Campagna di crowdfunding per la riscoperta dell’acquedotto augusteo del Serino

La nostra terra ne è testimone. Esiste la superficie visibile all’occhio, che ne può nell’immediatezza esplorarne e fruirne le caratteristiche ed esiste un patrimonio sotterraneo, di ricchezze storico-artistiche ancora inesplorato, per grandi tratti. Rientra in questo tesoro di immane bellezza e valore l’acquedotto romano del Serino.

In tutta la Campania ci sono molti acquedotti di grandi dimensioni, ma certamente quello del Serino – noto anche come “Aqua Augusta” – risulta essere il più maestoso. Gran parte dell’opera – di una lunghezza complessiva di 105 Km – fu progettata e realizzata nel sottosuolo campano, che ancora ne custodisce i segreti. Le recenti scoperte sotto lo storico Palazzo Peschici Maresca in via Arena della Sanità sono state fondamentali per ricostruire un percorso che ha una storia di circa duemila anni. Il tragitto, lungo 100 km, parte da Serino e arriva alla piscina Mirabilis di Bacoli.

Le sue differenti diramazioni, alimentavano i bacini degli attuali territori di Acerra, Atella, Nola e forse anche Pompei. Il ramo principale poi, dopo aver “toccato” la città di Cuma, giungeva sino al porto militare di Puteoli, dedicato a Giulio Cesare, ed alla cosiddetta  piscina Mirabilis di Miseno, una grande cisterna al servizio dei soldati della flotta imperiale.

Dal 2010, con il supporto della Soprintendenza per i beni archeologici di Napoli e del parco regionale dei Campi Flegrei, sono in corso ricerche speleologiche dell’antico tracciato. Numerosi sono i tratti venuti alla luce, come quello parallelo alla Crypta neapolitana – la galleria che da Piedigrotta conduceva all’area di Fuorigrotta – il ramo laterale che riforniva le Terme antiche di Agnano, una conduttura di oltre 200 metri realizzata tra i territori di Bagnoli e Pozzuoli.

L’associazione «Vergini Sanità» con l’appoggio dell’Arciconfraternita dei Pellegrini ha così proposto un nuovo progetto: «La riscoperta dell’antico Acquedotto Augusteo del Serino». L’iniziativa è diretta al recupero e alla conservazione del bene archeologico, ma anche alla valorizzazione e alla conoscenza di questo importante reperto di interesse storico unico. Per realizzare questo l’associazione Vergini Sanità ha organizzato una campagna di crowdfunding, realizzata con Meridonare, che ha raccolto circa 200 donatori.

«La valorizzazione del patrimonio culturale ad opera di cittadini e associazioni è una libertà che vogliamo difendere; il crowdfunding, anche attraverso piccole donazioni, è uno dei mezzi che ci consente di restituire alla città un pezzo della sua sorprendente stratificazione storica e della sua complessa identità», spiega l’architetto Pietro Pippo Pirozzi, presidente dell’associazione organizzatrice, che sottolinea come i risultati ottenuti siano andati ben oltre le aspettative e che la risposta e la partecipazione delle persone è forte e questo rappresenta un segnale importante anche in un’ottica di presa di coscienza delle possibilità di un territorio che possiede ogni risorsa per diventare eccellenza e creare intorno a sé un processo virtuoso.

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Scritto da Valentina Soria


Mi chiamo Valentina Soria, sono giornalista pubblicista, laureata alla magistrale in Comunicazione Pubblica e d’Impresa. Mi interesso di comunicazione a 360°, dal giornalismo al copy writing alla cura di uffici stampa. Amo la mia terra flegrea e credo nell’importanza di dare “voce” alle piccole e grandi criticità del territorio con coraggio ed onestà.