Pozzuoli, si ripete il balletto della balneabilità in un mare sporco di fogna

Mare di Pozzuoli perennemente inquinato. Nonostante le rassicurazioni dell’Arpac e del Presidente De Luca, questo tratto di costa della Regione soffre di un problema atavico: gli scarichi abusivi e un sistema fognario assolutamente inadeguato. Sia dal lato domitio, sia su quello interno da Via Napoli e Lucrino. E come da molti anni si ripete il balletto delle ordinanze e delle dichiarazioni di non balneabilità.

Il problema è complesso e va analizzato su più fronti. Da un lato c’è l’Arpac, che è responsabile del monitoraggio e della qualità delle acqua costiere. Dai dati pubblicati sul sito internet dell’Agenzia si evince che i prelievi ordinari sono 1 al mese, da aprile a settembre. A questi prelievi si aggiungono quelli straordinari, con i quali l’Arpac interviene dietro segnalazione specifica. La qualità delle acque, però, non determina da sola lo stato di balneazione. In questo caso entra in gioco il Comune, che per motivi anche non igienico-sanitari può vietare la balneazione. È il caso di 5 storici punti di monitoraggio dichiarati di qualità almeno sufficiente dall’Arpac: Collettore di Cuma, effluente nord del depuratore di Cuma, Lido di Licola, Pozzuoli, stazione Marina di Licola. In qualsiasi caso la costa non sia balneabile, è responsabilità del Comune individuarne le cause ed agire per eliminarle.

QUESTIONE FOGNE – E’ un problema atavico, che il Comune e tutti gli altri enti istituzionali non riescono a risolvere, nonostante l’esistenza di un progetto dal valore di 65 milioni di euro: il Grande progetto per il risanamento e la valorizzazione dei laghi flegrei. Questo progetto è ormai finito nel dimenticatoio da parte della cittadinanza, in quanto esiste circa dal 2010. Al di là del nome, il cuore del progetto è proprio il rifacimento del sistema fognario di tutti i Comuni flegrei, per prevenire l’inquinamento del mare e dei laghi. Ma da 10 anni in termini di risultati ancora poco è stato fatto, e nonostante le numerose richieste di informazioni, anche da parte di alcuni Consiglieri comunali di opposizione, è difficile conoscere lo stato dei fatti.

In sintesi: lungo la costa flegrea insistono troppi scarichi abusivi e del troppo pieno, frutto di un sistema fognario inadeguato; l’Arpac analizza la qualità delle acque con protocolli ordinari e forse insufficienti; il riconoscimento della balneazione non compete solo all’Arpac, ma anche al Comune, il quale dovrebbe individuare le cause di inquinamento (scarichi abusivi e del troppo pieno) ed eliminarle; esistono 65 milioni di euro fermi da anni e di cui nessuno parla.

Una considerazione: Pozzuoli è una città il cui vicesindaco è espressione del partito dei Verdi, che nel 2017 raggiunse l’8% dei voti, ma la cui presenza sul territorio è oscurata dall’odore nauseabondo del mare.

Scritto da Redazione