Motocross a Bacoli, il presidente dell’Ente Parco: “Non mi è arrivata nessuna richiesta”

motocrossFoto di Marina Sgamato

Motocross a Bacoli, è tempo di bilanci. La recente competizione internazionale di Supermarecross tornata a svolgersi il 24 gennaio sulla spiaggia di Miseno-Miliscola è stata presentata come un grande evento turistico per i Campi Flegrei per il successo partecipativo ma alcuni scienziati si sono anche espressi sul danno ambientale che tale manifestazione può procurare.
Sono proprio gli interventi per la creazione del tracciato a sollevare molti dubbi. La spiaggia è stata totalmente stravolta, in nome di un evento che avrebbe portato risonanza e turismo sul territorio. La spiaggia in questione, però, si trova all’interno di un Sito di Importanza Comunitaria, Sic che rientra per più della metà all’interno del perimetro del Parco Regionale dei Campi Flegrei, a cui compete quindi la gestione secondo le disposizioni in materia di conservazione e gestione dei siti della Rete Natura 2000 approvate dalla Regione Campania. «Al Parco non è stata prodotta alcuna formale richiesta di parere di competenza» afferma l’architetto Gennaro Carotenuto, Commissario del Parco. Se ne dedurrebbe che senza l’autorizzazione dell’Ente Parco la manifestazione non si sarebbe dovuta svolgere.
«La zona – spiega Carlo Donadio, geologo del Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse dell’Università Federico II di Napoli – è già soggetta ad erosione dalla seconda metà degli anni ’60, ed in quel periodo vennero poste le attuali scogliere per stabilizzare il fenomeno. Interventi di movimentazione della sabbia che cambiano il profilo morfologico della spiaggia possono causare un’accelerazione dei processi erosivi, specialmente se tali interventi sono effettuati in prossimità del mare. Ripristinare lo stato della spiaggia – conclude il geologo – riduce il rischio ma non lo elimina».
Le aree protette sono laboratori di economia sostenibile, che dovrebbero essere oggetto di interventi esclusivamente tesi a creare un’economia duratura e stabile in grado di salvaguardarne la conformazione. Inoltre l’accelerare dei processi erosivi delle spiagge impoverisce un territorio, che in futuro avrà spiagge sempre più piccole e per cui si renderanno necessari interventi di ripascimento altrimenti non necessari. «Gli aspetti spiacevoli della vicenda sono due: innanzitutto, – commenta Rosario Balestrieri, ornitologo del Cnr e presidente dell’associazione di tutela ambientale Ardeale spiagge sono ambienti estremamente delicati e sono soggetti a tutela e quella di Miseno è compresa in un Sic, per il quale sono predisposti piani di gestione e valutazione di incidenza; l’altro punto cruciale è che in un area così fortemente vocata al turismo ed alla natura, siano previste poche attività che utilizzano la risorsa “natura” in favore di altre, a grande impatto ambientale, adatte a zone con un altro tipo di vocazione. Questo tipo di manifestazioni sono causa di sconforto, visto che da anni le amministrazioni e le realtà locali avrebbero dovuto gettare le basi per un’economia del turismo diversa. Viene da pensare che il Parco non sia minimamente percepito. Per quanto riguarda invece la presenza di specie o habitat importanti in quell’area, – spiega l’ornitologo – ho avuto la percezione che se la spiaggia non sia sfrutta dall’uomo venga considerata abbandonata e quindi degradata. Sul litorale dei Campi Flegrei si continua a rimaneggiare sabbia ed a pulirla di tutti i semi della macchia mediterranea, questa formazione vegetale così preziosa, che ci dovrebbe essere, non ci sarà mai. Quindi, se impediamo la formazione di dune, è impensabile che quella spiaggia venga colonizzata da specie rare, come il Fratino. In ogni caso, – conclude Balestrieri – su quella spiaggia sono segnalate due coppie territoriali di Corriere piccolo». Dato importante, vista l’eccessiva antropizzazione di quel tratto di costa, che ci fa capire quanto la natura dei Campi Flegrei offra sempre sorprese.
È auspicabile insomma che la programmazione di interventi in futuro vada nella direzione di un turismo sostenibile che non intervenga in modo netto sulla ricchezza naturalistica del territorio.

 

 

Stefano Erbaggio

Scritto da Stefano Erbaggio


Nato nell' 88 e cittadino puteolano. Studente di Scienze Naturali, dal 2010 collabora con L'Iniziativa, occupandosi di ambiente e sviluppo sostenibile. Giornalista Pubblicista, ha collaborato con "La Nuova Ecologia", "Terra", "Cronaca Flegrea" ed "Il Roma". Volontario di Legambiente, integra l'amore per la natura con la difesa e la conoscenza del territorio. Dal 2012 è Guida naturalistica AIGAE, attivo specialmente nei Campi Flegrei e collaborando con numerose scuole del territorio.