Stagione balneare in sicurezza, le indicazioni dell’ISS e le difficoltà dell’Anci

Racchettoni, abbronzanti, teli colorati, ma anche mascherine e distanziamento sociale. È l’estate 2020 targata Covid19. Con oltre 7 mila chilometri di costa, l’Italia vanta un numero elevato di aree di balneazione, un quarto del totale europeo, abitate da circa 17 milioni di persone che durante la tanto attesa stagione estiva possono raddoppiare. Il turismo balneare, ai tempi del coronavirus, suscita non poche preoccupazioni. Affollamenti, spostamenti, vicinanza e contatto sono infatti più frequenti nelle aree tipiche dell’ambiente balneare (come si legge in una nota diffusa dall’ISS) e, se non regolamentati, potrebbero contribuire alla diffusione del virus, rischiando di vanificare gli sforzi finora compiuti per contenere il contagio epidemiologico.

LE INDICAZIONI DELL’ISS – Puntuali le raccomandazioni dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), pubblicate il 4 giugno, per i bagnanti e i gestori di stabilimenti per tenere sotto controllo i rischi sanitari. Alle ormai ben note norme comportamentali (distanziamento sociale di almeno 1 metro, pulizia e disinfezione frequenti delle mani, igiene respiratoria ovvero starnutire e/o tossire nel gomito o in fazzoletti di carta) si aggiungono nuove indicazioni da osservare in spiaggia, sia dai bagnanti sia dai gestori di stabilimenti. L’accesso ai lidi sarà consentita previa prenotazione e misurazione, in loco, della temperatura che non dovrà superare i 37,5° corporei. Vietata qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet. Interdetti gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di “ascolto” con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale. Sanificazione giornaliera delle attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici. Previsti disinfettanti e DPI adeguati (mascherine, schermi facciali, guanti) per il personale dei lidi, sottoposto anch’esso alla misurazione della temperatura.

SPIAGGE LIBERO ACCESSO – Distanziamento interpersonale e sanificazione delle aree ad accesso libero sono le principali misure da rispettare per prevenire la trasmissione di Covid19 che i sindaci e/o agli altri enti locali competenti hanno l’obbligo di garantire ai bagnanti, insieme alle attività di vigilanza che assicuri il rispetto delle norme. Anche sulle spiagge libere, l’ISS consiglia, inoltre, l’accesso su prenotazione, preferibilmente online, in modo da prevenire assembramenti.

IN ACQUA – Non esistono, allo stato attuale, evidenze sulla persistenza del SARS-CoV-2 nelle acque. Tuttavia, è necessaria la distanza di sicurezza anche in acqua per evitare la trasmissione del virus che avviene prevalentemente in condizioni di vicinanza interumana, tra persona e persona, attraverso micro-goccioline (droplet), di dimensioni uguali o maggiori di 5 μm di diametro generate da tosse o starnuti o anche dal parlare e respirare di un soggetto infetto.

LE PROTESTE DELL’ANCI – Non si fa attendere la protesta dell’ANCI (Associazione Nazionale Sindaci Italiani) che ritiene “impossibile” far rispettare le regole: “la storia, puntualmente, si ripete. Qualcuno decide regole complicate senza coinvolgerci e poi scarica su noi sindaci la responsabilità della loro applicazione” tuona Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’associazione che, in un comunicato stampa aggiunge: “Scrivere prescrizioni è molto semplice. Provare a farle rispettare, su tutte le spiagge d’Italia è come svuotare il mare con un secchiello, bucato”. E poi, l’invito provocatorio ed ironico al presidente dell’ISS, Silvio Brusaferro: “a venire con noi sindaci sulle spiagge. Ci aiuterà lui a misurare il metro e mezzo di distanza tra una sdraio e un telo da mare, a controllare che il costruttore del castello di sabbia sia a distanza regolamentare dal giocatore di racchettoni, a calcolare la circonferenza entro cui va inscritto ogni singolo ombrellone”.

Il lockdown ha ripulito per alcuni mesi chilometri di costa del Bel Paese, regalandoci la vista di acque cristalline e aria limpida che abbiamo il dovere di preservare. Quest’anno i lontani “angoli di paradiso” potrebbero essere proprio sotto casa nostra. Resta l’incognita di potervi accedere.

A cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione