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Tursimo e sviluppo sotenibile:
falsa partenza nei Campi flegrei

"Un lento viaggiare tra mito, storia e natura": è questo è lo slogan del "Retour", il progetto promosso dall’assessorato al Turismo della Regione Campania e attuato dalla società a partecipazione regionale Scabec.
Il progetto, tra la sostanziale indifferenza della gran parte dei cittadini flegrei, è partito in via sperimentale la scorsa estate il 25 luglio e prevede, per cominciare, un percorso a bordo del Citysightseeing bus sul nostro territorio. Il bus scoperto parte ogni venerdì e sabato da Capo Posillipo procedendo con una media oraria pari ad un bus ogni 2 ore e trenta minuti, per un totale di tre corse giornaliere. Il biglietto è piuttosto economico (10 euro un giorno, 15 per due giorni) e prevede accesso illimitato alla linea citysightseeing bus, con a bordo una guida che spiega ai turisti i poli di maggiore interesse, visite guidate gratuite all’Anfiteatro Flavio e a Cuma. Prevista, inoltre, la possibilità di partecipare al "tour Virgilio", che parte dall’Anfiteatro Flavio e accompagna i turisti lungo un percorso a piedi che si protrae fino al Tempio di Serapide, con la presenza di una guida, definito per l'appunto "Virgilio".

Gli itinerari sono quattro: Puteoli, Cuma, Discesa agli inferi, Baia. Il primo Puteoli (l’unico ad essere partito dal 25 luglio) prevede che il bus passi per i siti più importanti di Pozzuoli, dalla Solfatara all’Anfiteatro Flavio, dal Tempio di Serapide al Rione Terra. Il turista è libero di scegliere di scendere e visitare un qualsiasi sito dove troverà un desk informativo Retour, ragazzi pronti ad accoglierlo e fornire spiegazioni e operatori didattici (ove previsti) che lo accompagneranno alla scoperta del sito.

Gli altri percorsi sarebbero dovuti partire il 20 settembre, diversi sono stati, invece, i ritardi accumulati. Quello di Cuma prevede il passaggio per l’acropoli e la città bassa (già visitabili dai turisti provenienti da Napoli) oltre all'anfiteatro cumano e la Lecceta. L'itinerario risulta particolarmente importante poiché per un turista o un cittadino flegreo sprovvisto di auto è quasi impossibile raggiungere l’antica città greca, per l'inefficienza dei mezzi pubblici e l’assenza di collegamenti tra Cuma e Pozzuoli. La Discesa agli inferi è il percorso di impronta più naturalistica e dovrebbe raggiungere i luoghi del Monte Nuovo, del Tempio d’Apollo e del lago d’Averno, dove la mitologia collocava le porte dell’inferno. L’ultimo percorso è quello di Baia e dovrebbe rendere possibile la visita al parco monumentale e al museo archeologico, per ora ancora in fase di allestimento, ma che in futuro dovrebbe essere uno dei più importanti musei archeologici della penisola. Con questo progetto, nelle intenzioni della Regione, si intende uscire dall'immeritato oblio e restituire al turista una terra fantastica per bellezza, storia e reperti.

Dopo anni di convegni e 200 milioni di euro di finanziamenti dall'Unione Europea per la valorizzazione delle risorse archeologiche e naturali dell'area flegrea, è giusto chiedersi se la risposta alle aspettative di questo territorio si traduca semplicemente in un bus turistico scoperto, peraltro con partenza solo da Napoli. E, soprattutto, che ne sarà di questo progetto dopo la data di scadenza prevista per novembre. Sarà rinnovato e ampliato o andrà ad aumentare la lista di tentativi falliti e fine a se stessi per risollevare le sorti di queste terre? Con quali strumenti le Istituzioni competenti pensano di trasformare i progetti occasionali in qualcosa di stabile e duraturo? E' previsto l'adeguato coinvolgimento dei giovani e delle risorse umane locali?

Per il momento, la Regione ha affidato in modo diretto la gestione delle visite alla società Scabec, per un finanziamento di 130 milioni di euro, mentre per le associazioni e le micorimprese locali era previsto solo un bando a costo zero, poi ritirato, per verificare la possibilità di inserire negli opuscoli promozionali eventuali iniziative autofinanziate. Già da anni molte associazioni locali hanno investito soldi ed energie per coinvolgere cittadini e turisti e far conoscere questo territorio, promuovendo eventi rigorosamente gratuiti. I giovani coinvolti hanno creduto nelle potenzialità turistiche di questi luoghi e si sono impegnati accarezzando il sogno di crerare in futuro un "turismo sostenibile”". Il nome stesso "Retour" è stato ripreso da un progetto curato dieci anni fa da diverse associazioni locali e che riscosse un discreto successo, la cui filosofia era condurre il turista, a piedi o in bici, lentamente lungo queste terra per assaporarne i sapori e le bellezze. Tutto ciò ha poco a che fare con un bus turistico.

Sebbene il progetto rappresenti un’ottima occasione per la rivalutazione dell'immagine dei Campi flegrei, quindi, non si possono chiudere gli occhi di fronte a contraddizioni e alla lenta "privatizzazione di fatto", sostenuta con fondi rigorosamente pubblici. Le modalità di assunzione e gestione di questi fondi, infatti, seguono logiche private e aziendali. Non sono stati resi pubblici i requisiti necessari per poter essere assunti per questo progetto, né sono state fatte selezioni pubbliche. Tra i giovani assunti, inoltre, esistono notevoli differenze di tipologie contrattuali e trattamenti retributivi, tra chi ha un contratto dipendente a termine, di apprendistato o di collaborazione occasionale o a progetto.

In questo contesto fatto di luci ed ombre, ci si augura che ogni cittadino, adeguatamente informato, provi sì orgoglio nel vedere lo sfavillante bus rosso che passa di fronte casa con tedeschi, inglesi e francesi che ammirano la sua terra, ma anche che conosca e comprenda le dinamiche aziendali e di potere che impediscono un benessere più diffuso e risultati meno di facciata. Il resto, in termini di reazione, dovrebbe venire da sé.

(16 settembre, rivisto e aggiornato al 28 ottobre)



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Vertenza Ales: a rischio 35 lavoratori,
addetti alla manutenzione degli scavi di Cuma


La società Ales spa, da cui dipendono gli addetti alla manutenzione del Parco archeologico di Cuma, ha chiesto
la mobilità per tutti i suoi lavoratori. Da settembre è stata aperta la procedura della durata masima di 75 giorni, che prevede la ricerca di un accordo tra le parti, coinvolgendo i sindacati, dopo la quale scatterà il licenziamento. I termini per un accordo scadono il 15 novembre, mentre le commesse di lavoro si esauriscono il 31 dicembre.

L'Ales spa è una società a capitale misto (formata al 70 per cento da Italia Lavoro e al 30 per cento dal ministero per i Beni culturali) creata nel 1998 per assorbire il personale proveniente da aziende già in crisi, tra cui la Gepi. La decisione dei dirigenti ha suscitato immediatamente l'allarme dei giardinieri, vigilanti e custodi che garantiscono il funzionamento del Parco e che ora vedono a rischio il proprio futuro. Quattrocentotrenta i lavoratori che sono complessivamente alle dipendenze della Ales, tra Campania e Lazio.
Trentacinque di questi sono flegrei e prestano il loro servizio a Cuma, sito di enorme importanza culturale e ora divenuto strategico anche nei piani di sviluppo turistico dei Campi flegrei, soprattutto dopo gli scavi e le scoperte più recenti, resi visitabili proprio grazie al lavoro degli operai della manutenzione.
I rappresentanti sindacali di Cisl, Uil, Ugl e Cgil hanno proclamato dai primi di settembre lo stato di agitazione e di assemblea permanente, che si tiene presso i locali della società di Napoli, hanno coinvolto i segretari generali delle loro categorie e hanno chiesto un incontro con il ministro ai Beni culturali Bondi, per una risoluzione positiva della vertenza.

Nel documento firmato da delegati di tutte le organizzazioni si denunciano quelle che - secondo i rappresentanti dei lavoratori - sono le vere cause del dissesto della società:
"cattiva gestione, sperpero di denaro pubblico, assunzioni clientelari senza alcuna necessità produttiva, mantenimento di quattro sedi operative tra Napoli e Roma, innumerevoli consulenze esterne il più delle volte inutili". Dito puntato, dunque, contro "la gestione aziendale che si è alternata nel corso degli anni alla guida della società." Da un lato, quindi, sprechi e clientele ad opera dei Consigli di amministrazione di nomina politica; dall'altro, lavoratori che guadagnano 900 euro al mese, con un passato alle spalle, per molti di loro, fatto di difficoltà e di lavoro precario.

Ecco il motivo, probabilmente, per cui tra i promotori della protesta circolano anche posizioni più radicali e definitive, come quella di chiedere il commissariamento dell'azienda, per evitare il ripetersi di manovre di potere, in questo caso ancora poco chiare.

(9 settembre, rivisto e aggiornato al 28 ottobre)

Questa è la prima videoinchiesta realizzata per liniziativa.net, proiettata in anteprima il 9 ottobre a Pozzuoli, in occasione della festa per i dieci anni dell'associazione "l'Iniziativa"
(attendere il caricamento, browser consigliato: internet explorer)

Documentario a cura della redazione de "l'Iniziativa"
durata filmato: 10 munuti, 47 secondi
riprese e montaggio: Isabella Cirillo
voce e commento: Laura Cesarini
voce fuori campo: Christian Bello
testi: Dario Chiocca
foto: Angelo Greco
supporto informatico: Pina Castaldo

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