Incendio al Montenuovo, la denuncia di una guida naturalistica

Pubblichiamo integralmente l’accorata denuncia di una guida escursionistica e naturalistica del territorio, dopo l’assurdo disastro ambientale seguito all’incendio di sabato scorso 23 febbraio.

“Oggi (n.b. domenica 24, per i lettori) sono stato all’Oasi Naturalistica di Montenuovo per vedere con i miei occhi i danni causati dall’incendio di ieri. Il fuoco è stato spento, ma erano ancora numerosi i focolai, addirittura qualcuno si era riacceso (ho segnalato la cosa ai Vigili del Fuoco). Il sentiero principale è interrotto in più punti dai pini caduti, altri sono pericolanti. La macchia mediterranea in parte ha resistito alle fiamme, tranne per quelle zone che sono state incendiate anche gli anni scorsi: la vegetazione sembra spossata.

Può essere stato un incidente, ma in realtà è solo il punto finale di anni di difficoltà gestionali: prima il sentiero che scende al cratere è stato chiuso, e vabbè; poi dopo un incendio è stato chiuso anche uno dei due sentieri che scendono alle fumarole, problemi di sicurezza mai risolti, tanto c’era l’altro; poi gli incendi e le malattie uccidono la pineta, vabbè gli alberi sono morti ma ancora in piedi. Adesso paghiamo le conseguenze: cadono per un evento eccezionale come ieri e quello dello scorso ottobre. Si poteva evitare tutto questo, prevenendo. Ora l’Oasi resterà chiusa chissà ancora per quanto tempo per rimuovere gli alberi caduti dai sentieri.

Il turismo nei Campi Flegrei non decollerà mai, finchè manca l’attenzione e la voglia di mettere a reddito le risorse che possediamo. Siamo all’interno di un PARCO REGIONALE, assente, fantasma, che la Regione, i Comuni e quasi anche sè stesso, sembrano aver dimenticato esistere. Occorre sedersi ad un tavolo, coinvolgere le realtà locali, gli esperti, chi di natura e turismo realmente ne capisce ed impegnarsi. La presenza del partito dei Verdi a Pozzuoli non può ridursi a slogan sulla tutela e l’interesse verso l’ambiente, occorrono fatti, scientificamente progettati e con una prospettiva che integri conservazione, economia e benessere del territorio.

Il Montenuovo si riprenderà, le piante della macchia mediterranea sanno come contrastare il fuoco, ma se questa guerra di logoramento dovesse continuare, le sfiancherà. Sembra quasi che si stessero creando apposta le condizione per cedere l’Oasi ad un gestore privato, togliendo un bene comune alla fruizione di tutti. Mi auguro solo che il progetto che prevede la piantumazione di 1000 lecci veda presto un inizio ed una fine (positiva), e che risolva i problemi accumulati negli anni in cui si è fatto finta di non vedere.”

Stefano Erbaggio

Nella foto in alto, i danni dell’incendio; in quella in basso, i danni del vento. In entrambi i casi, c’è l’incuria o la mano dell’uomo.

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Scritto da Redazione