dei lavori così come devono essere. Ma senza una protezione a valle delle mareggiate tra un anno saremo punto e a capo.

E’ d’accordo con l’idea di un utilizzo modulare? Dopo la consegna ed il collaudo positivo, si potrebbe cominciare ad utilizzare il piano superiore, per poi risolvere le problematiche relative a quello inferiore. …

La struttura più bella è proprio quella del piano inferiore. La sala ad arco, per esempio, è l’ideale per momenti di studio e di simposi, da individuare anche in base al protocollo stipulato con il Consorzio interuniversitario “Civiltà del Mediterraneo”. Dobbiamo quindi porre in essere tutti i procedimenti per avere quella barriera a protezione, con relativi fondi. Preciso che una barriera non significa scogliera. Possiamo prevedere modelli di “flangiflutti galleggianti”, fissati nella sabbia, perchè oggi l’ingegneria ha raggiunto livelli che consentono molteplici soluzioni.

In questo modo però l’ultima parola spetterà inevitabilmente alla Soprintendenza?

La realtà è che oggi siamo sempre nelle mani della Soprintendenza, perchè ci sono resti archeologici (basti pensare al recente ritrovamento di una maschera romana). Anche per questo abbiamo previsto di coinvolgere altri Enti, allargando il protocollo di intesa anche a loro e alle Facoltà universitarie di Conservazione dei beni culturali. E’ giusto che ci siano gli Enti preposti per la tutela e la salvaguardia dei beni archeologici, ma di sicuro non per la promozione perchè oggi la Soprintendenza non è all’altezza di poter promuovere beni.

Ultimati i lavori, qual è il futuro dell’area?

Quel bene va promosso e poi va garantita la manutenzione. L’amministrazione ha approvato una delibera (n. 218 del 15 luglio 2014), con un indirizzo molto preciso: quello di un bando pubblico per la gestione del parco di Villa Ferretti (area esterna all’immobile), previsto a settembre. Il bando è aperto alle associazioni ambientaliste, alla società, alle cooperative sociali, fondazioni, al mondo del terzo settore, a chiunque possa valorizzare quel parco. Siamo favorevoli affinché si presenti qualcuno che vuole realizzare eventi, l’importante è che provveda anche alla manutenzione della struttura e del verde circostante. Dobbiamo coniugare l’aspetto didattico (nella Villa) a quello degli eventi (nel parco), anche perchè parliamo di un luogo che è di notevole pregio ed è giusto che venga destinato a momenti pubblici, il cui ritorno economico spetta a chi dovrà materialmente prendersene cura, cosa che oggi non possiamo fare come amministrazione. Parliamo di eventi ad impatto acustico contenuto, come spettacoli teatrali o di jazz, per intenderci … Fatte salve le esigenze pubbliche e dell’amministrazione, poiché sicuramente nel regolamento comunale sarà prevista la possibilità a Villa Ferretti di sposare le coppie del territorio, il che non esclude la previsione di bandi a società di wedding planner e catering per matrimoni.

Questi bandi non sono ancora abbozzati?

No, noi abbiamo fatto una delibera di indirizzo al funzionario e al dirigente responsabile. Secondo quanto prevede la legge, saranno loro a redigere materialmente il bando seguendo le nostre indicazioni. (n. d. r. nella recente delibera, di cui ci è stata consegnata copia, è scritto tra l’altro che vanno previste “attività di pubblico interesse finalizzate ad aggregazione sociale, promozione del benessere sociale, creazione di attività culturali, sportive (del mare), ricreative nell’ambito delle manifestazioni artistiche, promozione della partecipazione alla vita pubblica e all’educazione all’ambiente e alla salute” e che “i progetti devono mirare a rendere il bene patrimonio collettivo e condiviso”.).

Sono previsti criteri che favoriscano l’occupazione?

L’occupazione si crea inevitabilmente. Possiamo pensare di premiare le ditte che assumono, ma dobbiamo stare attenti, perchè questi criteri possono diventare uno “specchietto per le allodole”. Le società che hanno già un certo numero di dipendenti potrebbero spostarli e dobbiamo verificare realmente l’impatto lavorativo, che deve essere ex novo. Noi ci siamo rivolti a tutti. Sarà il mercato a dirci cosa veramente può essere fatto. Per noi l’importante è avere una struttura e un verde che vengano manutenuti e che restino in perfetto stato e a disposizione dell’amministrazione pubblica.

Veniamo ora all’immobile vero e proprio di Villa Ferretti.

Quello rientra nelle prerogative dell’amministrazione e sarà oggetto di quanto previsto nell’accordo con il Consorzio interuniversitario. Il progetto dell’Università del Mare resta valido, anche se noi vogliamo allargarlo con il coinvolgimento, come detto, della Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali e della Soprintendenza e, nello stesso tempo, restando aperti ad eventuali richieste di privati che esprimano il bisogno di un appoggio logistico.

L’accesso pubblico e le finalità sociali e culturali saranno garantite?

Quelle sono dettate dall’amministrazione comunale e non le demanderemo a nessuno. Sono cose che gestirà il nostro ufficio cultura. Del resto avendo spazi così ampi sarà possibile coniugare la cultura con le attività legate agli spettacoli.

Per quanto riguarda lo sportello antiracket, è un progetto che viene confermato?

Sì, è ancora in essere. Noi abbiamo presentato alla Regione una progettazione con Luigi Cuomo (associazione S.o.s. Impresa e Fondazione Paulus). Tuttavia, lo sportello antiracket non è stato finanziato, non per responsabilità dell’amministrazione, ma perchè mancava una firma, proprio quella del Sig. Luigi Cuomo. (n.d.r. che invitiamo ad eventuali repliche o precisazioni). Appena possibile lo finanzieremo. Eravamo in pole position, abbiamo avuto un problema di procedura, cioè una firma mancante. Ma intendiamo recuperare e andare avanti.

Parliamo dei finanziamenti … quali sono le cifre?

Un milione e mezzo sono i fondi per l’immobile di Villa Ferretti. Tutti erogati. Per quanto riguarda il parco, abbiamo avuto il decreto di assegnazione, ma materialmente non abbiamo ancora ricevuto neanche un euro. Anzi l’amministrazione ha anticipato dal proprio bilancio tra i 300 e i 350 mila euro.

E’ possibile fare delle previsioni sui tempi?

Il decreto è in ragioneria, quindi per settembre dovremmo ricevere materialmente i soldi per completare i lavori dell’area del parco. Per quanto riguarda l’immobile di Villa Ferretti, entro fine settembre il collaudatore ci relazionerà sullo stato dei luoghi e sui lavori. Da quello che so i materiali usati stanno dando i loro risultati.

Parliamo ora della spiaggetta, che per molti, soprattutto fuori Bacoli, è stata “scoperta” questa estate 2014 per la prima volta. Un fatto secondo noi di enorme valore perchè i cittadini cominciano a vivere questo spazio.

Partiamo dal presupposto che la spiaggia è nella pertinenza del demanio regionale, ma è attigua alla struttura e quindi ne sarà parte integrante. Io so personalmente che cosa significa quella spiaggetta per i cittadini, soprattutto per quelli di Baia. Ad agosto c’è stato il problema di un vecchio cartello che indicava pericolo di frane, ma è stato tutto chiarito. Era un cartello senza titolo, relativo al costone di sopra. Siamo consapevoli che quello è un bene confiscato alla camorra e dobbiamo renderlo fruibile ai cittadini. Al di là di tutte le attività didattiche in Villa, noi metteremo sempre a disposizione dei cittadini un percorso per chi vuole raggiungere e usufruire della spiaggetta. Chiunque, senza problemi.

In questi giorni sulla spiaggetta è in corso una raccolta di firme che chiede appunto il mantenimento di una via di accesso, anche in futuro.

L’accesso sarà sempre garantito e confermato. Non ai soli cittadini residenti, ma a tutti i cittadini. Non deve esserci alcuna distinzione tra quelli di Bacoli, Pozzuoli etc. Chi vuole usufruire della spiaggetta, ben venga. Il problema oggettivo è relativo allo spazio. (n.d.r. Effettivamente, la spiaggetta non può contenere contemporaneamente più di 70/80 persone) e il cittadino residente a volte pensa di avere un percorso “diverso”. Noi istituzionalmente cerchiamo di favorire i residenti, ma la norma impone la parità di trattamento. Ed è un principio che purtroppo non sempre è facile da far capire. Dobbiamo essere chiari: l’obbiettivo è mettere a disposizione la spiaggetta per almeno per quei due mesi alla libera fruizione. In futuro, appena avremo un approdo per i ragazzi disabili non ci saranno problemi per le attività di associazioni come l’Asgram, così come i locali alle spalle della spiaggetta potrebbero essere dedicati a chi fa canoa e sport acquatico.

Ma dopo il boom di presenze quest’anno, complessivamente oltre 2000 nel solo mese di luglio, l’amministrazione ha pensato ad una regolamentazione più precisa sull’apertura, l’utilizzo e la pulizia della spiaggia?

Sulla regolamentazione dobbiamo essere molto cauti. Nel momento in cui identificassimo un soggetto giuridico preciso competente per la pulizia, sarebbe come creare “un’ipoteca” in favore di tale soggetto. Rischieremmo di scivolare verso una “concessione” e questo è da escludere. Dobbiamo puntare a rafforzare il senso civico delle persone, metterli nelle condizioni di fare gruppo fra loro, per me è la cosa migliore. Inoltre il percorso di sicurezza l’anno prossimo potrebbe anche non esserci perchè ci auguriamo di avere il bene completamente consegnato e possiamo pensare ad una regolamentazione dell’accesso, con la figura del custode. Mentre per i disabili l’unica alternativa resta l’approdo, a causa di barriere architettoniche difficilmente eliminabili.

L’amministrazione pensa di poter formalizzare queste linee di indirizzo per quanto riguarda la spiaggetta? Anche in considerazione del fatto che l’anno prossimo ci saranno le elezioni comunali.

Spero di procedere a questo bando con una regolamentazione globale. L’obbiettivo è che quella spiaggetta sia a destinazione pubblica. Ripeto: mi rimetto al senso civico del cittadino, evitando di individuare un soggetto giuridico. E se proprio dobbiamo, lo faremo come Ente. Abbiamo un custode, metteremo dei cestini e possiamo pensare di mandare la Flegrea Lavoro oppure trovare soluzioni con l’associazionismo e la protezione Civile, come accade per Miseno-Miliscola, nel tratto di spiaggia libera.

Possiamo dare una notizia che farà piacere ai lettori? L’accesso alla spiaggia è previsto fino al 31 agosto. Sarà possibile prorogarlo, considerata questa estate non proprio felice dal punto di vista meteorologico?

Si, cerchiamo di mantenere la spiaggetta aperta fino al 15 settembre.

Queste sono le parole del Sindaco di Bacoli. Da parte nostra c’è l’impegno a seguire ogni passaggio tecnico ed istituzionale, affinchè si svolga nella massima trasparenza e nel rispetto del dibattito e delle regole democratiche. Convinti che ogni pezzo di questo bene pubblico sottratto all’incuria e alla situazione di stallo, rappresenti una piccola vittoria dello Stato e della comunità, contro la cultura della criminalità e la tentazione al disfattismo. Dopo quasi 20 anni dal sequestro, sarebbe anche l’ora.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, è cresciuto nel quartiere di Monterusciello, dove risiede. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, anche nei movimenti studenteschi e nelle organizzazioni sindacali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro. In ambito di normativa del lavoro, si occupa inoltre di formazione.