Warner Bros a Pozzuoli? Non siete i primi!

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Sono trerminate solo da qualche giorno le riprese del film diretto da Guy Ritchie con la presenza dell’attore britannico Hugh Grant. “Da mesi stiamo lavorando, in più contesti e settori, per la valorizzazione delle nostre bellezze e del nostro territorio convinti della necessità di un serio lavoro di marketing territoriale che oggi culmina con l’accordo con la Warner Bros”, dichiarava il sindaco Vincenzo Figliolia, salutando con estremo fervore la notizia. E ancora: “Pozzuoli avrà una visibilità mondiale”. La città, quindi, ha accolto alcune scene di una serie tv, “The man from U.N.C.L.E.”, e sicuramente, per solo qualche giorno, l’economia di qualche ristoratore è stata sicuramente più florida.

Del resto Pozzuoli, da circa cinquant’anni, attrae autorevoli attori e registi del grande e piccolo schermo. Impossibile non ricordare la scena girata alla darsena di Pozzuoli nel 1991 dal celebre Massimo Troisi, con la collaborazione di alcuni personaggi del luogo, nel film “Pensavo fosse amore e invece era un calesse”, nella quale enunciava con il suo inimitabile stile ironico e profondo, un concetto quasi filosofico sull’amore. Per chi volesse sapere qualcosa in più dell storia della propria città, segnaliamo la scena girata nel 1973 con Bud Spencer in occasione del film “Piedone lo sbirro”; l’inseguimento di alcuni malviventi comincia proprio alle porte del vecchio municipio di Pozzuoli, monumentale palazzo abbattuto qualche anno dopo. Pozzuoli è stata teatro anche de “Il Camorrista”, nel 1986, con set montanti a Lucrino e sul belvedere del lago D’Averno per girare rispettivamente la scena della liberazione dell’assessore “Mesillo”, (nella realtà storica “Cirillo”), appena liberato dalle brigate rosse e quella in cui il commissario, interpretato da Leo Gullotta, subisce l’attentato.

Andando ancora più indietro nel tempo ricordiamo i “mostri sacri”:  Totò gira una scena sul castello di Baia, nel celebre film “Operazione San Gennaro”, era il 1966, uno degli ultimi film del grande artista a colori con Nino Manfredi. Dall’inquadratura si vede il Rione Terra e tutta Pozzuoli in lontananza. Ma non c’è bisogno di andare così indietro nel tempo, alle porte del nuovo millennio la serie tv “The Sopranos” sceglie l’antro della Sibilla per una scena con l’indimenticabile italo-americano James Gandolfini, recentemente scomparso, in compagnia della bellissima Sofia Milos. Infine il regalo forse meno conosciuto ai più giovani ci è stato fatto dal maestro Eduardo De Filippo, che nella versione cinematografica di “Filumena Marturano” (1951), gira una scena in compagnia dei suoi tre “figliastri”, tra cui figura un giovanissimo Aldo Giuffrè, all’altezza delle terme puteolane. Da lì si intravede tutto il lungomare di via Napoli prima del riempimento della loppa, senza ecomostro, ed un suggestivo Rione Terra ancora abitato.

Sia chiaro: con questo breve excursus di storia cinematografica vogliamo ribadire che siamo ben contenti ed onorati che ancora una volta la nostra spettacolare terra sia presa in considerazione per la sua bellezza, ma non facciamoci false illusioni su possibili ricadute per turismo e sviluppo. Sfide che per essere vinte hanno bisogno di ben altro, come la storia ci ha dimostrato. Soprattutto non facciamoci prendere in giro da proclami, secondo i quali tali eventi siano addirittura l’epilogo di un’azione di “marketing territoriale”; proclami che non suscitano neanche indignazione, ma tutt’al più una sarcastica reazione di sorriso.

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Scritto da Redazione