Varianti covid, ne parliamo con l’infettivologo

Dallo scorso autunno ad oggi si stanno rapidamente diffondendo in Italia le mutazioni del virus SarsCov-2. Tre le varianti individuate: inglese, brasiliana e sudafricana che prendono il nome dal luogo in cui si sono manifestate per la prima volta.  A preoccupare la comunità scientifica, per la maggiore trasmissibilità, sembra essere, al momento, la variante inglese del virus (VOC 202012/01) identificata per la prima volta nelle regioni sud-orientali del Regno Unito, nel dicembre 2020, in concomitanza con un rapido aumento nel numero di nuovi casi confermati di infezione da SARSCoV-2.

In Italia, la prevalenza della variante inglese è del 54% a differenza della variante brasiliana che si attesta al 4,3% e della variante sudafricana allo 0,4%.

In Campania, la percentuale di incidenza della variante inglese, è attestata al 59,3%., a differenza della brasiliana al 2,3%. Al momento, la variante sudafricana, non è stata rilevata. È quanto diffuso dagli ultimi dati disponibili dell’indagine condotta dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità), aggiornata al 18 febbraio 2021; dati che consentono quanto meno di “fotografare” una tendenza.

PER SAPERNE DI PIU‘ – Al fine di affrontare con una corretta informazione e maggiore consapevolezza l’emergenza sanitaria ancora in corso, abbiamo rivolto alcune domande all’infettivologo dott. Alessio Sepe, dell’U.O.C. SEP Dipartimento Epidemiologia e Prevenzione dell’ASL Benevento, impegnato in prima linea nella lotta contro il Covid19.

Le mutazioni dei virus sono un fenomeno del tutto naturale, ma che cosa sono le varianti dei virus?

“Sono virus a RNA e nel replicarsi per produrre migliaia di copie commettono errori, le cosiddette mutazioni. È un evento naturale ed inatteso, perché nel suo armamentario funzionale manca dell’enzima che dovrebbe correggere questi errori casuali. Tutti i virus ad RNA sono soggetti a variabilità genetica, come ad esempio il virus dell’epatite C dove si parla di “quasi specie” e dell’HIV dove si selezionano varianti resistenti ai farmaci. Qualche mutazione può far insorgere un SARS-COV-2 cambiato rispetto a chi lo ha generato, che può aver acquisito una maggiore capacità di trasmissione, una maggiore aggressività con una malattia più severa o di superare l’immunità acquisita con la vaccinazione o da una pregressa infezione.”

Il preoccupante aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane e che ha dato il via alla terza ondata è dovuto alla diffusione delle varianti del virus?

“Questa terza ondata è dovuta all’emergere di nuove varianti, con prevalenza di quella cosiddetta inglese, che mostra una maggiore capacità di trasmissione da un soggetto all’altro e la diffusione in fasce di età sempre più giovani. La recente ripresa delle attività ha fatto emergere che le misure di contenimento, non sono state sempre prontamente ed adeguatamente rispettate da tutti ed hanno favorito la diffusione del virus.”

I vaccini sono efficaci contro le varianti?                                  

“I vaccini disponibili sembrano essere efficaci contro la variante inglese, mentre per quelle sudafricana e brasiliana vi sono meno certezze. Queste ultime sono al momento le altre due identificate in Italia. SARS-COV-2 è sottoposto a studio e monitoraggio continuo per comprendere quanto il vaccino protegga la popolazione da eventuali nuove varianti man mano che vengono identificate e valutare l’efficacia dei vaccini stessi. Si consideri che i Vaccini ad RNA tipo Pfizer o Moderna, possono essere adattati per le nuove varianti, con possibilità di eventuali prossimi richiami.”

In attesa che l’intera popolazione si vaccini, quali sono le misure più adeguate da adottare per contrastare la diffusione delle varianti ed affrontare la terza ondata, appena iniziata, che colpisce anche i più giovani a differenza delle ondate precedenti?

“Sono fondamentali le misure di prevenzione ormai note: uso delle mascherine, distanziamento fisico ed igiene delle mani ed approfittare dei momenti di chiusura per vaccinare quante più persone è possibile.”

Sulla base dello scenario attuale (diffusione delle varianti, terza ondata, campagna vaccinale) quali prospettive future si possono ipotizzare per uscire dall’emergenza sanitaria?

“Fattibilità di un piano vaccinale organico che riesca a far vaccinare tutti nel più breve tempo possibile, evitando che il virus circoli, si replichi e che quindi abbia la possibilità di variare continuamente. Tutti gli attori del SSN devono entrare in campo, tutte le professioni mediche ed infermieristiche, tutti per vaccinare tutti. La criticità è rappresentata dal numero di vaccini e lì che i decisori governativi debbono insistere per cercare nuove soluzioni.”

Questo drammatico momento storico che stiamo vivendo ormai da un anno e durante il quale in Italia hanno perso la vita ben oltre 100 mila persone (secondo i dati ufficiali), impone a noi tutti, dai rappresentanti delle istituzioni ai cittadini, un impegno serio e concreto (come ad esempio il semplice rispetto delle regole) per superare questa difficilissima emergenza sanitaria, divenuta anche un’emergenza economica, sociale e culturale.

A cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione