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Lago d'Averno: progetti incompiuti,
manutenzione zero e gestione incerta
di Chiara Quagliariello

PLa legenda vuole che fosse l'ingresso dell'Ade. È il luogo dei campi flegrei più citato da Virgilio e Omero nelle loro opere (Enea entra agli inferi proprio da lì, nel sesto libro dell'Eneide). Dà il nome alla mela annurca (mela orcula, perché coltivata nei pressi dell'"Orco", cioè il lago). Il suo nome deriva dal greco Aornon,"luogo senza uccelli": pare infatti che gli animali volassero via perché le sue acque esalavano gas che non permettevano la loro sopravvivenza.

Un luogo di tutto rispetto, insomma. Il grande progetto di ristrutturazione del lago prevedeva la realizzazione di un percorso attrezzato di visita percorribile sia a piedi che in bici. Per percorrere il sentiero che lo circonda bisogna invece indossare innanzitutto le scarpe giuste, perché il percorso è fangoso, ma non è tutto: la sera il lungolago diventa terra di nessuno, perché manca totalmente il sistema di illuminazione ( la zona è riserva naturale e bisogna creare una luce che non disturbi gli uccelli). Il lago, che rappresenta un punto cruciale della passeggiata di 64 chilometri di bellezze archeologiche e naturali che il progetto Pit avrebbe dovuto rendere percorribile (per il progetto sono stati stanziati complessivamente 195 milioni di euro) è in una posizione strategica, perché situato tra il Monte Nuovo da un lato e gli scavi di Cuma dall'altro. A questi ultimi dovrebbe essere già collegato con il passaggio della Grotta di Cocceio (così chiamata in onore dell'architetto che la costruì) franata nel febbraio 2008 e ancora chiusa. Anche il tempio di apollo è chiuso ( però almeno sono diminuite le erbacce che circondavano le antiche pietre). Solo per il lago d'Averno sono stati stanziati 650.000 euro: i lavori sono cominciati nel giugno 2007 e sono terminati circa un anno fa.

Pulizia, manutenzione e sorveglianza è quello che manca in questo momento sulle sponde del lago secondo Emilio Mirabella, proprietario dello storico vigneto. "Prima qui venivano solo tossici o ladri che portavano via la cartellonistica (che continua ad essere rotta, ndr), ora invece è diventato un luogo dove possono passeggiare famiglie con bambini. Ma mancano i controlli", aggiunge. Situazione che danneggia anche il turismo locale quindi, visto che sul lungolago sono presenti numerosi agriturismi e residenti che vendono (o potrebbero vendere) i prodotti coltivati in loco ai turisti. Per non parlare poi delle mancate opportunità lavorative: se il percorso fosse ultimato i giovani del posto potrebbero essere impegnati in un progetto di guide turistiche.

Davvero un peccato insomma: è stato portato avanti un progetto così articolato ed ora tutto è in stato di abbandono. Un esempio? Le strutture di legno per il birdwatching che cadono a pezzi. Sul sentiero, infatti, sono state posizionate delle strutture che dovrebbero consentire di ammirare i volatili che sovrastano il lago. Ma attualmente tali strutture permettono solo il "grasswatching" (guardare l'erba), visto che la vegetazione non permette di ammirare altro.

foto di Angelo Greco

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