Natale 2016/ Promozione del territorio e offerta culturale, occasione mancata per Pozzuoli

(FOTO DI PAOLO VISONE)

Ieri sera, lunedì 19 dicembre, si è tenuto presso la Cattedrale al Rione Terra, il concerto di Natale del Coro di Voci Bianche del Teatro di San Carlo. L’ensemble, diretto da Stefania Rinaldi, ha eseguito brani dal repertorio classico e canzoni natalizie, con l’accompagnamento al pianoforte di Luigi del Prete. L’evento, che rientra nell’ambito delle iniziative natalizie organizzate dal Comune, si è svolto (purtroppo) davanti a un pubblico non particolarmente numeroso rispetto ad altre occasioni nella stessa cornice, nonostante l’ingresso gratuito e l’oggettiva qualità dell’esibizione.

Ferma restando la bontà della manifestazione e la professionalità degli artisti coinvolti, che non sono in discussione, pensiamo che l’evento di ieri sera offra lo spunto per alcune valutazioni e considerazioni politiche più generali, non più rinviabili. Quella di ieri, infatti, è una delle “iniziative di punta” della rassegna natalizia del 2016 per quanto attiene alla “promozione del turismo e della cultura”, insieme a pochi altri concerti di musica jazz e di orchestra, che fanno fatica però a distinguersi in un cartellone che comprende anche saggi di danza, esibizioni di band emergenti e teatro amatoriale.

A scanso di equivoci: non è intenzione di chi scrive denigrare l’impegno e il lavoro di nessuno degli operatori coinvolti nel programma di eventi natalizi, che abbraccia per la sua complessità aspetti e obiettivi molto diversi e che ha visto anche “la regia” di soggetti istituzionali diversi. Se c’è qualcosa che finora ha convinto di più del Natale a Pozzuoli è proprio il capitolo “intrattenimento popolare”, con un Centro Storico vivacizzato da bande musicali e animatori per i più piccoli e alcuni eventi svolti nei singoli quartieri di Monterusciello, Toiano, Licola Mare e Agnano Pisciarelli, che contribuiscono a costruire un senso di comunità tra i cittadini ed è giusto che vengano apprezzati.

La nota dolente, a pochi giorni dal Natale, riguarda invece la “promozione del territorio” attraverso l’offerta culturale; una sfida sicuramente più ambiziosa, ma necessaria per lo sviluppo economico-sociale della città. Perchè è di questo che stiamo parlando: fare economia, avviare le condizioni affinché nel corso degli anni Pozzuoli diventi luogo di attrazione, capace di accogliere persone al di fuori della cinta urbana e – senza girarci intorno – incrementare i consumi sul territorio. Certo, caratterizzare il Natale in città in modo competitivo rispetto ad altri Comuni che lavorano da anni in tal senso, non è per niente facile. Ma sarebbe stato il momento di cominciare, perché stavolta le risorse c’erano. Ci riferiamo ai 100 mila euro del “progetto Campi ardenti”, di cui il Comune era già a conoscenza dalla scorsa estate. Questa volta, forse per la prima volta, c’era tutto il tempo per provare ad “alzare il livello”. Nel dare uno sguardo alla delibera di Giunta n. 147 del 17.11.2016, pare invece che l’occasione sia andata persa: poco più di 7.000 euro per eventi musicali “di qualità”, pubblicizzati però in modo non adeguato; 45 mila euro destinati al Concerto di Capodanno (scelta più o meno condivisibile, ma che rasenta la mancanza di idee perché si associa a un evento realizzato da privati in modo autofinanziato da 4 anni); 38.000 euro in comunicazione (!?), al momento non pervenuta, forse relativi a qualcosa per il futuro o di cui comunque non risultano ad oggi effetti significativi, a meno che non ci riferisca ai manifesti rossi visti in strada, che somigliano più a un’offerta alimentare e che non precisano neanche le date dei singoli eventi. In ogni caso, su quest’ultimo punto saremmo ben lieti di poter pubblicare un chiarimento da parte istituzionale.

Insomma, da questo punto di vista il fallimento dell’Assessorato al Turismo e alla Cultura (deleghe non a caso tenute insieme) a nostro avviso è totale. Un assessorato che è riuscito nell’ultimo anno in qualcosa di paradossale: indire a febbraio un avviso pubblico di idee per gli eventi estivi, a cui però non è stato dato alcun seguito per mancanza di fondi, e procedere poi prevalentemente a negoziazione diretta in prossimità del Natale, quando invece c’erano le risorse economiche (come si legge nella delibera sopraindicata e con riferimento alle risorse del progetto “Campi ardenti”).

La critica sterile non ci è mai appartenuta. Anche recentemente, abbiamo espresso l’esigenza di un cambio di passo nelle politiche culturali, con suggerimenti sostenuti dalla credibilità di un impegno in prima persona, anche fisico, sempre volontario. Ci auguriamo che questa città, dove oggi l’azione amministrativa riesce a garantire forse per la prima volta operatori ecologici nelle ore serali e luminarie in ogni quartiere di periferia, possa ragionare prima o poi anche di obbiettivi a lunga scadenza e di come fare, tutti insieme, un salto di qualità nell’offerta culturale e nelle prospettive di sviluppo economico.

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Scritto da Redazione