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"Piano casa", serve concertazione e lotta all'abusivismo
di Valentina Soria

II riflessi, le applicazioni, le ricadute sociali ed economiche, sono questi i principali quesiti che le amministrazioni comunali si pongono in vista dell'attuazione, a pochi mesi dalla tornata elettorale, del Piano Casa appena entrato in vigore e su cui vigono perplessità ma anche compiacimento.

Lo scorso 4 gennaio il Consiglio Regionale della Campania ha approvato, infatti, la Legge Regionale 19 del 28 dicembre 2009, recante misure urgenti per il rilancio economico attraverso l'attività edilizia, la riqualificazione dei fabbricati esistenti e la prevenzione del rischio sismico, in attuazione del cosiddetto "Piano Casa". La legge nei punti salienti promuove interventi di ampliamento (fino al 20%) di edifici esistenti o di demolizione e ricostruzione con ulteriore aumento di volumetria (fino al 35%), non cumulabili con eventuali ampliamenti consentiti da strumenti urbanistici comunali. Il riconoscimento dei bonus volumetrici è subordinato all'utilizzo di tecniche costruttive e di materiali eco-compatibili, atti a garantire prestazioni energetico-ambientali in linea con i parametri stabiliti dalla vigente normativa in materia, alla conformità alle norme sulle costruzioni in zona sismica e al rispetto delle norme in materia di barriere architettoniche.

"Il Piano Casa può rappresentare per gli Enti Locali un'opportunità di rilancio, una risorsa da utilizzare come risposta alla crisi economica e alle carenze strutturali del territorio, se non diventerà un'ulteriore maxi-condono che avvantaggerà fenomeni quali l'abusivismo edilizio e se non andrà ad incrementare il degrado di aree a carattere residenziale popolare, come la meglio nota 167", così il Sindaco di Quarto Sauro Secone, che non rinuncia ad esprimere le sue perplessità in merito, apre il tavolo di lavoro nel corso del convegno " Piano Casa: un'opportunità di sviluppo. Parliamone", organizzato dall''Amministrazione Comunale di Quarto. " Dopo la stangata per i Comuni avutasi con la manovra della Tarsu, la cui gestione è passata alle province, continua il Sindaco, i fondi a disposizione sono sempre più ridotti e il denaro pubblico per i servizi sociali scarseggia. E' necessario una concertazione col privato per tutelare in particolare le famiglie e le classi meno abbienti, offrendo loro una garanzia, che questo Piano Casa, con particolare riguardo all' Edilizia Residenziale Sociale offre". Un aspetto importante quello sottolineato dal Primo Cittadino di Quarto e ripreso dal Consigliere Regionale, nonché membro della Commissione Urbanistica della Regione Campania Pietro Sommese che avverte "quando si parla di Edilizia Residenziale Sociale si parla di recupero, di risanamento in un'ottica di sviluppo e vivibilità, tale da restituire dignità e creare opportunità di crescita anche in zone dimenticate, dove la vita sembra avere un valore diverso, minore".

Non più dunque aree di degrado ed apartheid, focolai di emarginazione e delinquenza, ma un nuovo concetto di alloggio sociale. "E' gioco - forza pensare ad un accordo pubblico - privato, ad esempio con gli imprenditori" spiega Gabriella Cundari, assessore all'Urbanistica Regionale, "permettere al privato concessionario di costruire di più, ma una parte del prodotto appartiene al Comune, così di cento appartamenti costruiti, tutti con gli stessi standard di qualità e innovazione (uso di energia alternativa), venti saranno destinati all'Edilizia Sociale". "Sinergia" sembra essere la parola chiave emergente, tra Regione ed Enti locali e tra questi e il settore del privato per far convergere interessi e risorse. "Ma tutto all'insegna della trasparenza e della chiarezza dei criteri, "conlude Cundari, "solo un contrasto deciso all'abusivismo edilizio, attraverso un controllo ed un monitoraggio costante del territorio possono permettere al progetto di decollare"

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