Dei fondi del bilancio dell’Unione Europea nel settennio 2014 – 2020 solo il 30% è stato effettivamente speso in Italia. La difficoltà dell’Italia nel programmare, allocare e poi effettivamente spendere i fondi dell’Unione sono già note, e gli esperti indicano tra le cause principali la scarsa qualità del personale amministrativo e burocratico. I dipendenti della pubblica amministrazione italiana, infatti, hanno in media 50 anni, e solo 4 su 10 hanno una laurea. Ma soprattutto nella PA mancano le competenze dei professionisti: statistici, esperti digitali, architetti, ingegneri, geologi e pianificatori del territorio. Queste figure sono essenziali perché i fondi dell’Unione Europea riguardano ambiti specifici come la competitività, la digitalizzazione nella scuola, la parità sociale, i dissesti idrogeologici, la mobilità nelle città. E di loro l’Italia ne ha un estremo bisogno, specie in vista delle risorse in arrivo con il programma Next Generation EU.

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“What is the point of being alive if you don’t at least
try to do something remarkable?”

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