“Coltiviamo diritti”, incontro a Pozzuoli su dignità e legalità nell’agricoltura

Liberazione dallo sfruttamento e consumo responsabile. Si è discusso anche di questi temi alla prima “Fiera  flegrea della sostenibilità ambientale e sociale” al Parco urbano attrezzato di Via Vecchia delle Vigne “area c9”, promossa da associazioni, imprese e comitati del territorio sab 19 e dom 20. L’occasione, in uno spazio pubblico ancora da valorizzare in tutte le sue potenzialità, è stato il workshop, tenuto sabato pomeriggio, dal titolo “Per un’economia del cibo più responsabile: facciamo qualcosa di solidale. Dignità e legalità del lavoro in agricoltura”.
La tavola rotonda è stata introdotta da Gennaro Ferrillo, attivista di Altromodo Flegreo ed è toccato a Sergio Giovagnoli (Arci nazionale) e a Marco Binotto (Tavolo Rete Economia Solidale) esporre i contenuti e gli obiettivi della campagna “Coltiviamo diritti, che vuole premiare le aziende virtuose e puntare sulla commercializzazione dei prodotti agricoli nati nel rispetto dei principi etici e del lavoro. Il progetto coinvolge movimenti ambientalisti (Legambiente), di produttori (Slow Food) e di consumatori critici (come i Gas, Gruppi di Acquisto Solidale).
IL DIBATTITO – <<In Italia si calcola ci siano circa 400 mila persone vittime di sfruttamento nei campi – dichiara Sergio Giovagnoli. Le sfumature sono molte, si passa da condizioni di irregolarità, al lavoro grigio, a quello completamente al nero, fino a casi di limitazione delle libertà, che colpiscono lavoratori di tutte le nazionalità, italiani e stranieri>>.
<<Abbiamo provato a dialogare con il mondo sano delle imprese agricole, ma la collaborazione è stata scarsa – denuncia Marco Binotto. Basti pensare che solo alcune centinaia di aziende sulle circa 200mila esistenti nel settore hanno aderito al progetto di iscriversi a un registro di imprese virtuose, assumendosi l’impegno pubblico di operare nel rispetto delle regole.>>
<<L’obiettivo condiviso – conclude Gennaro Ferrillo – è implementare anche sul nostro territorio flegreo le esperienze già esistenti, assolutamente aperte a nuovi contributi adesioni, in modo che già dal prossimo gennaio possano svilupparsi “filiere etiche” per condizionare la produzione e la distribuzione in modo solidale. Abbiamo già avuto esempi di buone pratiche come il “Funky Tomato Basilicata e Campania”, vogliamo ripartire da lì, con l’aiuto di cooperative e gruppi di produttori locali, sensibili a questi temi e già consolidati>>.
IL CONTESTO FLEGREO – <<Non basta avere cibo in tavola dalle buone apparenze, ma chiedersi anche da chi viene prodotto e in quali condizioni>> sembra essere questo il motto che ispira e unisce i diversi partecipanti all’incontro. E che a Pozzuoli e nei Campi Flegrei ci sia bisogno di accendere i riflettori sul lavoro agricolo lo dimostra anche un dato, fornito dal Centro per l’Impiego e reso pubblico dall’Osservatorio comunale per il contrasto e l’emersione del lavoro non regolare di Pozzuoli: nel 2015 i rapporti di lavoro attivati in agricoltura risultano in tutto il comprensorio appena 180 (sommati però alla pesca e alla floricoltura!), nonostante la forte stagionalità di questo settore. Probabilmente molto pochi rispetto al reale volume produttivo.
Fare rete tra i cittadini, dunque, è il primo passo possibile, come dimostra anche una certa sensibilità in materia di consumo critico, al fine soprattutto di investire pubblicamente tutte le Istituzioni competenti delle proprie responsabilità. E il segnale dato con la nuova normativa, a seguito della recente approvazione della legge sul caporalato, è senz’altro incoraggiante.
Dario Chiocca

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.