Coronavirus, per il personale sanitario un’emergenza nell’emergenza

Sale a quasi 5000 ad oggi il numero del personale sanitario contagiato da COVID19, ovvero circa il 9% dei casi totali, la cui età è molto più bassa di quella della popolazione generale: 49 anni invece di 63. Si inverte la proporzione fra uomini e donne: il 64.5% è di sesso femminile e il 35.8% è di sesso maschile. A renderlo noto è l’ISS (Istituto Superiore della Sanità), nel report pubblicato ieri (23 marzo). Numeri tanto allarmanti quanto sottostimati, a causa della mancata esecuzione sistematica dei tamponi agli operatori sanitari, denuncia Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE (Gruppo Italiano per La Medicina Basata sulle Evidenze) che chiede “tamponi per tutti” gli operatori sanitari, ai quali sono negati, probabilmente, per il “timore di indebolire gli organici”. Al nodo tamponi, si aggiunge la carenza di DPI (Dispositivi di Protezione Individuale: mascherine, guanti, tute, calzari), necessari per garantire la sicurezza delle cure, come stabilito dal Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs 81/08). Sono circa 1 milione le mascherine distribuite finora dalla Protezione Civile, in tutte le regioni italiane, per fronteggiare l’emergenza epidemiologica in corso, secondo i dati del Ministero della Salute. Immediata la protesta dei professionisti della Salute, che denunciano, non soltanto il ritardo della distribuzione, ma soprattutto l’inadeguatezza delle stesse, perché mancanti di filtro protettivo che impedisce la respirazione di virus e batteri (mascherine antivirus FFP2 o FFP3). Gravi carenze che il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sta cercando di colmare, a spese della Regione, così come avvenuto per gli strumenti di cura intensiva per la respirazione (caschi e ventilatori polmonari) non ricevuti (come dovuto) dalla protezione civile (5 caschi sui 225 richiesti). E per i tamponi: sarebbero 700 mila i kit di test rapidi per la diagnosi da Covid19, attesi in Campania e promessi agli operatori sanitari. “Ho autorizzato tutte le Asl a cercare autonomamente sul mercato tutto il materiale disponibile. È stata fatta una gara per acquistare migliaia mascherine. Per adesso dovrebbero fornircene 300mila”, dichiara De Luca, in una radiointervista. E dalla sua pagina facebook, annuncia “Ho disposto la consegna gratuita di mascherine chirurgiche a tutti i concittadini campani che attualmente sono in isolamento domiciliare sorvegliato, anche a tutela dei loro familiari”. Ottimi propositi questi di De Luca, i cui esiti attendiamo fiduciosi.

LA (PRESUNTA) CARENZA DI ORGANICO – L’emergenza sanitaria, dichiarata pandemia (una malattia che si diffonde rapidamente in tutto il mondo) dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’11 marzo, acuisce drammaticamente le tante criticità del nostro SSN (Sistema Sanitario Nazionale), già sofferente soprattutto per il taglio di ben 37 miliardi di euro negli ultimi 10 anni, per “esigenze di finanza pubblica” (Cartabellotta). A mancare sarebbero i camici bianchi, in fuga da un SSN che non garantisce un futuro professionale. In 8.000 hanno partecipato, in 24 ore, al bando “Medici per Covid” (aperto il 20 marzo e chiuso il 21, pubblicato online sul sito della Protezione Civile) “per creare una task force di 300 medici che possano operare nelle strutture sanitarie regionali, rafforzando l’azione di chi in queste ore è esposto in prima linea a combattere contro il Covid-19”, spiega il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Ad affiancare il personale volontario, a cui è riconosciuto un imprecisato “rimborso delle spese di viaggio e una indennità forfettaria per ciascuna giornata prestata”, sono i Medici senza Frontiere, la ONG (Organizzazione non Governativa) che porta soccorso sanitario e assistenza medica nelle zone del mondo in difficoltà: “con un’epidemia come questa era importante esserci e provare a dare il nostro contributo, all’imponente risposta messa in piedi dalle autorità sanitarie italiane e a tutti gli operatori in prima linea fin dall’inizio dell’epidemia”. E ancora, i professionisti sanitari pensionati ed i medici militari.

Una prova concreta di solidarietà e di umanità ci è stata regalata dai medici e dagli infermieri cinesi e cubani, accolti all’aeroporto di Fiumicino (i primi) e di Malpensa (i secondi) con un fragoroso applauso. E dalla Russia, tonnellate di materiale sanitario. Grandi assenti gli “alleati” di sempre: UE e USA.

Un Sistema Sanitario Nazionale non può reggersi soltanto sul prezioso senso di responsabilità e sulla generosità di pochi. Urgono misure concrete, efficaci e celeri per salvare la Sanità pubblica. Difendere gli operatori della Salute significa difendere il nostro diritto alla Salute.

A cura di Vania Cuomo

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Scritto da Redazione