“O P’nneon”, omaggio a Pozzuoli e alla sua cultura popolare

La cultura popolare di Pozzuoli entra a pieno titolo a Palazzo Toledo, sede del Polo culturale della città flegrea. Merito del gruppo “Cantiere teatrale flegreo – En Art”, che “ha firmato” la serata di venerdì 10 agosto, nell’ambito della rassegna “I cortili dell’arte”, promossa dall’amministrazione comunale.

Una numerosa platea di cittadini e di cultori è stata accolta all’ingresso del Palazzo cinquecentesco dagli scatti del fotografo Paolo Visone, relativi alle passate edizioni del tradizionale evento che segna il pomeriggio del 15 agosto a Pozzuoli. Ad aprire l’evento è stata la performance di Davide Mazzella e Demi Licata (in foto), che hanno prima letto e recitato racconti e testimonianze, curati da Pako Ioffredo, per poi cimentarsi nella celebre canzone popolare Cicerenella, scritta da ignoti nel ‘700, ma ritenuta da molti di origine puteolana; il primo ha saputo “scaldare gli animi” accompagnato dalla tammorra, la seconda ha dato senza sbavature dignità teatrale alla lingua puteolana, confermandosi attualmente, a parere di scrive, la sua interprete più autentica, spontanea e professionale.

E’ stata poi la volta della visione del corto-documentario “O P’nneon – Un gioco tra sacro e profano”, del regista Mauro Di Rosa, frutto di riprese effettuate a Pozzuoli nell’agosto 2016. Di Rosa, e tutta la troupe, sono riusciti nel realizzare un vero e proprio lavoro di ricerca sociologica su un evento che è molto più di una semplice gara di abilità per strappare tre bandierine all’estremità di un palo scivoloso, e che diventa “rito” identitario di una comunità, quella dei pescatori e di chi è rimasto legato a quel mondo, che seppure ridimensionata dagli eventi storici e dalle trasformazioni economiche ed urbanistiche, rappresenta “l’anima sottostante” di Pozzuoli. Con l’occhio lucido, ma non per questo distante, proprio di un figlio della terra campana che “si sente da 20 anni puteolano di adozione“, Di Rosa riesce a dare voce ai protagonisti della Festa della Madonna Assunta, senza invadere troppo il loro campo, tenendo insieme rispetto e ironia verso organizzatori e gareggianti, che tengono in vita la tradizione per amore unilaterale. Un grande applauso ha salutato la fine della proiezione; e lo stesso calore è stato riservato ad alcuni degli “attori in presa diretta” presenti in sala come Biagio e Luigi Rezzo, intervenuti anch’essi al dibattito.

L’evento, al quale era presente tra gli altri l’assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli Maria Teresa Moccia Di Fraia,  ha inevitabilmente accresciuto la curiosità e le attese per la gara che si terrà tra pochi giorni sul Molo Caligoliano, la cui organizzazione è passata per il secondo anno alla Pro Loco Pozzuoli. L’auspicio è che le misure di sicurezza previste garantiscano al tempo stesso la partecipazione popolare di chi negli anni ha continuato a seguire a ferragosto il pennone a mare, prima che questa manifestazione raccogliesse le attenzioni del mondo della cultura, dei social network e delle Istituzioni, e che resta l’ingrediente principale e decisivo per l’esistenza stessa del 15 agosto puteolano. Già lo scorso anno nell’edizione 2017 numerosi puteolani, semplicemente perchè sprovvisti di barca o non accreditati tra gli addetti ai lavori, furono infatti costretti ad assistere allo spettacolo dal retro di recinzioni che sembravano “gabbie”.

UN PASSO IN AVANTI PER LE POLITICHE CULTURALI – Quello di ieri sera al Polo culturale di Palazzo Toledo è stato il momento conclusivo della rassegna “I Cortili dell’arte”. Finalmente, dopo anni di suggerimenti e solleciti in tal senso, questa estate il Comune di Pozzuoli ha promosso un calendario di eventi di musica, danza e teatro che dal 28 luglio al 10 agosto hanno arricchito il territorio in termini di vivacità e di offerta culturale. Eventi gratuiti, realizzati con enorme impegno, ai quali è stato possibile accedere con regolare prenotazione con una semplice mail, e che hanno avuto il merito di coinvolgere professionisti soprattutto locali, pur nella scarsa pubblicità e nella difficoltà di mezzi e di spazi adeguati. E’ un primo passo verso quella politica culturale legata alla difficile trasformazione di Pozzuoli in una città dell’accoglienza, unica speranza di creare nuova economia.

Lo sostanza c’è, ma occorre – e non ci stancheremo mai di ripeterlo – una cornice adeguata, puntando su una comunicazione condotta in modo professionale e come precisa strategia di promozione territoriale, anche fuori città. Sarebbe bastata una cabina unica di regia per valorizzare già quest’anno tutto ciò che, per iniziativa pubblica o privata, è stato messo in campo o è di prossimo svolgimento: dalle esibizioni di altissima qualità del Pozzuoli Faber Jazz Festival, alle aperture straordinarie dei siti archeologici volute dal Parco dei Campi Flegrei, tra le quali spicca per il suo potenziale di marketing quella del Macellum con il nuovo impianto di illuminazione; dai concerti gratuiti nei diversi quartieri targati “Pozzuoli ardente 2018”, al cinema all’aperto al Rione Terra, fino alla prossima edizione dal respiro flegreo di Malazè.

C’è tanto da fare, ma c’è anche tanto su cui poter lavorare. Questa città, come dimostra l’esperienza del pennone a mare, ha un’anima dura a morire, che non consente di arrendersi. E nemmeno di fare sconti a chi ha esercita ruoli di responsabilità.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.