POZZUOLI/ Rione Terra, una scena già vista: proteste al cantiere per ritardi nei finanziamenti pubblici

Questa mattina, mercoledì 10 maggio, gli operai del cantiere Rione terra di Pozzuoli hanno manifestato a seguito di presunti intoppi nel flusso dei fondi pubblici che finanziano il cantiere. Nel tentativo di approfondire la notizia, pare che l’episodio rientri nella “ordinaria amministrazione” e già nei prossimi giorni dovrebbero esserci incontri per risolvere ogni aspetto burocratico. Qualche riflessione, però, da parte della nostra redazione è d’obbligo.

Una scena vista e rivista. Ancora una volta, si ripete il rituale balletto delle minacce di licenziamento, del blocco delle procedure e dei finanziamenti a singhiozzo. E’ una situazione intollerabile, dopo 47 anni dallo sgombero e 25 dall’avvio dei lavori, che ormai assume le sfumature del ridicolo e del paradossale. Il Rione Terra è diventato da molto tempo una “Salerno – Reggio Calabria bis”.

C’è un equivoco di fondo nel sentire comune dei puteolani a proposito del Rione Terra, che a nostro avviso va chiarito. La tutela delle condizioni contrattuali degli operai del cantiere non può essere confusa con l’incoraggiare ipotesi di lavoro infinito a beneficio delle ditte appaltatrici, da prolungarsi negli anni come un improprio ammortizzatore sociale. Solo una decisa accelerazione verso il bando di gara per l’assegnazione e l’utilizzo del patrimonio immobiliare può mettere fine a questa farsa. Nell’interesse della città, del suo possibile sviluppo turistico-culturale e delle giovani generazioni.

Dario Chiocca

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.