RUBRICA DI CINEMA / Acciaio di Stefano Mordini

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Protagoniste di questo intenso dramma sono Anna e Francesca, due ragazzine di Piombino, città sede della famosa acciaieria Lucchini. La prima ha un padre che, dopo essersi licenziato, abbandona la famiglia cercando fortuna altrove. Anche la seconda protagonista ruota intorno alla figura del padre che, al contrario della prima, è molto presente, tanto da abusare di lei. La storia si stravolge quando in città arriverà Elena, un tempo compagna di Alessio, fratello di Anna.

E’ accettabile l’esordio di Stefano Mordini, filmmaker esordiente, da tempo impegnato in corti, spot pubblicitari e documentari. Fiorentino e con una spiccata passione per il cinema, l’esordiente regista riesce a mettere in scena un “dramma di formazione” dove vediamo i protagonisti crescere insieme ai loro problemi, tormenti, ossessioni. Il risultato è incredibile.

Tratto dall’omonimo romanzo tradotto in diciannove lingue di Silvia Avallone, Acciaio è un film duro ma delicato. E’ incredibile osservare, infatti, la differenza tra l’essenza delle protagoniste, così candide e giovani, e lo squallore della citta in cui abitano. Una citta, quella di Anna e Francesca, dove è la fabbrica di acciaio a forgiare le vite dei propri abitanti. Una vera e propria micro-comunità dove orari e stili di vita sono decretati dalla famiglia Lucchini e dalla propria acciaieria. Ma c’è sempre una via d’uscita. E in questa pellicola prende le sembianze di un biglietto per una nave, destinazione Isola d’Elba. E’ lì, infatti, che le protagoniste decidono di andare un domani, fuggendo da tutto e da tutti, lasciando alle spalle quello che, però, è difficile nascondere nei ricordi, nel passato.

Il cast, ricco di star ma anche di attori esordienti, funziona. Intense le rappresentazioni di Vittoria Puccini, Michele Riondino, Massimo Popolizio e Luca Guastini. Magnifiche le protagoniste Anna e Francesca, interpretate da Matilde Giannini e Anna Bellezza. Prodotto da Rai Cinema con la collaborazione del Ministero per i Beni e le attività culturali, Acciaio di Stefano Mordini è la prova che il “cinema di speranza” è presente e apprezzato.

 

Scritto da Antonio Di Fiore


Classe '93. Sono nato e vivo tuttora a Napoli. Attualmente frequento il corso di laurea in Scienze della Comunicazione, curriculum Cinema e Televisione. Aspirante regista e sceneggiatore, credo fermamente nel potere della settima arte.