E’ una delle opere “urgenti” per mitigare gli effetti del bradisismo, disposta con ordinanza del marzo 2025 dal Commissario straordinario Soccodato. Da ieri il pontone al porto di Pozzuoli, necessario per consentire l’attracco dei traghetti dopo l’innalzamento del suolo e il collegamento con le isole, è entrato in funzione con le prime operazioni di sbarco.
Dopo tante criticità sopraggiunte e circa 1 anno di ritardo rispetto alle prime scadenze annunciate: prima le rassicurazioni al completamento entro l’estate di quell’anno; poi l’annuncio dell’inaugurazione prevista il 27 marzo 2026 alla presenza del Ministro Musumeci. Appena 2 giorni prima del taglio del nastro, i lavori erano ancora in pieno svolgimento e un gravissimo incidente coinvolse 3 operai (in subappalto?) di cui 1 colpito più violentemente e finito in terapia intensiva.
Nessuno, a livello politico o istituzionale, ha avvertito oggi il bisogno di interrogarsi o dare spiegazioni alla comunità su cosa non ha funzionato. Nel salutare l’apertura dell’infrastruttura, il Prefetto di Napoli ha espresso nei giorni scorsi “un particolare apprezzamento all’autorità giudiziaria per la sensibilità istituzionale dimostrata nell’adozione del provvedimento di dissequestro del manufatto (avvenuta dopo l’incidente), contemperando il rispetto della legalità con l’urgente realizzazione di un’opera che salvaguarda la sicurezza del territorio e della collettività”.
Prendiamo atto, dunque, del peso che le Istituzioni hanno dato stavolta all’interesse generale e alla “messa in sicurezza”, a differenza di quanto accaduto per altri aspetti legati al bradisismo, come la riqualificazione e i controlli delle case private. I fatti futuri dimostreranno se a tutto ciò sarà accompagnato, con la conclusione delle indagini, il doveroso accertamento su quanto accaduto il 25 marzo, sulla dinamica e sulle responsabilità di un incidente che rischia di essere già dimenticato.