POZZUOLI / Musica, arte e cultura in Piazza 2 marzo 1970 – LE FOTO DELLA SERATA

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FOTO DI PAOLA VISONE

Momenti di festa, aggregazione e anche un po’ di riscoperta delle proprie origini culturali. Tutto questo, nella serata di sabato 28 dicembre, proprio ai piedi del Rione Terra, nonostante un improvviso cambio di programma nel calendario di eventi del periodo natalizio.

“Si aprono i cuori e non si chiudono le porte”, con queste parole i responsabili dell’associazione “Pozzuoli è tua”, impegnati nell’allestimento della mostra di quadri “Arte in libertà” e  coinvolti dall’amministrazione nella ri-organizzazione in poche ore dell’evento, hanno sintetizzato il senso della serata. Sul palco si sono esibiti prima gli allievi del Centro studi “A passo di danza” di Monterusciello, poi i giovani interpreti di canzone della tradizione napoletana del coro della parrocchia S. Vincenzo di Via Napoli. Visibilmente emozionati, ma tutti bravissimi, sostenuti dalle loro famiglie e apprezzati dai cittadini presenti.

Particolarmente toccante è stata la performance di Vincenzo Gaito. In uno spiccato dialetto puteolano ha raccontato due storie della tradizione orale dei pescatori e ha recitato la poesia “U paese mio”, di cui è autore, scritta in occasione del trentesimo anniversario degli eventi bradisismici del 1983, “che segnarono la diaspora definitiva del popolo puteolano”. Impossibile non condividere le sue parole: “senza sapere da dove veniamo, la nostra città non andrà mai da nessuna parte”.

Infine, è stato il momento della musica di alta professionalità, grazie alla “Marzouk Ensemble“, una band multietnica dalle sonorità mediterranee, composta dal tunisino Marzouck Mejri (vox e percussioni), dall’americano Charles Ferris (tromba) e dai “nostrani” Stefano Costanzo (batteria) e Renato Grieco (basso). Proprio durante la loro esibizione, il maestro Isabettini, anch’egli sul palco, ha completato un suo dipinto sul “cippo di Natale” al Rione Terra, mentre è toccato a Marzouck coinvolgere i presenti in piazza con una performance fatta di percussioni e battiti delle mani.

Durante la serata qualche visitatore non ha potuto fare a meno di chiederci “quando aprirà il Rione Terra?”. Domanda inevitabile, come altrettanto ovvie sono le considerazioni e le riflessioni che ne scaturiscono sui lavori interminabili, sui tempi lunghi della consegna dei palazzi già restaurati, sul percorso archeologico chiuso e sulle incognite relative alla destinazione d’uso finale. Ben vengano questi eventi, ai piedi dell’antica rocca, capaci di non fare abbandonare i puteolani all’abitudine e all’oblio, almeno non del tutto.

Scritto da Dario Chiocca


Classe '78, è tra i fondatori de L'Iniziativa, di cui è presidente. Puteolano, risiede nel quartiere di Monterusciello dall'infanzia. Laureato in Giurisprudenza, impegnato da sempre sulle questioni sociali, dal 2010 è avvocato presso il Foro di Napoli e svolge la sua attività professionale nel campo nel diritto civile e del lavoro.