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Le ragioni di un impegno quotidiano
Il 9 ottobre è l'anniversario de l'Iniziativa. Dieci anni fa, nel 1998, un gruppo di giovanissimi si riunì in una sede sociale nel quartiere di Monteruscello, a Pozzuoli. Età media: 18 anni. Argomento di discussione durante l'incontro: "fare qualcosa". Dopo circa un'ora fu deciso di dar vita a un collettivo giovanile e a un "giornalino" autogestito, senza che nessuno dei presenti in sala avesse grandi esperienze in tal senso.
Inevitabilmente diverso, rispetto a quello di oggi, era il contesto storico e generazionale, ma le motivazioni più profonde che spinsero quei ragazzi ad inventarsi uno spazio di aggregazione e partecipazione restano assolutamente attuali: voglia di esserci, di lasciare un segno, di non restare a guardare e subire passivamente le scelte degli altri, di chi nasce più forte. Per realizzare queste aspirazioni, sentite dai giovani e dagli uomini liberi di tutte le età, c'era bisogno di mettersi alla prova e concretizzare le proprie idee e progetti. Per non lasciare che i sogni rimanessero tali, era necessario "prendere l'iniziativa", di quì la scelta del nome.
L'Iniziativa, che oggi festeggia dieci anni di impegno sul territorio flegreo, si è sviluppata nel tempo, con le naturali evoluzioni e trasformazioni. E' divenuta associazione; ha sviluppato luoghi e occasioni di coinvolgimento e democrazia; ha preso parte ai grandi movimenti del suo tempo, da quello di Seattle a quello per la Pace; ha rivolto l'attenzione ai temi sociali legati alla vita quotidiana dei giovani, al diritto allo studio, alle condizioni del lavoro precario, al recupero della memoria storica e alla diffusione della cultura. Ha fatto dell'informazione indipendente e svincolata dagli schemi una propria battaglia culturale, realizzando un'autonoma testata giornalistica e diffondendo punti di vista, atti di denuncia e tentativi di inchieste con tutti i mezzi possibili: su carta, su foto, sui muri, in assemblea, in strada, via radio e via web. Molti dei temi proposti all'attenzione pubblica sono stati anticipati sui tempi, molte vergogne sono state sottratte al silenzio. Senza le risorse di cui avremmo avuto bisogno, nel totale autofinanziamento e solo grazie alle proprie energie umane, fisiche ed intellettuali.
Dopo dieci anni la storia si ripete, anzi: prosegue senza essersi mai interrotta. Non ci sono scadenze per chi ha deciso di non rassegnarsi all'immobilismo e all'indifferenza. Non esistono limiti per chi ha fatto della lotta al sopruso la propria bandiera, ovunque e in qualsiasi forma questo si manifesti.
Le ingiustizie, i diritti violati, le opportunità negate nella società del 2008, sono le ragioni di un rinnovato impegno de l'Iniziativa, per i prossimi anni a venire, pur nel difficile scenario politico e sociale generale. Riteniamo che occorrano analisi nuove rispetto ai problemi nuovi, per trovare risposte adeguate agli attuali bisogni. Rifiutiamo l'idea che si possa regredire dall'essere "cittadini", intesi come portatori di diritti e di doveri, per diventare esclusivamente "utenti e consumatori" passivi di una società che spersonalizza, che priva dell'apporto creativo e propositivo delle donne e degli uomini, che nega il relazionarsi tra singoli e collettività.
L'area flegrea e il napoletano, contesto territoriale nel quale l'Iniziativa opera e trova radicamento, gridano vendetta per le condizioni di sfruttamento e umiliazione alle quali l'hanno costretta una classe dirigente corrotta, incapace e inesistente sul piano morale, con la complicità della schiera di clientele e "mezzi figuri", nonché di piccoli e grandi criminali, miserabili e malfattori, con o senza la patente di legalità. La sfida più grande che il nostro movimento dovrà ingaggiare in futuro, insieme a tutti coloro che non hanno rinunciato all'ipotesi di una società "diversa", sarà tentare di far emergere - con tutti i vecchi e i nuovi strumenti a disposizione - le sensibilità e gli interessi collettivi capaci non solo di contrastare le scelte sbagliate di chi detiene il potere politico, ma anche di costruire "l' alternativa".
In ogni epoca e in ogni luogo ci potranno essere tanti pretesti per non agire (difficoltà quotidiane, scarsità di mezzi, incertezza delle proprie condizioni materiali), ma una cosa è sicura: chi resta fermo ha già perso, mentre chi prende l'iniziativa può vincere. Anche nei Campi flegrei, nelle nostre città, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, tra i giovani e tra i più colpiti dall'abuso, ci sarà sempre chi deciderà di muoversi. Probabilmente, le nuove generazioni che decideranno di farlo nelle fila de l'Iniziativa, potranno contare su un piccolo patrimonio di esperienze e su una consapevolezza maturata in questi dieci anni, che consente loro di cominciare con prospettive più ambiziose e qualche passo in avanti rispetto alle condizioni di partenza del 9 ottobre del 1998. Aver contribuito a tutto questo può considerarsi una nostra vittoria. Aver speso così tante energie, dopo essersi rialzati, per ritrovarsi dopo dieci anni ancora in piedi, può considerarsi una nostra soddisfazione. Ed è solo l'inizio.
Dario Chiocca,
presidente de l'Iniziativa
Alcune foto della serata di festa per i dieci anni de l'Iniziativa
Nazca Cafè, Pozzuoli_giovedì 9 ottobre 2008
(clikka sul cursore play)





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Novembre 1998:
il "numero primo"
de "l'Iniziativa",
foglio fotocopiato
a cura dell'omonimo
collettivo giovanile