Le iniziative di solidarietà in Campania per le popolazioni dell’Ucraina

Dai punti di raccolta di generi di prima necessità alle strutture ospedaliere di accoglienza, numerose le iniziative in Campania a sostegno della popolazione ucraina colpita, dallo scorso 24 febbraio, dalla guerra con la Russia, nel pieno di una pandemia.
Sarebbero 100 mila i profughi ucraini attesi in Campania nei prossimi giorni, secondo le stime del comune di Napoli (riferite dal Mattino). Impegnata prevalentemente nel settore dei servizi (es. ristorazione, servizi di assistenza familiare ecc.) la comunità ucraina è ben radicata in Italia (prima nazione in Europa) e in Campania (seconda regione italiana dopo la Lombardia e prima dell’Emilia Romagna) che conta oltre 41 mila ucraini e ucraine residenti, ovvero il 16,5% dell’intera popolazione straniera. Il 53,7% risiede a Napoli, segue Caserta con il 19,6% e Salerno con il 18,9%. Ad Avellino e Benevento risiedono rispettivamente il 5,2% e il 2,6% degli ucraini e ucraine (dati ISTAT 2021).
I punti di raccolta – Dalle iniziative istituzionali come gli Ordini professionali, a quelle private come, pizzerie e supermercati, si moltiplicano ogni giorno i centri di raccolta dei beni di prima necessità da spedire in Ucraina. Cibo, vestiti, farmaci prodotti per l’igiene personale sono solo alcuni dei generi richiesti.
L’ Ordine dei giornalisti della Campania, in via Cappella Vecchia 8-B a Napoli, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.30 è centro di raccolta di generi di prima necessità (medicinali, acqua, coperte) da destinare, d’intesa con la Croce Rossa, al popolo e ai profughi ucraini. Un’iniziativa concordata con la Fiddoc (federazione italiana donne commercialiste), con Casagit salute (società di mutuo soccorso dei giornalisti) e con la Consulta delle professioni della Campania. Già partiti, tra il 4 e il 5 marzo, i primi tir carichi di aiuti umanitari.
E poi, l’Ordine dei medici di Caserta, in Via Donato Bramante 19, Caserta, tutte le mattine dalle ore 8.00 alle ore 14.00 e nei pomeriggi del martedì e del giovedì, dalle ore 15 alle ore 18, raccoglie, tra i beni di maggiore necessità: siringhe, guanti sterili e non, cerotti, forbici, bendaggi in gel antiscottatura, bendaggi sterili, garze, spugna emostatica, laccio emostatico, medicazioni, antibiotici, antidolorifici, prodotti igienizzanti, pannolini, pappe, salviettine. Un ulteriore punto di raccolta per la popolazione di Aversa e dei comuni limitrofi è stato invece individuato nel Centro Medico Liguori, aperto tutti i giorni, eccetto la domenica.
A raccogliere farmaci e beni materiali primari anche l’Ordine dei Farmacisti di Napoli che mediante l’iniziativa “un farmaco per tutti”, promossa da Federfarma Napoli, ha già inviato in Ucraina, lo scorso 3 marzo, ben 65 mila euro in aiuti umanitari. Numerose anche le iniziative private, minimarket e pizzerie trasformate in veri e propri depositi di raccolta di generi necessari. E ancora, gli alloggi resi disponibili dai cittadini, come testimonia la grande risposta all’appello del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e dell’Assessore alle Politiche Sociali Luca Trapanese per aiutare la popolazione ucraina, mediante la compilazione di un form (clicca qui per compilare il form).

Strutture di accoglienza e assistenza – Fondamentali le strutture sanitarie di accoglienza e di assistenza agli ucraini provenienti dalle zone di guerra.
ASL Napoli 2 Nord – A favore dei cittadini ucraini si mobilita anche l’ASL Napoli 2 Nord che ha predisposto un questionario per i profughi che arrivano sul territorio dei 32 Comuni dell’Azienda (Afragola, Arzano, Caivano, Cardito, Casandrino, Casavatore, Casoria, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Grumo Nevano, Sant’Antimo, Barano di Ischia, Ischia, Forio di Ischia, Casamicciola, Lacco Ameno, Serrara Fontana, Procida, Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida, Quarto, Mugnano, Marano, Calvizzano, Qualiano, Villaricca, Giugliano, Melito, Acerra, Casalnuovo) e richiedono la possibilità di avere l’assistenza sanitaria. Una volta compilato il questionario, l’ASL provvederà a contattare il cittadino ucraino fornendo informazioni su come registrarsi al Servizio Sanitario Nazionale (clicca qui per il questionario). Due i centri di riferimento attivati dalla Regione Campania per i cittadini ucraini in arrivo sul territorio regionale, in modo particolare per coloro che arrivano nell’area metropolitana di Napoli: il Residence dell’Ospedale del mare (via Luca Pacioli angolo viale delle Metamorfosi, Ponticelli – Napoli) e il Consolato dell’Ucraina (Centro Direzionale isola B3, 1° piano); entrambi, aperti dalle 9.00 alle 18.00, dispongono di una postazione per tamponi (tampone antigenico per ricerca eventuale positività al Covid) e di sportello dell’ASL Napoli 1 Centro che servirà a generare il codice STP (Straniero Temporaneamente Presente) valido 30 giorni, nonché sportello di informazione. Nel residence dell’Ospedale del Mare, inoltre, è presente anche l’ufficio immigrazione della Polizia di Stato. Ad accogliere la comunità ucraina con supporto sanitario ma anche sociale è l’Ospedale Betania di Napoli. Per i pazienti ucraini più piccoli, l’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon, su impulso del presidente della Regione Campania e in rete con l’Associazione Ospedali Pediatrici Italiani, ha dato la piena disponibilità a fornire assistenza pediatrica ospedaliera per ogni tipo di patologia a favore di bambini provenienti dall’Ucraina, insieme all’ Ospedale Monaldi, per la Cardiochirurgia Pediatrica, e all’AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno. La Fondazione Santobono-Pausilipon, inoltre, coordinerà il supporto delle varie associazioni umanitarie che si sono già proposte per assicurare ospitalità ed assistenza ai genitori dei piccoli pazienti.

Al fine di aiutare la popolazione ucraina, si possono anche effettuare donazioni in denaro alla Croce Rossa italiana (clicca qui) e all’ UNHCR, Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (clicca qui)

Queste elencate sono solo alcune delle iniziative umanitarie attivate in Campania e in Italia. La catena della solidarietà è uno dei mezzi più civili ed umani per rispondere alla più grande vergogna dell’umanità: la guerra, ovunque sia combattuta.

Scritto da Vania Cuomo


Giornalista, laureata in Filosofia. Appassionata di arte e viaggi, musica e supereroi. Sensibile alle tematiche medico-sanitarie alle quali si avvicina come autrice di fumetti prima, social media manager e blogger poi. Coniuga giornalismo e social per diffondere una corretta informazione. Certa che il cambiamento di cui il mondo necessita sia, prima di tutto, culturale.