Borse di studio e residenze universitarie, tempi brevi per fare le domande – TUTTE LE INFO

È online il bando di concorso per l’assegnazione di borse di studio, posti alloggio e contributi per mobilità internazionale per l’anno accademico 2017/2018 in Campania. Come riporta il sito Adisu (Azienda pubblica per il Diritto allo Studio Universitario), la procedura è “regolata dal Bando unico regionale, uguale per tutti i candidati della Regione Campania, per quanto attiene ai principi generali, ai requisiti di partecipazione, alla modalità di formazione delle graduatorie e all’effettuazione dei pagamenti, nonché ai controlli sulle autocertificazioni presentate”. Le Appendici relative all’Adisu di riferimento dei singoli Atenei regolano invece le modalità specifiche di presentazione delle domande e le tempistiche delle graduatorie.

I REQUISITI – Per accedere ai sostegni occorrono requisiti di merito e requisiti relativi alla condizione economica. Agli studenti del primo anno iscritti a corsi di laurea triennale e a ciclo unico, magistrale o specialistica, non viene richiesto, al momento della presentazione della domanda, alcun requisito di merito, in quanto la loro idoneità e la posizione all’interno della graduatoria sono determinati esclusivamente in base al reddito; tuttavia, per mantenere lo status di assegnatario alla borsa di studio conseguita in base alla condizione economica, i candidati devono conseguire almeno 20 CFU entro il termine del 30/11/2018. Lo stesso vale per i candidati iscritti a dottorati di ricerca e corsi di specializzazione obbligatori per l’esercizio professionale. Gli studenti iscritti invece agli anni successivi al primo di corsi di laurea triennale, a ciclo unico, magistrale o specialistica necessitano, oltre a requisiti di reddito, anche requisiti di merito: devono aver conseguito infatti un determinato numero di crediti , che varia a seconda dell’anno a cui si è iscritti (25, 80, 135), entro il 10/08/2017. Per quanto riguarda i requisiti di reddito, è necessario che l’ISEE – Indicatore della Situazione Economica Equivalente – sommato con l’indicatore della situazione economica all’estero, non superi i 20.000 € e che l’ISPE – Indicatore della Situazione Patrimoniale Equivalente – non superi i 37.000 €.

TEMPI E MODI – Quest’anno la scadenza per presentare la domanda è stata anticipata rispetto agli anni precedenti. Gli studenti hanno tempo fino alle ore 12.00 dell’11 settembre; tale modifica rappresenta un disagio non indifferente, dal momento che si aggiunge ad una crescente burocratizzazione della pratica. Per presentare la domanda è infatti necessario l’ISEE UNIVERSITA’, rilasciato da Patronati, Caf autorizzati o Inps, a seguito della compilazione del Modulo MB2 – Quadro C “Prestazioni universitarie”. Successivamente, gli studenti dovranno registrarsi ai siti delle rispettive Adisu e procedere ala domanda on line, con l’incognita che i portali vadano in crash nei giorni più vicini alla scadenza. Alla luce della complessità della procedura e dei tempi di attesa per il rilascio del documento ISEE, è evidente che gli studenti hanno la necessità di avviare le pratiche di preparazione dei documenti con largo anticipo presso gli uffici competenti. È probabile che una procedura spinosa contribuirà ad allargare quella parte di popolazione studentesca già normalmente esclusa dai benefici della borsa di studio, come gli studenti fuori corso, quelli che non posseggono i requisiti di merito o di reddito, e in alcuni casi gli studenti che hanno effettuato delle variazioni di carriera.

DIRITTO ALLO STUDIO, I LIMITI DEL SISTEMA – Le criticità sono molteplici e non sorgono esclusivamente in seno alla questione delle borse di studio, bensì al tema ben più ampio del diritto allo studio. In Italia, specie nel Meridione, la situazione è tutt’altro che rosea. Secondo le statistiche Eurostat, il nostro Paese è ad oggi il terzo tra i Paesi OCSE per costo elevato delle tasse universitarie, preceduto da Regno Unito e Olanda. Al tempo stesso, l’Italia investe nel sistema universitario l’1,0 % del proprio PIL contro una media europea dell’1,5%. Anche il tasso di laureati è più basso rispetto alla media europea, mentre l’abbandono degli studi e la dispersione scolastica sono alte. Forte l’emigrazione verso regioni del Nord Italia come Veneto, Toscana ed Emilia Romagna, regioni con un’alta copertura delle borse di studio. Lo stesso certamente non può dirsi della Campania, dove soprattutto negli scorsi anni la percentuale di copertura delle borse di studio è stata bassissima. Basti pensare alla diffusione della categoria del c.d. idoneo non beneficiario”, ovvero dello studente che, pur possedendo i requisiti di idoneità alla ricezione della borsa di studio, è collocato in graduatoria ad una posizione che non gli consente di usufruire della borsa a causa della mancanza di fondi necessari a coprirne la totalità.

MOBILITA’, ALLOGGIO E TASSE – Riferirsi esclusivamente alle borse di studio sarebbe limitante: il diritto allo studio comprende prestazioni relative alla mobilità, agli alloggi e ai servizi di mensa. Per quanto riguarda le strutture abitative destinate agli studenti, ad oggi i posti offerti dall’A.Di.S.U. a Napoli sono significativamente inferiori all’elevata presenza di fuorisede in città, che spesso sono costretti a stipulare contratti irregolari con gli affittuari, con tutte le relative conseguenze che questo comporta. A Pozzuoli si riscontra invece un caso emblematico di mancata promozione di un’importante risorsa come quella della residenza universitaria in via Carlo Rosini, che se sfruttata in maniera adeguata potrebbe svolgere un ruolo chiave per la città. Aperta da un anno, ha ospitato finora poche decine di studenti a fronte di una potenzialità di circa 300 posti, probabilmente per la mancata indicazione da parte dei possibili beneficiari nei moduli di richiesta.

In tema di trasporti e mobilità, quest’anno sarà riproposto labbonamento gratuito per gli studenti con ISEE fino a 35.000 € promosso già lo scorso anno dalla Regione Campania; esso rappresenta indubbiamente un importante avanzamento in termini di diritto allo studio, sebbene potrebbe promuovere un più ampio concetto di cultura e istruzione se non fosse limitato al tragitto casa – scuola/università.

Importante novità giunge sul fronte tasse. Legge di Stabilità del 2017 ha di fatto istituito negli atenei italiani una No Tax Area per gli studenti con un ISEE fino ai 13.000 € e una tassazione agevolata fino ai 30.000 €, mentre saranno i singoli atenei a valutare autonomamente come gestire la tassazione per gli studenti il cui ISEE supera i 30.000. Resta invece invariato per tutti l’obbligo al pagamento della tassa regionale, che è di 140 € l’anno. A sostegno dell’intervento c’è un finanziamento pubblico di 55 milioni per il 2017 e 110 per l’anno successivo, per coprire le minori entrate degli atenei. Se da un lato questo cambiamento rappresenta un miglioramento per la condizione di numerosi studenti (la platea degli esenti è stimata in circa 600 mila studenti), è evidente che esso non può che essere considerato una “soluzione tampone”, con il rischio di una penalizzazione, decisa dai singoli Atenei, rispetto ad oggi verso gli studenti con un reddito ISEE oltre i 30.000 e/o agli studenti considerati “non virtuosi”, perché fuori corso o perché non aventi specifici requisiti di merito.

L’OBIETTIVO DEL DIRITTO ALLO STUDIO UNIVERSALE – Tirando le somme, si è ancora lontani dal riconoscimento del diritto allo studio, specialmente universitario, come diritto universale e non quale privilegio. Una complessa serie di misure spesso slegate tra loro, promosse da Istituzioni diverse, non uniformi su tutto il territorio nazionale e senza un progetto complessivo, rischia di parcellizzare il sistema del diritto allo studio e con esso il mondo studentesco e giovanile, che fatica a prendere coscienza su questi temi e a riconoscersi come categoria, oggi frammentata e indebolita quindi della sua forza propulsiva.

Problemi quali la dispersione scolastica, l’abbandono degli studi, l’alto tasso di studenti che scelgono di non iscriversi all’università, non vengono ancora affrontati alla radice. Resta vivo più che mai, il bisogno urgente di fare dell’Università un luogo di ricerca e in cui si cerchino soluzioni innovative ai problemi del nostro tempo; un luogo teso, in ultima analisi, a creare una società migliore.

Martina Brusco

Scritto da Martina Brusco


Nata a Napoli nel 1996, residente a Pozzuoli. Studentessa di Scienze Politiche e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Napoli L’Orientale. Entra a far parte dell’associazione e testata giornalistica “L’Iniziativa – Voce Flegrea” nel 2014, con il desiderio di coniugare la passione per il giornalismo e la politica all'impegno sociale sul territorio.