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Elezioni a Bacoli: il centrosinistra chiude alle liste civiche
Ieri un primo incontro. Il no delle civiche a Giampaolo, i partiti decidono da soli
di Riccardo Volpe
LUn passo avanti e due indietro. Ecco la mossa dei partiti del centrosinistra Bacolese, che in questi giorni stanno organizzando incontri ad hoc per le prossime elezioni comunali. Mentre si aspetta il candidato del centro destra, ancora ignoto alla popolazione, i partiti del centrosinistra provano a costruire una coalizione allargata a pezzi della cittadinanza. È di ieri, infatti, l'incontro tra Pd, Idv, SeL e alcune liste civiche.
Durante la riunione i movimenti civici hanno espresso la loro contrarietà al candidato sindaco proposto dal Pd, Carlo Giampaolo, perché "rappresenterebbe una continuità della scorsa amministrazione". "Con l'incontro di ieri - ha affermato Antonio Di Bernardo, segretario del Pd di Bacoli - abbiamo valutato se ci fossero le condizioni per l'eventuale scelta di un candidato sindaco. Il Pd ha il suo candidato, ma bisogna ancora definirlo e lo stesso invito è stato fatto alle civiche".
Attualmente la coalizione di centro sinistra comprende il Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Verdi, Partito Socialista, Rifondazione Comunista e Italia dei Valori, aperti a chi intenda partecipare alla competizione elettorale "per poi aprirci - come ha concluso Di Bernardo - a quelle risorse della città oneste e serie". Un'apertura già smentita con l'incontro che si terrà il 29 febbraio.
Durante questa riunione si deciderà quale candidato sindaco supportare, sancendo, di fatto, una delegittimazione e chiusura alle liste civiche che tanto sembravano interessare il centrosinistra. "Adesso stiamo partecipando al tavolo di coalizione che comprende tutti i partiti del centro sinistra - ha affermato Anna Illiano di Sinistra Ecologia e Libertà - ma non siamo disponibili a dialogare né con l'Udc né con Mpa".
Intanto la lista civica "Io ci metto la faccia" sta continuando a incontrarsi con una cadenza quasi quotidiana, portando avanti idee, programmi e proposte. Domenica, molto probabilmente l'ufficializzazione dei candidati al consiglio comunale che il movimento civico ha intenzione di supportare. "In questo momento è più utile interrogarci sui programmi, sulle idee che abbiamo per la nostra città - ha affermato Giannantonio Scotto Di Vetta, probabile candidato al consiglio comunale con il movimento cittadino - La sostanza della politica va messa in primo piano e non dev'essere appannaggio di coalizioni ed alleanze senza confrontarsi prima sui temi che interessano la città di Bacoli".
28 Gennaio 2010
Domenica in piazza contro la privatizzazione dell'acqua
Raccolta di firme "bipartisan", dall'Udc a Sinistra Ecologia e Libertà
di Antonio Lucignano
Acqua Pubblica: un bene comune". Questa l'iniziativa che si terrà domenica 17 gennaio dalle ore 10.00 a Pozzuoli. In Piazza della Repubblica, infatti, sarà allestito un gazebo per avviare una raccolta di firme, mettendo in evidenza la volontà dei cittadini a non volere la privatizzazione dell'acqua.
L'insieme di firme verrà successivamente inviato alla Procura della Repubblica, per mettere a conoscenza anche gli alti organi dello Stato e per contribuire concretamente alla difesa dell'acqua pubblica.
L'iniziativa è stata promossa da gruppi politici ed associazioni di cittadini. A farne parte, infatti, il gruppo giovani dell'Udc, l'Unione degli Universitari, l'Unione degli Studenti, il comitato cittadino Pozzuoli deve Vivere e le associazioni: Prossimo Orizzonte, Guardie Ambientali, Associazione Gev-Albatros e l'associazione L'Iniziativa. Hanno dato la loro adesione alla causa anche il comitato del neo partito "Sinistra e Libertà" di Pozzuoli.
La sensibilizzazione e la raccolta di firme aderiscono al Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua come bene comune. Da diversi anni, infatti, sono attive nei territori decine di vertenze aperte da cittadini, lavoratori ed anche amministratori locali che sono portatrici di un'esigenza comune e condivisa, cioè la necessità di una svolta radicale rispetto alle politiche che hanno fatto dell'acqua una merce e del mercato.
"Un bene naturale non può essere gestito da società private - affermano Vittorio Prebenda, vice presidente del comitato civico Pozzuoli deve Vivere e Silvia Prato, responsabile dei giovani Udc - non è ammissibile un aumento del 35%, l'acqua non è una bevanda, deve restare comunque un bene pubblico".
Non è la prima volta che organizzazioni studentesche, associazioni e giovanili di partito, si ritrovano insieme a condividere le stesse rivendicazioni. Gli organizzatori dell'iniziativa, infatti, ribadiscono che questa è una delle tante manifestazioni in pubblico che verranno messe in campo nei prossimi mesi, anche confrontandosi con le giovanili dei nuovi partiti.
14 Gennaio 2010
Acqua Pubblica, successo per la raccolta di firme a Pozzuoli
"Un momento anche per sensibilizzare e confrontarci con altri movimenti"
di Antonio Lucignano
Partita bene la campagna di sensibilizzazione sul tema dell'acqua pubblica, organizzata questa mattina in Piazza della Repubblica a Pozzuoli. "Acqua pubblica: un bene comune", questo il nome della prima iniziativa messa in campo dai giovani delle associazioni Unione degli Universitari, Unione degli Studenti, il comitato cittadino Pozzuoli deve Vivere e l'associazione L'Iniziativa, oltre ai giovani dell'Udc dell'area flegrea. Una forte battaglia alla quale ha aderito pienamente anche il partito di Sinistra e Libertà di Pozzuoli.
Nonostante le condizioni meteorologiche non fossero delle migliori, sono state poco più di un centinaio le firme raccolte tra i cittadini di Pozzuoli, che si sono mostrati molto aperti e sensibili alla questione "acqua pubblica". I ragazzi della giovanile e delle associazioni hanno sensibilizzato i concittadini su un tema che desta sempre più preoccupazione, sia nel territorio puteolano che in tutto il territorio nazionale. Molte, infatti, le angosce dei firmatari, prima tra tutte il probabile (quasi sicuro) aumento della tassa sull'acqua, come conseguenza di una gestione privata.
La raccolta di firme continuerà anche nei prossimi giorni, all'interno delle varie sedi di associazioni, comitati e partiti che vorranno aderire alla causa, infatti, ci sarà il modulo da dover compilare con documento di riconoscimento, nome cognome e firma.
Gli organizzatori hanno affermato che quest'iniziativa è l'inizio di un percorso che non termina con la raccolta di firme. L'obiettivo, infatti, è quello di sensibilizzare le persone su un tema di rilevante importanza come quello dell'acqua.
Movimenti in parte differenti, quindi, che convergono su questioni facendo discussione e dibattito.
"Nonostante la sfiducia generale, che caratterizza molte iniziative - commenta Vittorio Prebenda, di Pozzuoli deve Vivere - possiamo dire che l'evento di oggi sia riuscito a far capire che l'acqua è un bene prezioso ma soprattutto pubblico, perché è di tutti i cittadini". Una collaborazione bipartisan, quindi, riuscita nel migliore dei modi, che è solo l'inizio di un lungo percorso di confronto e proposte.
21 Gennaio 2010
Elezioni comunali a Bacoli:
empasse per i partiti, i cittadini si mobilitano
di Riccardo Volpe
Le elezioni amministrative del 2010 sono alle porte, ma nel comune flegreo è situazione di stallo. Già da qualche mese il Partito Democratico aveva dato mandato a Carlo Giampaolo, ex consigliere comunale, di verificare tra gli altri partiti le condizioni per un'eventuale sua candidatura a sindaco, bocciata sul nascere da quasi tutta la sinistra, compreso Sinistra e Libertà. Negli ultimi giorni le riunioni di partito sono sempre più insistenti e i probabili candidati a sindaco sembrano delinearsi pian piano.
Lo stesso Carlo Giampaolo, dopo una riunione interna al Pd, tenutasi martedì sera, sembra essere il futuro candidato a sindaco del partito di Bersani. "La scelta è il risultato di un ampio confronto con tutti i componenti del partito - afferma Giampaolo - discuteremo con la coalizione anche dei programmi per il rilancio di Bacoli. Poi partirà la campagna elettorale, sperando di iniziare un percorso costruttivo per la città".
La notizia è stata confermata anche dal segretario locale, Antonio De Bernardo. Ma "la scelta" non sembra essere realmente frutto di un confronto ampio, come l'ha definito lo stesso Giampaolo. L'altro nome, nello stesso Pd, in corsa per la candidatura, infatti, sarebbe il giovane Nicola Castaldo, appoggiato dai settori più innovatori del partito ma non dall'ala conservatrice.
Pd, quindi, diviso in due. Critica la posizione di Italia dei Valori. Il segretario Silvio Ceneri auspica "un raggruppamento che non dia spazio a personalismi, che lavori per un programma condiviso finalizzato alla soluzione delle grosse problematiche che stringono la città". In questo panorama sembra che l'Italia dei Valori abbia intrapreso un confronto con l'Unione di Centro, l'Udb e l'Mpa capeggiato da Gianluca Schiano. Nessun accordo di coalizione per il momento con Sinistra e Libertà, che ieri ha proposto il nome di Anna Illiano come candidato a sindaco.
Per il Pdl è standby completo, e si aspetta l'arrivo di Nicola Cosentino, previsto per la settimana prossima, in modo da "mettere sul tavolo" un candidato a Sindaco per il centro destra bacolese. Statica anche la situazione dell'Udc, che al momento pare sia commissariato. In questo panorama generale di caos, liste semi vuote e cambiamenti di programma da un'ora all'altra, c'è un gruppo di cittadini, promotori dell'incontro denominato "Io ci metto la faccia", sembra andare avanti per la sua strada.
"Per il momento - afferma Giannantonio Scotto di Vetta, candidato al consiglio comunale - noi andiamo avanti con l'idea di presentare un nostro candidato a sindaco che riesca realmente a dare l'alternativa che merita Bacoli". In questi giorni, infatti, il comitato di cittadini sta continuando a promuovere incontri su punti programmatici per discutere e confrontarsi con le centinaia di cittadini, che a due mesi dalle elezioni, non sanno ancora chi si candiderà per essere loro rappresentante.
21 Gennaio 2010
Presentato il libro "All'ombra della grande fabbrica"
Gennaro Morra racconta una storia vera
di Raffaele Quagliozza
Ai piedi di una fabbrica sul mare di Coroglio, immerso in ciminiere e cattivo odore emanato dai metalli: è così che vive Gennaro Morra, nei pressi di Cavalleggeri di fronte a quello scheletro di ruggine che è l'ex-italsider. Morra racconta questa realtà nel suo libro "All'ombra della grande fabbrica". "Pubblicare il libro non è stato facile - dichiara l'autore - molti editori a Napoli si sono rifiutati di collaborare con me, dimostrandosi poco disponibili alla sua promozione. Per fortuna ho incontrato la "Cicorivolta edizioni", una casa editrice di Massa Carrara che non ha esitato a metterlo in vendita". Il giovane Morra ci spiega l'entità dei danni causati dalla fabbrica: "La fabbrica aveva due facce: da un lato forniva lavoro alle famiglie, dall'altro in un certo qual modo le uccideva".
Colpiscono le parole di Gennaro Morra, che dopo una lesione al cervello subita alla nascita, ha dovuto combattere un'altra malattia il: "Linfoma di Hodgkin", probabilmente causato proprio dal cattivo odore e dal fumo che per anni ha emanato l'Italsider, una realtà purtroppo del tutto ignorata dalle istituzioni competenti, come dimostra la storia. Le condizioni ambientali e di salute sono state denunciate spesso dagli abitanti del quartiere di Cavalleggeri, in modo pubblico e avvalendosi dei mezzi di comunicazione, ma ciò non ha indotto a prendere i dovuti rimedi, fino a quando, come è noto, la fabbrica ha chiuso. Nel suo libro Morra affronta anche le difficoltà cui sono costretti i disabili a Napoli e denuncia quanto menefreghismo ci sia da parte della autorità competenti nei confronti di questi cittadini. "Non c'è molta speranza di migliorare quì a Napoli - dice Morra - per noi disabili le difficoltà sono veramente tante ed difficile sia per me che per la mia famiglia affrontarle".
Probabilmente, il motivo che ha spinto Morra alla stesura di questo libro è stata proprio la voglia di esternare e socializzare una storia vera, esporla a tutti, inviando ai lettori un messaggio ben preciso che colpisce e rimane nel lettore.
7 Gennaio 2010
Residenza universitaria a Pozzuoli: tra ritardi e speranze
Si aspetta il parere positivo della Sovrintendenza, ma l'amministrazione deve presentarsi pronta
di Elena Bruno
Una residenza universitaria a Pozzuoli, in Via Carlo Rosini, dove un volta si trovava l'ex studentato femminile. Questo il progetto per destinare 300 nuovi alloggi agli studenti della Federico II. La struttura, che sorge su un'area archeologica avrà pertanto locali a destinazione museale, e costerà alla regione Campania quasi un milione di euro l'anno, per il solo canone di locazione.
L'idea è nata da un'iniziativa della Fondazione Banco di Napoli per l'Assistenza all'Infanzia, resa possibile grazie ad un protocollo d'intesa sottoscritto tra la Fondazione e la Regione Campania, Comune di Pozzuoli e Sovrintendenza ai Beni Archeologici delle Province di Napoli e Caserta. Ciò porterebbe ad un aumento della capacità di accoglienza che si aggiunge così ai 300 posti letto realizzati a Salerno lo scorso gennaio, cui nel 2010-2011 se ne andranno ad aggiungere altri 600, tra quelli realizzati per l'Università Parthenope, la Seconda Università di Napoli e l'Orientale.
La proposta avanzata già nel 2006 dall'assessore all'Università, Teresa Armato, e dai rettori Pasquale Ciriello e Guido Trombetti (Orientale e Federico II), veniva descritta come necessaria non solo all'organo universitario ma anche allo stesso territorio campano. "Occorre subito - affermava Trombetti - invertire il flusso dei 6500 studenti campani in uscita dalla regione contro i 2 mila in entrata ed è indispensabile attrarre qui studenti del bacino del Mediterraneo, della Cina, ma non solo". "Le nuove strutture rappresentano un significativo salto di qualità - spiegava Ciriello - e, considerato che a Napoli sono ben 200 mila le persone che appartengono al mondo dell'università, investire sul settore significa far progredire l' intera città".
Pianificazione che, come annunciato nel dicembre 2009 dall'assessore all'università Nicola Mazzocca, dovrebbe prendere corpo nel marzo del 2010, perplessità sui tempi di realizzazione sono state espresse al tempo dal rettore della Federico II Guido Trombetti, conferendo la maglia nera all'Università campana nelle classifiche nazionali, dovuta alla poca attenzione mostrata agli studenti. Si cerca ora una ragione nei ritardi che si sono infine verificati. "Se ritardo c'è stato - ha affermato il sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe - non si può addebitare a lungaggini amministrative, lo slittamento dell'inaugurazione di oltre due anni deriva piuttosto dai veti della Sovrintendenza ai Beni Archeologici, che ha posto la sua tutela sull'intera area.
Appena le Sovrintendenze avranno dato i loro pareri positivi saranno rilasciate tutte le necessarie autorizzazioni". Come afferma lo stesso sindaco "la residenza universitaria di via Rosini non può che essere un fiore all'occhiello per la città". È chiaro che una struttura del genere darebbe nuovo lustro alla città puteolana, l'università si sa è da sempre sinonimo di innovazione, arte e cultura. Questo porterebbe a non pochi sviluppi positivi.
La presenza di un gran numero di giovani studenti, infatti, significherebbe aria di rinnovamento nella popolazione puteolana, questi poi darebbero un aiuto all'economia ed al turismo del territorio, interessandosi al teatro e alle innumerevoli meraviglie storiche che la città ha da offrire, riportandone poi con se, una volta ripartiti un'immagine positiva.
In questo senso l'amministrazione si dovrà fare carico per far si che Pozzuoli non sia soltanto "un posto letto" ma anche una città in cui questi giovani possano trovare spazi e iniziative per integrarsi al meglio. Quindi è di fondamentale importanza avere un punto di riferimento stabile e sicuro, che protegga gli studenti da fitti gonfiati dai privati, che mettono a volte a disposizione appartamenti poco curati e sovraffollati, occupati il più delle volte solo per la necessità di essere vicini agli Atenei.
Tutto questo sarebbe quindi, uno spunto per favorire la formazione culturale e professionale non solo degli studenti della provincia, ma anche di quelli stranieri, spesso scoraggiati da un'immagine poco organizzata se paragonata a quella estera.
14 Gennaio 2010
Mostra "Lounge Art" al Wine Bar Dejavù di Pozzuoli
Fino al 3 febbraio sarà possibile vedere le opere di decine di artisti emergenti
di Antonio Russo De Vivo
Venerdì 8 gennaio 2010, alle 21, al Wine Bar Dejavù di Pozzuoli (via Campi Flegrei 1), ci sarà l'inaugurazione, con ingresso libero, della mostra collettiva di pitture e installazioni "Lounge Art".
Promotore dell'evento è il laboratorio artistico-culturale LAB il cui art director, Paolo De Martino, da qualche anno cerca di intraprendere a Pozzuoli iniziative che fanno eccezione in un contesto territoriale culturalmente, col passar del tempo, sempre meno propositivo. La direzione artistica dell'evento è affidata a Mirko Gambaro e Bianca Gerundo, design e comunicazione a Marco Menniti.
La Gerundo si esibirà, durante la serata inaugurale, in una delle performance di body painting, mentre l'altra sarà a cura di Roberto Mattera. La stessa serata prevede la partecipazione musicale in stile jazz di tre musicisti degli "Slivovitz": Domenico Angarano al basso, Salvatore Rainone alla batteria e Marcello Giannini alle chitarre. La mostra collettiva durerà fino al 3 febbraio 2010.
Tra gli artisti presenti con le loro opere ci saranno: Cesare Siboni (Nudo), Roberto Mattera (Paesaggi), Stefania Rea (Outside), Annarita Schioppa (Ri-Nascita), Carmine Spetrillo (Cuba), Maria Raffaella Scalfati (Objects), Johnny Alexandre Abbate (Boys Alone), Sario (Destinazione Napoli), Kloe (Soul Music), Kecka (Around Amsterdam), e inoltre ci sarà una sezione grafica a cura di 1WAY, Zone, Fuga, con tema libero. Circa 50 le opere che rimarranno esposte. Ogni venerdì del mese, poi, il Dejavù ospiterà una mostra estemporanea: il 15 ci sarà Silvia Plecha, il 22 Rachele 40, e la serata finale, il 29, Roberto Mattera e Stefania Rea.
Obiettivo dichiarato dell'evento "è quello di creare uno spazio dove le molteplici forme di espressione artistico-culturali presenti sul territorio campano possano emergere, offrendo nello stesso tempo, al vasto pubblico, la possibilità di fruire di una produzione artistica di qualità al di fuori delle logiche commerciali".
7 Gennaio 2010
Quarto, dal 6 al 10 gennaio concerti natalizi nelle parrocchie
Dopo la manifestazione enogastronomica e la pista di ghiaccio conclude il natale quartese
di Nicola Celentano
L'associazione "Erbavoglio" ha organizzato una serie di concerti nelle parrocchie di Quarto, tra il 6 e il 10 gennaio. L' iniziativa si chiama "Musica sacra e canti della tradizione natalizia" ed è patrocinata dalla Regione Campania e dal Comune di Quarto. Dopo il concerto del 6 Gennaio tenutosi alla Chiesa di San Castrese, con la partecipazione del tenore Sergio Laccone e dei soprano Vesna Duganova e Dragana Moles, accompagnati dal pianista Max Spinosa, ci sarà il concerto "La zampogna e la ciaramella" curato da Ancia Libera. Esso si terrà nella Chiesa dei Santi Pietro e Paolo alle 19 di venerdì 8 gennaio.
Alle ore 19 del 9 gennaio, invece, è previsto, nella Chiesa Santa Maria Libera il concerto del "Bronzville All Stars Gospel Choir". Sempre alle ore 19, domenica 10 gennaio avrà luogo il concerto intitolato "A Betlemme nascette nu' ninno" della Bottega dei Quattro; quest'ultimo si svolgerà a via Marmolito nella Chiesa Gesù Divin Maestro.
A proposito di questa serie di eventi, il sindaco di Quarto Sauro Secone ha affermato che dopo la manifestazione enogastronomica di fine novembre e la pista del ghiaccio allestita in collaborazione con la società privata "Esprimi un desiderio srl", ci teneva a chiudere in bellezza il cartellone di eventi per le festività con i concerti di musica sacra e gospel.
C'è da sottolineare che il Sindaco ha insistito affinché gli eventi si svolgessero nelle Chiese per evidenziare l' eccellente attivismo nel campo della solidarietà da parte dei parroci delle Chiese di Quarto.
7 Gennaio 2010
Bacoli e Monte Di Procida:
in balia di cedimenti per un po' di pioggia
Un'abitazione ubicata all'estremità di via Roma si affaccia su un precipizio
di Elena Bruno
Ad ogni accenno di maltempo ci sono degli smottamenti. È la situazione in cui versa il costone a valle di Via Montegrillo a Bacoli, posta numerose volte all'attenzione delle amministrazioni locali. A lavori iniziati, vi sono delle reti che circondano la facciata della montagna, ed è stato posto un semaforo per regolare il traffico a senso unico alternato per un breve tratto.
Ma vi è una famiglia che abita all'estremità di via Roma, che vede un lato della propria casa affacciarsi su un dirupo, l'acqua caduta in eccesso non viene contenuta dalle fogne che, unita ai liquami ed ai detriti, continua ad erodere il costone sottostane l'abitazione, riducendo a pochi metri una stradina che ne contava almeno venti. Della difficile situazione idrogeologica, è a conoscenza sia il primo cittadino, Franco Iannuzzi, che la protezione civile, la quale avanzava un progetto nell'aprile del 2006 per il riassetto del costone con una spesa di circa 2,5 milioni di euro. I problemi che affliggono l'area Flegrea in conseguenza di forti piogge e periodi prolungati di maltempo, sono sotto gli occhi di tutti e si ripetono ormai ciclicamente da tempo.
La popolazione si trova spesso costretta a fronteggiare disagi per l'inagibilità delle proprie case e delle scuole perché allagate nei locali più bassi. Nascono, quindi, difficoltà che rallentano o bloccano la viabilità, per via di strade malmesse o superficialmente "rattoppate", sulle quali si formano spesso fossi o addirittura voragini. A tutto ciò si aggiunge il malfunzionamento dei condotti fognari, che non rispettano alcuni delle funzioni basilari per cui sono stati creati, come far defluire l'acqua durante le forti piogge anziché riversarla sul manto stradale. L'ultimo condono dell'abitazione che affaccia sul dirupo risale al 2000.
Le basi per la soluzione del problema sono state chiarite, ma tutt'oggi, all'inizio del 2010, esiste la situazione di un'abitazione che non è stata riconosciuta a rischio frana ma che affaccia comunque su un terreno franoso.
7 Gennaio 2010
Pozzuoli, spostato il terminal degli autobus:
protestano studenti, lavoratori e pendolari
La scelta dell'amministrazione Giacobbe: nessun servizio per gli autisti dei bus, meno parcheggi
di Alessia Raia
"Vogliamo parlare con il sindaco Giacobbe e non ci muoviamo da qui fino a quando il Comune di Pozzuoli non sposta gli autobus della Ctp". È il coro che hanno intonato più volte fin da inizio anno i commercianti del mercato del pesce e della frutta di via Fasano, nei pressi dell'Itis e del Mercato del pesce all'ingrosso. Lo scorso 9 Marzo, infatti, a seguito di un incontro tra l'assessore Carmine Morelli, il consigliere Gennaro Pacileo, i commercianti del mercatino di Via Fasano ed il dottor Marcellini, rappresentante sindacale di Unimpresa, si è giunti alla decisione di spostare il terminal CTP da via Fasano.
Tra le ipotesi per la nuova sede emerse anche quella dell'ex area Sofer, ma questa ultima fu subito scartata dall'assessore Morelli, dato che quello spazio sarà investito da grossi lavori di riqualificazione. Nei mesi successi poi l'ingegnere Morelli ha incontrato il dirigente della CTP, Fiorentino, per avere maggiori delucidazioni sulla questione.
Insieme hanno individuato nell'area ex Mod di via Roma l'unica possibile alternativa al vecchio terminal che invece, rientrerà nel piano parcheggio approntato dal Comune, aumentando così le strisce blu di ulteriori 50 unità.
È di pochi giorni fa l ufficializzazione di questo provvedimento da parte del Comune, dopo numerosi sopralluoghi dei dirigenti e dei tecnici CTP nell'area interessata.
Fin da subito non sono mancate le proteste di numerosi cittadini: "Lo spostamento del terminal da Via Fasano certamente restituisce quell'area alla propria funzione di parcheggio a servizio del confinante mercato ittico e ortofrutticolo al dettaglio, ma la nuova sistemazione nell'area ex Mod, per intenderci sul banchinamento sottostante la Via Roma, sottrae ulteriori posti auto a servizio del Centro Storico, modificando di fatto il piano parcheggi già redatto e insoddisfacente".
Concordi alle voci di reclamo anche gli studenti del vicino Itis di Pozzuoli che si sono visti il terminal, sito proprio innanzi i cancelli dell'Istituto, da un giorno all'altro: "Il vecchio stazionamento CTP era per noi studenti dell'area flegrea una vera comodità: ormai si erano create delle vere e proprie coincidenze tra gli orari dei pullman e quelli di inizio e fine lezione". Ma perentoria e tempestiva è arrivata la replica di Morelli : "Il nostro obiettivo è migliorare sempre più i servizi e soprattutto agevolare i tanti turisti che giungono a Pozzuoli. Spostare il terminal e di conseguenza avere a disposizione un buon numero di parcheggi vuol dire, inoltre, creare le condizioni per una maggiore legalità e scoraggiare così i tanti parcheggiatori abusivi che invadono il centro storico".
17 Dicembre 2009
Parco dei Campi Flegrei, progetti e idee
di cittadini tramite un forum
di Elisabetta Sellaroli
Più di 107 milioni di euro euro sono stati stanziati dalla regione Campania a favore dello sviluppo dei progetti Pirap (Progetti Integrati Rurali Aree Protette), uno strumento fondamentale per il programma di sviluppo sostenibile Psr (Programma Sviluppo Rurale), per gli undici parchi campani.
I Pirap si prepongono di migliorare lo stato di conservazione del patrimonio naturalistico e paesaggistico, adeguare le dotazioni infrastrutturali del territorio, rendere maggiormente e più efficacemente fruibili i servizi essenziali alle popolazioni locali, diffondere le tecnologie di comunicazione ed informazione, prevenire i rischi ambientali.
In questo contesto nasce l'Ente Parco Campi Flegrei, capofila del Pirap Campi Flegrei, al quale sono stati destinati 5 milioni di euro dei fondi regionali.
Questo, nella produzione del progetto ha tenuto conto delle idee dei privati cittadini attraverso l'utilizzo del Forum, uno strumento atto sia alla produzione per la definizione delle azioni Pirap, sia all'osservazione dell'effettiva attuazione del progetto finale.
Tale Forum ha elaborato dei progetti che sono stati presentati al Tavolo del Partenariato Pubblico dal 26 novembre 2009, per l'individuazione dei progetti inerenti il tema portante, deciso in precedenza per i Campi Flegrei: "Ambiente e Risorse Enogastronomiche".
Altri progetti non coerenti con il tema prescelto saranno comunque attuati facendo capo ad altri fondi, messi a disposizione dalla Comunità Europea.
10 Dicembre 2009
Ancora disagi al Lago Miseno, continua la petizione
Pesca ancora consentita nonostante la schiuma bianca nello specchio d'acqua
di Giusy Di Dio
Nuovamente si discute delle condizioni precarie in cui verte il lago Miseno. Solo pochi mesi fa, la cronaca locale trattò dell'anomala moria di pesci cui seguì il forte male odore del materiale in decomposizione; intervenne l'Asl e l'osservatorio Vesuviano che, dopo attente analisi, decretò la presenza di sostanze tossiche, azoto totale e fosforo nelle acque e perciò venne richiesto l'intervento in loco della protezione civile.
Gli umori seguitano ad inasprirsi anche perché soltanto un decennio fa l'amministrazione diretta dall'ex sindaco Antonio Illiano s'interessò a mettere in atto una vera e propria bonifica dello stesso bacino lacustre. Opera riqualificativa, costata miliardi e miliardi di lire, che non è purtroppo riuscita a riportare una costante situazione di normalità conseguente alla concretizzazione di un ambiente salubre.
Questo il motivo per il quale un gruppo di cittadini decise di far recapitare una serie di foto nelle mani di Walter Ganapini, assessore all'ambiente della Regione Campania, giunto in paese per un'assemblea partitica. Non si è fatto in tempo a risolvere la situazione che immediatamente compaiono nuovi aspetti preoccupanti. L'intero perimetro del lago presenta una densa schiuma bianca proprio laddove la pesca è ancora consentita.
La popolazione chiede l'intervento urgente della Protezione Civile, un provvedimento forte con cui la cittadinanza interessata vuole che "si faccia luce sugli ultimi eventi ambientali, si includa la città di Bacoli tra le aree da bonificare, cosa che non si è mai provveduto a fare in passato e che ci si mobiliti per l'istallazione, nello specchio d'acqua del lago Maremorto, di una sonda multiparametrica in sondaggio continuo".
Richieste, queste, a cui non si è ancora replicato e per cui continua la petizione firmata da centinaia di persona che verrà indirizzata all'attenzione del Prefetto di Napoli, al Comune di Bacoli, alla Regione Campania ed alla Protezione Civile.
17 Dicembre 2009
Quarto, iniziative per l'acquisto di uno scuolabus ai disabili
Teatro, mostre e giochi, tutto il ricavato in beneficenza per l'integrazione
di Antonio Lucignano
Uno scuola bus per diversamente abili. È questo l'obiettivo prefissato dal comitato dei soci Coop, che grazie a una serie di iniziative organizzate sul territorio, sperano di riuscire a raggiungere le risorse necessarie all'acquisto. La raccolta fondi è iniziata con un torneo di burraco ed è proseguito con una rappresentazione teatrale presso il teatro Corona a Quarto.
Sul palcoscenico la commedia "Tre pecore viziose" di Eduardo Scarpetta, messa in scena dalla Compagnia Stabile dei Filodrammatici, con la regia di Nunzio Matarazzo. Lo spettacolo ha visto una notevole partecipazione da parte del pubblico, garantendo così al comitato promotore un importante ritorno economico da destinare al progetto per aiutare i ragazzi dell'Aias di Quarto.
La raccolta è continuata sabato 12 dicembre presso il centro commerciale IperCoop, con una mostra di quadri messi a disposizione dagli studenti del Liceo Artisico di Monteruscello. Romualdo Molino, presidente del comitato dei soci Coop, tiene a sottolineare l'impegno profuso da parte del centro commerciale Quarto Nuovo, che grazie alla partecipazione e alla solidarietà riesce a sostenere interamente le spese per l'organizzazione e la promozione degli eventi.
"La loro partecipazione è preziosissima per noi, in questo modo riusciamo a recuperare integralmente i soldi provenienti dalle iniziative e rivolgere tutto il nostro impegno ai ragazzi disabili". L'acquisto dello scuola bus, inoltre, darà ai ragazzi la possibilità di frequentare il centro Aias di Quarto e di prender parte alle attività proposte dai professionisti sanitari. Un luogo d i ritrovo, di aggregazione e soprattutto di partecipazione come può esserlo un centro per ragazzi con disabilità è fondamentale.
Partecipare a corsi di computer, ad attività di laboratorio, aiuta a scoprire e a prendere consapevolezza delle propie capacità. C'è bisogno di riconsiderare il ruolo del disabile nella società, offrire una maggiore assistenza, dare la possibilità di partecipare ad attività e mettere a loro disposizione strutture funzionali.
17 Dicembre 2009
Pozzuoli, crisi e sopravvivenza dell'amministrazione:
una questione di equilibri e spartizioni di deleghe
di Riccardo Volpe
E siamo a 4. Sono tante le volte che l'amministrazione puteolana, guidata dal sindaco Pasquale Giacobbe, ha varato il suo esecutivo di giunta. Le dimissioni del sindaco, protocollate al Comune il 2 novembre, sono risultate l'ennesima farsa di un'amministrazione basata solo su deleghe da assegnare e maggioranze costruite "ad hoc" per resistere, per sopravvivere al proprio nulla, escludendo completamente una programmazione a lungo termine per la città di Pozzuoli.
Giacobbe, nella sua lettera di dimissioni, affermava che "alcuni consiglieri comunali, spesso da soli o in gruppo, hanno condizionato l'azione da sindaco senza senso istituzionale, creando problemi". Due righe con le quali il sindaco attacca pubblicamente parte della sua stessa maggioranza, ammettendo di fatto l'incapacità governativa. Un atto gravissimo dal punto di vista politico, che mette in discussione tutta la legittimità del sindaco e del suo schieramento politico.
Ancor più grave se si pensa che a "risolvere" le questioni strettamente puteolane, è stato l'intervento di Luigi Cesaro, Presidente della Provincia di Napoli e coordinatore provinciale del Pdl. La sera di giovedì 19, infatti, Cesaro è venuto a Pozzuoli e, secondo indiscrezioni, avrebbe risolto la questione delle poltrone da assegnare.
Resta il fatto che nella crisi interna alla maggioranza non c'è nulla di concreto, i contrasti sono nati e rientrati solo sulla scelta degli assessori. Per etica, i componenti di una giunta comunale dovrebbero essere individuati in base alle capacità ed al contributo fattivo che ogni singolo assessore potrebbe dare allo sviluppo della città. Questo criterio, dal sindaco Giacobbe non viene nemmeno preso in considerazione, causa e al tempo stesso conseguenza di una vergognosa gestione amministrativa.
10 Dicembre 2009
Al Duel Beat di Pozzuoli il concerto di Francesco Di Bella
Il cantante dei 24 Grana propone i suoi "vecchi brani"
di Antonio Russo De Vivo
Il giorno 5 dicembre 2009, presso la sala 3 del "Duel Beat" di Pozzuoli, si è tenuto, al modico prezzo di 5 euro, il concerto del progetto solista "Songwriter" di Francesco Di Bella (cantante dei 24 Grana). A condividere questo "side project" Ercole Longobardi (programming) e Fulvio Di Nocera (basso).
Il trio ripropone vecchi brani dei 24 Grana in chiave elettronica, variando dal dub al drum 'n bass fino alla jungle, davanti ad un pubblico numeroso e assai coinvolto. Nello spazio più intimo e raccolto della sala 3 del Duel gli ascoltatori ballano e cantano, urlano e cadono, fanno gestacci, si adirano, manco fosse un concerto punk.
Oltre ai classici dei 24 Grana, da "Vesto sempre uguale" a "Traveller" fino alla stupenda "Epitaph", da segnalare le cover di Bob Marley e dei Beach Boys ed un paio di pezzi inediti. Durante la performance, poi, il navigato frontman Di Bella danza anche lui i ritmi sincopati del dub e, memore di Bob Dylan, mostra talvolta al suo pubblico dei cartelli rudimentali ringraziando i presenti o inneggiando al "pocho" Lavezzi ed alla rinascita del Napoli.
10 Dicembre 2009
Bacoli, un calendario per combattere il randagismo
Tina Bianco, fotografa dei Campi Flegrei, propone la sua iniziativa per il secondo anno
di Antonio Lucignano
Un calendario per combattere il fenomeno del randagismo. L'idea è venuta a Tina Bianco, fotografa di Bacoli, che da anni si batte per denunciare una piaga che affligge le strade del territorio flegreo. "Il calendario di Titì", giunto alla sua seconda edizione, quest'anno vede la partecipazione di "Gaia", un'associazione di Verona che si occupa di assistenza a cani e gatti abbandonati in strada.
Le spese per la produzione del calendario sono state interamente sostenute da Tina Bianco, che grazie ai fondi raccolti dalla vendita, si propone di aiutare cani e gatti randagi, di dare loro delle cure e affidarli a famiglia che garantiscono cure ed affetto. "Speriamo, con il ricavato della vendita dei calendari di riuscire ad ampliare il numero degli animali da salvare e da far adottare. Confidiamo che l'impegno costante che tutti noi volontari mettiamo ogni giorno, contagi molte altre persone nel dare amore alle creature che ci accompagnano nello scorrere della vita".
Quello del randagismo è una problema che interessa in particolare le zone del sud Italia, dove l'assenza di strutture adeguate non permettono di risolvere una questione così seria e radicata. Moltissimi cani trovano la morte lungo le corsie delle autostrade e sorte migliore non spetta ai gatti. Il calendario, in distribuzione in numerosi punti vendita della zona flegrea come l'ottica Felaco di Bacoli e di Pozzuoli, ha raggiunto vendite inaspettate, tanto che i produttori hanno dovuto chiedere una ristampa. Tutti gli interessati all'acquisto possono scrivere una e-mail all'indirizzo "tinamiseno@tiscali.it e prenotare la propria copia.
10 Dicembre 2009
Viaggiare con la Circumflegrea, un'esperienza terrificante: lettera al Sindaco e alla Sepsa
di Nicola Celentano
I sindacati CGIL e CISL hanno indetto, per il giorno 4 dicembre 2009, una protesta contro i continui disservizi del servizio Circumflegrea. Il malcontento si sarebbe dovuto esprimere attraverso, appunto, una manifestazione e anche attuando una sorta di disobbedienza civile viaggiando nelle ore di punta senza il pagamento del biglietto di trasporto. Però tutto ciò non si è potuto svolgere per il forte acquazzone che è sopraggiunto quel venerdì mattina. Tuttavia, il Sindaco, l'Assessore ai trasporti, i Sindacati ed alcuni cittadini erano presenti all'iniziativa e hanno potuto scambiare diversi elementi di confronto con i viaggiatori che transitavano per la stazione.
E' ormai palese che la dirigenza SEPSA non ha più una logica di pianificazione che vada incontro alle esigenze della cittadinanza in movimento. La drammaticità sta nel fatto che la situazione-trasporti a Quarto ha raggiunto un indice di qualità infimo e condizioni igieniche da terzo mondo.
L'intenzione dell'organizzazione territoriale flegrea è di richiamare l'attenzione su un disagio perpetuo che la cittadinanza quartese è costretta a subire: un percorso da incubo per un carico umano dolente, rassegnato, blindato in un viaggio insopportabile. I pendolari devono costantemente subire un'incredibile odissea, per colpa soprattutto degli ormai paradossali ritardi.
Negli ultimi anni la Sepsa ha badato esclusivamente all'immagine, rinnovando e modernizzando molte stazioni, e quindi tralasciando l'aspetto del servizio-trasporti. C'è da dire che esistono ancora moltissimi viaggiatori che prendono la Circumflegrea puntualmente sprovvisti di biglietto, ma come si può biasimarli visto il servizio scadente che offre la Sepsa? Inoltre, la faccenda del doppio binario è diventata ridicola: se ne parla da almeno vent'anni, a questo punto si spera solo che la generazione dei nostri figli possa "ammirare" quest'opera.
Il servizio-trasporti rappresenta da sempre un forte indice di sviluppo urbano. E come sostiene Antonio Percuoco, sindacalista della CGIL, Quarto, trasformatosi da cittadina rurale a cittadina residenziale, confinante con la metropoli napoletana e l'area flegrea, è più che mai interessata a uno sviluppo dei trasporti, sia su ferro che su gomma. Anzi, è davvero di primaria importanza per rispondere alle esigenze di pendolarismo scolastico e lavorativo.
Per concludere, le richieste di CGIL e CISL, a Sindaco e Sepsa, consistono in un servizio trasporti della Circumflegrea con cadenza di treni ogni 15 minuti e carrozze con maggiori capacità ricettive di passeggeri, nell'attesa che i lavori del secondo binario fino a Pianura siano conclusi; e nel prolungamento dell'orario esistente fino alle 23 nei giorni feriali e fino alle 24 nei giorni pre e festivi.
10 Dicembre 2009
Bacoli, ancora lavori per la via di Punta Epitaffio
Chiusura totale della strada, cittadini insoddisfatti
di Elena Bruno
Tornano i disagi per gli automobilisti di via Montegrillo, meglio conosciuta come "Punta Epitaffio". La strada provinciale è stata ridotta ad una sola carreggiata a senso unico alternato e regolamentata da un semaforo per un brevissimo tratto, a causa dello smottamento del costone lato valle di Via Montegrillo, che tutt'oggi al minimo cenno di pioggia mostra cenni di cedimento.
Il lavoro di manutenzione, che dura ormai quasi da un anno, ha comportato durante l'estate scorsa, per pendolari e non, code senza fine per un tratto di strada davvero esiguo, problemi per i trasporti pubblici diretti verso Napoli e difficoltà anche per la semplice affluenza turistica al centro del paese.
Una sovvenzione, di un milione e 500 mila euro riguardanti comunque altri problemi di viabilità della zona di Bacoli sembra mostrare la soluzione definitiva del problema, che porterà verso la fine di marzo dopo aver atteso che si concludano i lavori riguardanti Via Terme Romane, la totale riabilitazione alla viabilità di Via Montegrillo.
Se tutto ciò fa tirare un sospiro di sollievo in previsione di una ritrovata normalità, allo stesso tempo la notizia della chiusura totale della strada, per via dei lavori, scuote gli animi non solo degli abitanti della zona ma anche dei commercianti e degli artigiani di Cappella, che già da tempo risentono della ristrutturazione del sistema ferroviario, della presenza di cantieri che rallentano il traffico, e di strade dissestate e la cui manutenzione comporta lunghe e interminabili attese.
3 Dicembre 2009
Mercatino "del sabato" di Quarto:
una piacevole occasione per riscoprire oggetti dimenticati
Un appuntamento fisso favorisce l'affluenza di visitatori dalle zone vicine
di Nicola Celentano
E' ormai diventato un appuntamento fisso quello con l'interessante mercatino delle pulci di Quarto, che si svolge tutti i sabati nella stessa piazza che ospita il più classico mercato del lunedì mattina. Ce n'è per tutti i gusti: appassionati di vecchi fumetti e libri d'autore possono avere ampie possibilità di trovare i mitici "Dylan Dog" e testi anche rari; "smanettoni'' e patiti di personal computer troveranno pezzi per assemblare vecchi pc, vecchie consolle come Commodore e Game Boy, cavetti e prese scart, giochi che hanno fatto storia come Super Mario e PacMan, che ora fanno la felicità dei nostalgici; casalinghe bisognose di oggettini utili per la casa possono avere l'occasione di agghindare la propria abitazione in modo originale ed economico, in quanto c'è un vasto assortimento di lampade, vasi, quadri, mobili, pentolame, soprammobili e oggetti da collezionismo.
Una caratteristica significativa della vendita al pubblico è l'atteggiamento cordiale dei venditori, i quali, per lo più, fanno altro nella vita, e si dedicano quindi senza eccessive pretese economiche all'hobby della vendita dei loro prodotti. Inoltre, si manifesta in ogni proposta d'acquisto sempre quel classico rito del "tirare-sul-prezzo", che porta alla mente il modo di vendere tipico dei mercati egiziani.
La posizione strategica, dal punto di vista logistico (nei pressi della stazione Circumflegrea di Quarto Centro), ha favorito l'affluenza di visitatori anche da altre zone adiacenti. A vista d'occhio, da un sabato all'altro, si nota un sensibile aumento dell'affluenza. Siccome non esiste una pubblicità ufficiale, il successo di questa manifestazione dimostra l'efficace effetto del "passaparola".
Il Mercato delle pulci, ribattezzato dall'Amministrazione comunale "O' Sapunaro ten a robba bella" comprende stand con prodotti di antiquariato. I venditori sono aperti al pubblico flegreo dalle 7 alle 13.30 di ogni sabato mattina.
È una positiva e lusinghiera esperienza che porta decine di espositori e tantissimi acquirenti, che giungono anche da fuori, come aveva sottolineato, dopo l'esperimento di questa estate, il vicesindaco di Quarto con delega alle Attività produttive Paolo Simeoli. "Ciò che ci preme evidenziare è che è sicuramente una iniziativa che favorisce il commercio, ma anche il risparmio per i consumatori, i quali hanno anche l'occasione di passare una piacevole mattinata magari con tutta la loro famiglia, perché l'esposizione soddisfa ogni fascia generazionale".
3 Dcimembre 2009
Sequestrate a Varcaturo le ville dei Maliardo
Continua la lotta alla criminalità organizzata, Quarto aderisce all'appello di Libera
di Antonio Lucignano
Trentuno villette, ottomila metri quadrati, per un giro di affari da 15 milioni di euro. Sono questi i numeri del sequestro avvenuto a Varcaturo, al complesso immobiliare "Parco Roberta". Le strutture abitative furono costruite sfruttando una concessione per un residence turistico, ma che in realtà è stato poi destinato ad abitazioni private, con villette a tre piani da 65 metri quadrati, più mansarda e cantina, oltre a un giardino di 55 metri quadri e un posto auto. Il tutto venduto alla cifra di 265 mila euro.
Ventisei delle trentuno villette costruite abusivamente, erano già state vendute dalla Ma.Ca. Servizi Immobiliari, società gestita da Carlo Antonio Mallardo, figlio del capoclan Feliciano Mallardo. Inoltre, alcune quote della ditta di costruzione del complesso residenziale, sono appartenenti ad un pregiudicato ritenuto dalle forze dell'ordine un elemento di spicco della famiglia Mallardo, che grazie a questa operazione ha guadagnato oltre sei milioni di euro.
Un altro duro colpo per i clan camorristici presenti sul territorio, che grazie all'abusivismo e alla speculazione edilizia incrementano i loro guadagni. Anche sul territorio flegreo continua la lotta contro gli affari illeciti della criminalità organizzata, dove il sindaco di Quarto, Sauro Secone, aderisce all'appello di 'Libera'. "Aderiamo come amministrazione comunale di Quarto, in modo fermo e convinto, all'appello lanciato dall'associazione Libera, contro la vendita dei beni immobili confiscati. - afferma il primo cittadino di Quarto - Stiamo correndo il rischio che il progetto di trasformazione in una piscina comunale di un ex cementificio confiscato alla camorra, possa naufragare per mancanza di fondi.
Se quel bene finisse all'asta, sarebbe una sconfitta per tutti coloro che si battono contro l'illegalità diffusa". Le iniziative messe in campo dall'associazione 'Libera' e dalla Fondazione Polis si battono contro l'emendamento presente nella finanziaria, che prevede la vendita dei beni confiscati alle mafie. "I beni confiscati sono un bene comune, il loro utilizzo una ricchezza per il territorio e per la società italiana".
3 Dicembre 2009
Assenza di fondi, pericolo d'interruzione
per il servizio 118 della Croce Rossa
Autoambulanze senza carburante, a rischio anche i comuni flegrei
di Alessia Raia
L'ultimo versamento risale al 2007 e nel frattempo la Croce Rossa di Napoli vanta crediti nei confronti di Asl Napoli 1 e Napoli 2 e dell'ospedale 'Cardarelli: un buco di bilancio di oltre 5,5 milioni di euro e il pericolo di interruzione di un servizio essenziale per la salute dei cittadini quale quello del 118. L'allarme è stato lanciato dal commissario della Croce Rossa Italiana partenopea, Paolo Monorchio, nel corso di una conferenza stampa che fa seguito a vari appelli lanciati negli ultimi mesi: "Siamo di fronte ad un'emergenza senza precedenti.
La nostra attività è al collasso, i volontari sono disorientati, così come i dipendenti precari". Dal 1 gennaio prossimo, infatti, in assenza di altre erogazioni, non sarà più assicurato il servizio di emergenza, mentre già da tempo sono sospese le attività sociali di assistenza ai disabili, ai senza fissa dimora e ai rom. Adesso, però, mancano anche i fondi per il rifornimento di carburante nelle ambulanze e "in queste condizioni è impossibile far fronte alle numerose richieste di emergenza", spiega Monorchio.
Il commissario ha inviato una lettera al prefetto di Napoli Alessandro Pansa, per invitarlo a farsi promotore di un tavolo di confronto con le aziende sanitarie, l'ospedale, la So.re.sa, azienda costituita dalla Regione per il rispetto del piano di rientro dal debito sanitario, e assessorato regionale alla Sanità. C'è anche una denuncia grave da sottopone al prefetto: "Abbiamo sostenuto un anno e mezzo di controlli da parte della So.re.sa per la certificazione dei crediti riferiti al periodo tra 2004 e 2007 e nel maggio scorso So.re.sa ha anche erogato circa 2 milioni di euro che l'azienda sanitaria avrebbe dovuto semplicemente girare alla Croce Rossa. In realtà, l'Asl Napoli 1 ha trattenuto quei fondi che ci avrebbero consentito di garantire il nostro servizio, sia pure con difficoltà".
Monorchio precisa però che "la Croce Rossa, da ente pubblico, pur riconoscendo le cifre del debito riguardanti gli anni che vanno dal 2004-05 al 2007, ha preferito non avviare le procedure di pignoramento". Attende però che la strada del dialogo con altri enti istituzionali dia i suoi frutti. "Ci sono - conclude il Commissario della Croce Rossa italiana - 3mila volontari e 150 dipendenti di cui 35 precari che vivono questa situazione con estremo disagio". Parole dure e senza mezzi termini che, tuttavia, danno una situazione precisa del problema che riguarda da vicino anche i comuni di Quarto e Pozzuoli.
A tal proposito, interviene il sindaco di Quarto Sauro Secone. "Ci auguriamo che la vicenda che riguarda i crediti vantati dalla Croce Rossa Italiana e che potrebbe creare difficoltà e disagi anche nella zona flegrea, per quanto riguarda il servizio delle ambulanze del 118, venga risolta quanto prima - spiega il sindaco Secone. Dai dati resi noti si evince che il tempo stringe, ma ci auguriamo che la situazione possa sbloccarsi quanto prima".
3 Dicembre 2009
La confesercenti Area Flegrea
critica le scelte dell'amministrazione puteolana
Centro commerciale nel progetto Waterfront, il pericolo per i commercianti del centro storico
di Chiara Aita
L'associazione dei commercianti dell' area flegrea attacca a tutto campo l'amministrazione puteolana. A causa delle innumerevoli problematiche irrisolte, infatti, che ripetutamente minacciano la stabilità economica e commerciale del territorio puteolano, si è ritenuto opportuno progettare la costruzione di un nuovo megacentro commerciale in ambito Waterfront, presentata come la soluzione di tutti i mali che vive Pozzuoli, trascurando tuttavia il resto delle attività attualmente in vigore, che rappresentano per altro le uniche risorse economiche cittadine.
Tale progetto, dunque, è la conseguenza di una non curanza da parte del Governo cittadino, il quale, evidentemente più interessato a risolvere le proprie questioni interne che a governare appropriatamente la città, sta penalizzando gran parte della vita politica e sociale di questo territorio. Il risultato è che, tra impegni irrealizzati e promesse andate in fumo, si continua a parlare del futuro, accusando il passato e dimenticandosi del contemporaneo, o quanto meno, a dare priorità ad interventi che visti in un'ottica globale tanto prioritari non sono. Un esempio è l'introduzione nel territorio di superflui contenitori arancioni per la raccolta di indumenti usati mentre vengono a mancare i più utili contenitori per i rifiuti.
La confesercenti accusa, pertanto, "parcheggi inesistenti, viabilità caotica, lavori stradali cominciati e mai terminati che continuano a ostacolare la normale amministrazione e a creare uno squilibrio nella vita quotidiana di tutti i cittadini". La causa di tutte queste recenti vicissitudini è la "sostanziale precedenza di precise scelte che anziché rivolgere uno sguardo più attento ai problemi che affossano la città e prevedere a tal proposito il risanamento di essa, privilegiano la costruzione di una "nuova città" sulla base di interessi prettamente speculativi anziché di un intero paese". Alla luce di quanto detto fin ora, pertanto, si invitano tutti i cittadini a difendere con clamore i propri diritti in primis, ma soprattutto il proprio territorio e le proprie attività edificate e portate avanti con sudore e sacrificio. Dopotutto fanno parte di un patrimonio del territorio che deve restare immutabile.
26 novembre 2009
Bacoli, ancora disagi per i cittadini di Cappella
Illuminazione mancante, disagi per la viabilità e cantieri in corso, questa la situazione
di Elena Bruno
I cittadini di Cappella si sono trovati ultimamente a dover fronteggiare una serie di problemi, causati da opere di ristrutturazione e rinnovamento del territorio. Tra questi ricordiamo i lavori in Viale Olimpico per la creazione di nuove aree di sosta, con la conseguente riduzione dei marciapiedi e la manutenzione di un sottopassaggio nella nuova stazione ferroviaria Sepsa nella zona di Baia. Causa di difficoltà attualmente è la presenza di numerosi cantieri in zone quotidianamente trafficate come quello in via Torregaveta, a causa della manutenzione fognaria.
Nonostante questo ai primi accenni le strade sono soggette ad allagamenti, specialmente in via Torre Di Cappella, una strada secondaria nei pressi del cimitero, a volte utilizzata come arteria principale per motivi di traffico e considerata pericolosa perché molto stretta ed a doppio senso di marcia. Inoltre, intorno alla villa comunale, nonostante i lavori per le attività di riqualificazione siano stati ultimati, compaiono cantieri nei pressi del lago Miseno.
Tutto ciò provoca dei rallentamenti del traffico ed in alcuni casi un vero e proprio blocco per il semplice passaggio di un camion dei pompieri. Se ai problemi di viabilità si aggiungono situazioni come quella dell'illuminazione di Torregaveta del tutto assente in via Campi Elisi e quella di strade ancora martoriate dalla presenza di buche causate dalla pioggia, si delinea chiaramente la situazione di frustrazione, impotenza e caos in cui si trova la popolazione di Bacoli.
26 novembre 2009
Quarto, il tentativo: riscoprire
le radici gastronomiche del territorio
Un investimento sul commercio locale, in futuro si spera in una maggiore partecipazione giovanile
di Nicola Celentano
Il comune di Quarto, con Ascom, Confesercenti, Federconsumatori, Unimpresa e il Centro Commerciale "Quarto Nuovo", ha organizzato delle domeniche di novembre e dicembre 2009 per resuscitare le tradizioni della città: tradizioni legate alla vocazione contadina della nostra terra tradite negli ultimi trent'anni dalla cementificazione e dallo sfruttamento edilizio di quasi tutto il territorio. Le poche aree rimaste sono oggetto di minuscole coltivazioni individuali e residuali che non incidono sulla cultura e sulle abitudini attuali.
L'immigrazione massiccia dei napoletani degli anni '80 e '90 e quelle più lente ma continue degli ultimi anni hanno creato una società locale mista ma con netta prevalenza di pendolari a scapito della minoranza locale. Classico effetto città "dormitorio". Questo, in aggiunta alla normale evoluzione della nostra società, ha contribuito a spazzare via in pochi anni tutte le piccole attività tradizionali che caratterizzavano la nostra città.
L'eroico tentativo delle istituzioni locali di dare coscienza alle nuove generazioni della genuinità e della bontà dei sapori antichi di Quarto per il momento non sembra riuscito.
Qualche domenica fa, in piazzale Europa si è dato vita ad un ottimo spettacolo musicale; tutto si svolgeva dopo aver assaporato baccalà fritto e vino falanghina, verso le 12: Quindi, tutto bene? No per niente: in realtà l'atmosfera era da "day after"; giornali e volantini per terra, pochi spettatori (10/15) e quasi tutti over 60. Insomma se l'obiettivo era di avvicinare i giovani alle tradizioni, è stato del tutto mancato. Il giudizio rimane molto positivo sulle intenzioni e sullo spirito della manifestazione ma il risultato sta lì a dirci che qualcosa non ha funzionato. Forse era necessario un coinvolgimento della forte realtà scolastica presente a Quarto. Non volantini ma piccole presentazioni dal vivo nelle scuole superiori con consegna di materiale didattico sulla storia della zona flegrea. Tuttavia l'importante è aver lanciato l'idea per creare un filone. La seconda edizione si auspica sia certamente più seguita e più inserita nel tessuto cittadino.
Il sindaco Sauro Secone, presentando in conferenza stampa la kermesse, ha sottolineato come l'iniziativa sia da intendere come una sorta di investimento sul commercio locale. La riscoperta dei sapori antichi può avvicinare le nuove generazioni di Quarto alle tradizioni della città, ricreando una specificità locale intorno a cui costruire un nuovo senso di cittadinanza.
26 novembre 2009
Circumflegrea: ennesimo ritardo,
anche nella giornata antismog
L'amarezza del sindaco Sauro Secone: "Meglio le diligenze del far-west"
di Ilaria Cuomo
Ritardi record per linea circumflegrea che lo scorso mercoledì ha registrato di più di un'ora di ritardo per percorrere la tratta dal terminal di Montesanto alla stazione di Quarto. Una giornata quella del 25 novembre che fa solo da punta dell'iceberg di un disservizio continuo dell'azienda ferroviaria Sepsa, la quale, nonostante i nuovi sistemi di controllo assicurino nel totale rispetto della legalità il pagamento dei titoli di viaggio da parte di tutti i fruitori del suo servizio, tutt'oggi non fa corrispondere a tale obbligo il diritto di una prestazione efficiente e sicura.
I treni che percorrono la tratta sono più simili ad un "carro bestiame" che ad un mezzo pubblico adibito al trasporto di persone I continui ritardi di un percorso che già nel miglior auspicio di massima efficienza del servizio è di 22 minuti, fanno si che più corse si accavallino creando per i passeggeri un doppio disagio: quello di percorrere il tragitto in un tempo superiore a quello calcolato ma soprattutto di spendere quel tempo in uno spazio vitale che permette a stento di potersi muovere di dieci centimetri.
"Le diligenze del Far-west erano più rapide e sicure dei treni della Circumflegrea che il 25 novembre hanno fatto registrare ritardi anche di oltre un'ora sulla tratta dei pendolar, il tutto aggravato dalla circostanza che moltissimi cittadini hanno utilizzato il mezzo pubblico per il contemporaneo blocco antismog delle auto", queste sono le parole amare del primo cittadino quartese Sauro Secone, il quale sembra aver perso l'ottimismo e l'euforia di cui risplendeva lo scorso 13 febbraio annunciando l'inizio dei lavori di ampliamento e rifacimento della suddetta linea. Occasione, quella di febbraio, in cui promise di limitare i disagi per i lavori e si emozionava al pensiero che finalmente anche Quarto dopo 40 anni vedeva realizzarsi la tanto attesa (e tutt'oggi tanto evanescente) costruzione del doppio binario dimezzando così i tempi di percorrenza della tratta. Forse se tanta amarezza nasce in un uomo che durante la sua amministrazione sta trascinando i suoi cittadini in una corsa all'innovazione è perché contrariamente alle sue consuete richieste di potenziare le scarne linee della Sepsa questa volta il suo desiderio è semplicemente quello che vengano rispettatati gli orari indicati .
In un panorama così deplorevole, costellato di disservizi, appare chiara la motivazione che spinge la maggior parte dei cittadini ad affrontare ogni giorno una "giungla di cemento" e recarsi alla ricerca di un parcheggio in una città in cui un cercare un ago in un pagliaio diventa compito meno oneroso, soprattutto se si pensa che l'unico giorno in cui hanno voluto affidarsi ai mezzi pubblici, per poter osservare il rispetto della giornata antismog, hanno impiegato per raggiungere il capolinea lo stesso tempo che sarebbe occorso loro per raggiungere Roma, se solo Napoli fosse situata un po' più su rispetto alla sua posizione sullo stivale.
26 novembre 2009
Pozzuoli: protesta degli Lsu
contro le "promesse mancate"
L'insofferenza degli Lsu induce Giacobbe a "non trattare"
di Alessia Raia
Attimi di panico presso la casa comunale di Pozzuoli martedì 24 novembre. Un gruppo di Lavoratori socialmente utili ha assaltato il piano terra della palazzina 7 della sede comunale in via Tito Livio. Il piano dove sono presenti gli uffici di segreteria del sindaco. Alla base della protesta ci sono quelle che i rappresentanti sindacali dei lavoratori socialmente utili, definiscono le "promesse mancate" del sindaco e della giunta. In tarda mattinata, gli Lsu si sono radunati nel cortile degli uffici comunali, mentre i sindacati aspettavano il primo cittadino per discutere dei progetti di inserimento attraverso gare d'appalto su raccolta differenziata, parcheggi e nuovo cimitero. Delibere da tempo attese, slittate ancora per le difficoltà politiche della maggioranza. Scatta la rabbia e una trentina di facinorosi ha fatto irruzione nelle stanze degli assessori al piano terra, cercando di salire al primo piano, dove si trovava il sindaco nel suo studio, protetto dai cancelli di ferro. Tempestivo l'intervento della Polizia di Stato, guidata dall'ispettore Massimo Onorato.
Il sindaco Pasquale Giacobbe ha dichiarato: "Con questa prepotenza non si può avviare alcuna trattativa - continua Giacobbe. Non posso far finta di niente quando la violenza prevarica sulla ragione, è stato superato ogni limite di vivere civile. Non si può far finta di nulla quando viene distrutta la casa comunale facendo danni alla comunità puteolana per migliaia di euro". E gli Lsu replicano: "Non tutti abbiamo partecipato a questi atti, e non per questo possiamo essere penalizzati. Certo è assurdo l'atteggiamento assunto da queste persone che hanno compiuti atti da veri vandali. Ma è anche vero che c'è uno stato generale tra noi Lsu di esasperazione per la nostra stabilizzazione". E il sindacato della Uil, attraverso Pasquale Elemento, fa sapere: "Sono tutti atti che non possiamo condividere, quelli verificatisi presso il comune. Ma è pur vero che molti dati sui danni di migliaia di euro dichiarati dal Comune non sono veritieri. Porte, sedie e suppellettili sfasciati con calci e pugni? A noi, non risultano". È un chiaro invito a controllare sul posto la reale situazione. "In 18 mesi quest'amministrazione ha solo parlato - attacca Elemento - e non ha fatto nulla di concreto. Siamo stanchi di sentire solo parole e parole e di non essere ascoltati. Il sindaco quando ha ritirato le dimissioni ha preso un nuovo ennesimo impegno, quello di riuscire a risolvere la nostra drammatica situazione. Ci sono 2 milioni di euro da investire per la nostra stabilizzazione. Ma quando? Raccolta differenziata, cimitero nuovo e gara per i parcheggi: erano questi i nostri settori di destinazione. Ma oggi sembra tutto bloccato. Cos'altro dobbiamo aspettare?"
Insomma, estenuazione da parte degli Lsu che li ha condotti a quei gesti non condivisibili sicuramente. Davanti ai quali il sindaco non sembra aver dubbi: "Con gente così io non tratto più", quasi come se si volesse liberare da un impegno amministrativo e politico.
26 novembre 2009
Rione Toiano, il Sunia incontra i cittadini
Il sindacato fornisce chiarimenti sulla vendita degli alloggi popolari
di Giusy Di Dio
La problematica, già descritta per le zone di Pozzuoli e Bacoli, riguardante la vendita degli alloggi popolari, è giunta sino ai cittadini del Rione Toiano. A tal proposito il SUNIA, sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari, ha organizzato un'assemblea, svoltasi venerdì 13 Novembre presso la scuola Primaria VI circolo, nella quale il sindacato ha disponibilmente chiarito le eventuali incomprensioni sulla questione. Hanno partecipato alla riunione l'avvocato Antonio Giordano, il dirigente responsabile del patrimonio di edilizia popolare, Ruotolo ed il coordinatore SUNIA per la zona flegrea, Gaetano Palumbo. I comparti del rione predisposti alla vendita sono in via Marco Aurelio, via Sergio Orata, via Tito Livio, via Marcio Filippo, via Largo Lucio Cocceio, via Tito Starzio e via Lucio Calpurnio, in base alla Legge 560/93 e della normativa regionale n°24/03; gli abitanti di tali zone hanno ricevuto dall'IACP, istituto autonomo case popolari, delle lettere d'acquisto e, preoccupati, hanno chiesto informazioni al loro sindacato.
L'assemblea è stata, infatti, prevalentemente chiarificatrice allo scopo di tranquillizzare i cittadini. Precedentemente all'incontro vi era stata un'ondata di allarmismo e preoccupazione dovuti al "terrorismo psicologico", come lo ha definito Palumbo in una lettera al sindaco, di coloro i quali, non avendo ben chiara la situazione, spargevano la voce di un obbligatorio acquisto. "È una notizia assolutamente falsa - ribatte il Sunia - gli inquilini che non vogliono comprare possono rimanere in casa, senza alcun rischio. Non subentrerà alcuna società immobiliare privata". Sono state poi messe in chiaro le modalità dell'eventuale acquisto, che avverrà secondo la rendita catastale (costo di costruzione moltiplicato per cento) con la sottrazione del 20% per anzianità, se vi si abita da oltre 20 anni e ulteriore detrazione del 10% se il saldo avviene in un'unica soluzione. Si comunica che il 75% dei ricavati delle vendite, sarà impiegato, dal comune e dall'IACP, nella costruzione di altri alloggi ERP e nella manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio già esistente. Punto, questo, più volte evidenziato dal Sunia al comune e allo stesso istituto per porre rimedio alla condizione di degrado socio-abitativo in cui versano il Rione Toiano e i restanti alloggi popolari della zona, così come spiega Palumbo: "C'è bisogno di manutenzione del manto stradale, dei marciapiedi e delle fogne e più attenzione all'illuminazione, spesso scarsa o insufficiente".
19 novembre 2009
Pozzuoli: Cgil, Cisl e Uil contro la giunta Giacobbe
I sindacati preparano una manifestazione pubblica sulla cattiva gestione amministrativa
di Antonia Tortorelli
Le organizzazioni sindacali del territorio flegreo indicono una conferenza stampa. Spi-Cgil, Cisl, Uil e Fnp denunciano all'opinione pubblica puteolana, e non solo, le modalità gestionali attraverso le quali il Comune di Pozzuoli affronta le diverse problematiche della città, in un momento di grave crisi economica che colpisce in modo particolare i lavoratori, i pensionati ed i cassintegrati, mentre la maggior parte dei cittadini sanno poco o niente dei progetti e dei programmi di sviluppo territoriali. "Siamo qui per denunciare l'inaffidabilità della Giunta Giacobbe" precisa Antonio Percuoco, segretario della Cgil, in seguito a un'ambigua quanto silenziosa gestione di un fiume di soldi. Si tratta dei fondi europei per la realizzazione di importanti infrastrutture e progetti comunitari finanziati con i fondi del Programma Operativo Regionale 2007/2013 e con i fondi del programma "Europa Più" (i Piani Integrati Urbani). "Lo stesso dicasi per il Waterfront Flegreo - replica Percuoco - che rischia di emarginare ulteriormente il popolo puteolano".
In campo ci sono progetti e programmi che necessitano di un coinvolgimento forte dell'insieme della società civile e che non possono essere attivati nel chiuso delle stanze della macchina comunale. "Ad essere a rischio sono i cittadini, specie le fasce più deboli, che per necessità di pareggio del bilancio comunale - aggiungono i sindacati - vedono sfumarsi fondi destinati esclusivamente alla loro categoria, quando ci sarebbe da riflettere, ad esempio, sull'incompatibilità delle esternalizzazioni con la questione dell'esubero del personale". Insomma una gestione ambigua del bilancio comunale, dai fondi europei a quelli strettamente locali, di cui la cittadinanza è all'oscuro. Per questo i sindacati annunciano che presto ci sarà una manifestazione alla quale saranno invitati tutti, soprattutto i cittadini, per mettere fine una volta e per tutte alle manovre silenziose della Giunta Giacobbe.
19 novembre 2009
Quarto, in consiglio la discussione sul progetto "Saut"
L'amministrazione Secone ribadisce di realizzare la struttura di primo soccorso
di Riccardo Volpe
Consiglio comunale un po' dibattuto al comune di Quarto. Momenti di scontro verbale tra esponenti della maggioranza e dell'opposizione. Al centro del dibattito il progetto di realizzazione del Saut, la struttura di primo soccorso e nuova sede del Distretto sanitario di Quarto, che dovrà sorgere in via Dante Alighieri e che da anni è in stand-by per un lungo iter burocratico che ne ha rallentato, finora, la realizzazione. Ma il Saut è tra gli obiettivi prioritari della giunta guidata dal sindaco Sauro Secone, che è stato criticato dal consigliere comunale del Pdl Leonardo Apa. "Vogliamo sapere come mai non è ancora partito il cantiere per il Saut, che è un progetto che l'attuale amministrazione comunale ha ereditato dalla passata amministrazione di centrodestra - ha notato Apa, rivolgendosi ai banchi della maggioranza di centrosinistra - Vogliamo vederci chiaro in tutta questa vicenda e capire come mai si è perso tutto questo tempo".
Pronto l'intervento del sindaco Sauro Secone, che ha sottolineato l'iter compiuto secondo quanto prevede la legge in materia e ribadito l'intenzione dell'amministrazione comunale di realizzare quanto prima l'importante progetto per il futuro di Quarto. "Non capisco - ha affermato il consigliere Gennaro Principe, Pd - come mai sulla vicenda parli proprio Leonardo Apa, che nella passata consiliatura quando si trattò di votare il progetto del Saut se ne uscì dall'Aula consiliare e non votò. Stiamo facendo tutto alla luce del sole e nel confronto democratico". Subito dopo è stato comunicato ufficialmente che Eugenio Iannicelli è il nuovo capogruppo del Popolo della Libertà al Comune di Quarto. Tutti i punti all'ordine del giorno sono stati approvati a maggioranza.
19 novembre 2009
L'Iniziativa: nasce il progetto biblioteca
Disponibili gratuitamente libri e classici presso la redazione di Monterusciello
a cura di Micheal Stefano Jordan
La neonata biblioteca dell'Iniziativa vanta già la presenza di opere significative. Vi proponiamo una breve rassegna di alcuni dei titoli disponibili al prestito. Si parte da Leopardi: oltre ai Canti, che lo hanno reso probabilmente il massimo poeta italiano dell'Ottocento, sono presenti le Operette morali, dialoghi fantastici in cui il recanatese traccia il tragico pessimismo della sua filosofia con una verve satirica e una leggerezza quasi insospettabile, se si è ancorati alla cupa lezione dei programmi scolastici. L'invito a recuperare una dimensione fondamentale di Leopardi, quella filosofica, prosegue con i Pensieri e con un'edizione integrale dello Zibaldone.
In occasione del ventesimo anniversario dalla morte di Leonardo Sciascia, vi proponiamo il suo romanzo più famoso: Il giorno della civetta, in cui denuncia in tempi non sospetti -è il 1961 e la mafia stessa è un semplice sospetto- la collusione di criminalità organizzata e politica. La narrativa ha un altro fenomenale rappresentante ne Il processo, che insieme a una serie di racconti (presto disponibili integralmente presso la nostra biblioteca) ha reso Kafka il paradigma della letteratura di lingua tedesca del XX secolo. Il processo narra le surreali vicende dell'impiegato Josef K., impotente vittima di un'accusa e di un processo, il quale cerca disperatamente di scoprire il capo d'imputazione. Anche il teatro è presente nella nostra biblioteca. Oltre a una piccola antologia scespiriana, destinata a crescere in tempi brevi, vi proponiamo il capolavoro di Samuel Beckett, Aspettando Godot, probabilmente l'opera più celebre e fortunata del cosiddetto teatro dell'assurdo. La tragicommedia ha per protagonisti due barboni, perennemente in attesa di Godot, ed è una metafora della condizione assurda in cui versa l'umanità, che è succube dei disagi della vita, e che si trascina penosamente in attesa di qualcosa: un senso, che per i disillusi non arriverà mai, e che agli altri donerà una promessa di salvezza che non manterrà.
19 novembre 2009
Quarto, un ex cementificio della camorra
da trasformare in piscina
In bilico i fondi previsti per il progetto di lotta alla criminalità organizzata
di Riccardo Volpe e Giusy Di Dio
Il comune di Quarto, col sindaco Sauro Secone, ha promosso un'iniziativa per la trasformazione del ex-cementificio, in passato gestito dalla camorra, in un centro sportivo con piscina. L'impianto di produzione di calcestruzzo, sito in via Marmolito, era gestito dal clan Polverino che imponeva le proprie forniture a tutte le ditte di Quarto e Marano ma per via di un imprenditore che decise di non "piegare la testa" alla camorra e rivolgersi ad un'altra ditta, partirono le indagini che culminarono, circa 2 anni fa, nel sequestro.
Negli ultimi giorni, però, Secone ha lanciato l'allarme sull'eventualità che i fondi per la costruzione del centro sportivo, vengano deviati altrove. Proprio per questo, lo stesso sindaco, insieme con le parrocchie, le scuole e l'assessore alle Attività Produttive, Lino Buonanno, ha dato il via ad una manifestazione intitolata "Quarto Vuole la Piscina".
Sembrano essere in bilico, infatti, i fondi destinati all'ex cementificio. "L'impegno per la legalità passa anche attraverso atti simbolici - queste le dichiarazioni di Secone durante l'annuncio del progetto - Un atto concreto è il recupero dell'ex cementificio per trasformarlo in piscina comunale con annesso campo di bocce, ma ci teniamo ad associare questa struttura (che contiamo di inaugurare entro la fine del 2010) al nome ed al ricordo di due vittime innocenti della camorra, affinché resti vivo il ricordo nelle future generazioni".
Il nuovo centro polisportivo, infatti, dovrebbe essere dedicato a Luigi Sequino e Paolo Castaldi, uccisi in un agguato che avvenne a Pianura la sera del 10 agosto del 2000 quando i killer della camorra uccisero per errore i due 20enni, scambiandoli per guardaspalle di un clan rivale, per annunciare ufficialmente la decisione dell'Amministrazione comunale di Quarto di dedicare a loro un bene sottratto e confiscato alla camorra, per lanciare un messaggio di legalità.
Non mancano, però, le polemiche da parte di altri membri del consiglio comunale, come Lino Buonanno, ex vicesindaco del comune di Quarto, che trova la criticità nella scelta di Sauro Secone di non invitare alla manifestazione membri di Libera e del progetto Sole. Continua, quindi, l'impegno dell'amministrazione contro la criminalità organizzata, anche di fronte a difficoltà non dipendenti dall'amministrazione quartese.
12 novembre 2009
Democrazia partecipata al comune di Quarto
L'assessore Granato propone il Bilancio alle associazioni e ai rappresentati dei cittadini
di Antonio Lucignano
Con l'obiettivo dichiarato di aprire un confronto diretto e partecipato con il mondo dell'associazionismo, delle parrocchie, del terzo settore e della scuola, Antonio Granato, assessore al Bilancio e alle Finanze del comune di Quarto, ha proposto giovedì 12 novembre il primo di una serie di incontri in vista della programmazione del Bilancio previsionale del 2010.
L'assessore al Bilancio, da poco entrato a fare parte del direttivo regionale dell'Anci Campania(Associazione Nazionale Comuni Italiani), sul tema della spesa pubblica cerca di coinvolgere il maggior numero di associazione e rappresentanti di cittadini, utilizzando lo strumento della democrazia partecipata. "Con l'obiettivo principale di ascoltare le esigenze, i problemi e soprattutto le proposte - sottolinea l'assessore Antonio Granato -
L'Amministrazione comunale di Quarto, attraverso l'assessorato al Bilancio, insieme con i responsabili dei settori finanziari, ribadisce l'invito a tutti i rappresentanti dei partiti politici, delle associazioni di categoria, le associazioni di volontariato, quelle che si battono per la tutela ambientale, i sindacati dei pensionati e le associazioni in difesa degli anziani e dei diversamente abili, insomma, tutti i rappresentanti delle categoria sociali di Quarto, a prendere parte attiva agli incontri-confronti convocati tutti i giovedì, a partire dal 12 e fino al prossimo 26 novembre, presso l'Aula consiliare "Peppino Impastato" dalle ore 16 alle 18:30. In questo modo potremo avviare un confronto serrato per tradurre nel Bilancio 2010 le richieste che provengono dall'intera cittadinanza quartese".
12 novembre 2009
Bacoli, la differenziata arriva al minimo storico
Previsti più di 140 mila euro per migliorare il servizi
di Marzia Del Vaglio
La questione rifiuti in Campania torna a far parlare di se. Questa volta a Bacoli dove, in questi giorni, la raccolta differenziata ha raggiunto il minimo storico, sfiorando la soglia del 6,69%: quintultimo posto tra i comuni campani. La situazione appare paradossale se messa di fronte al protocollo d'intesa sancito durante una seduta consiliare del Comune di Bacoli il 18 Giugno 2003. "Secondo quanto stabilito - citava la delibera - il servizio di RSU sarebbe passato alla Flegrea lavoro, società che tuttora continua a gestire il servizio, con l'obbiettivo di un incremento della raccolta differenziata del 15% annuo, pena la risoluzione del contratto".
A quanto pare invece, la situazione ha subito un'involuzione, poiché la raccolta dal 2008 ha visto un picco negativo, passando dal 10,93% al tasso irrisorio riscontrato pochi giorni fa. Il bilancio inoltre, risulta ancora più gravoso per l'enorme quantità di rifiuti ingombranti (quali tv, frigoriferi, materassi, ecc) accatastata agli angoli delle strade, nei cortiletti degli edifici pubblici e privati e nei vicoli cittadini. "Non abbiamo isole ecologiche - si difendono i cittadini. Non è giustificabile l'atteggiamento di chi abbandona i rifiuti in strada, ma le isole ecologiche promesse non sono mai arrivate".
Naturalmente, il bilancio del Comune di Bacoli impallidisce di fronte a quello del Monte di Procida: il comune infatti ha assistito, passando all'amministrazione Iannuzzi, a un netto miglioramento con la percentuale di raccolta pari al 61,18% . Secondo la delibera del 25 aprile comunque, a Bacoli arriveranno circa 141.629 euro, così come nei comuni dove la raccolta non arriva al 20% per migliorare gli impianti e il servizio. Si spera dunque che l'amministrazione faccia del suo meglio per utilizzare concretamente questa somma importante.
12 novembre 2009
Pozzuoli: giornata dedicata ai "Diritti dei Detenuti"
Alle 19.00 la proiezione del film "Leonera" presso l'Art Garagero della Città"
di Elena Bruno
La notizia di una possibile dislocazione del mercato attualmente allestito nella parte alta di Pozzuoli, anche meglio conosciuta come la zona di Largo Palazzine, alla zona di Rione Toiano ha portato non poco scompiglio e dissensi, tra coloro che lavorano al mercato ma anche fra la stessa popolazione puteolana.
Il mercato fu già spostato tempo fa nel 2001, da Via Pergolesi per permetterne la ristrutturazione e la possibilità di parcheggiare su un lato della strada. In quella occasione ad essere lesa fu solo l'abitudine sia degli ambulanti che della popolazione di recarsi in una determinata zona, pertanto non ci furono particolari lamentele.
Attualmente il motivo dello spostamento è da attribuire alla presenza dell'Asl di fronte la piazza, ed alla seguente necessità dei posti auto per chi vi lavora e per chi vi si reca per motivi di salute.
La motivazione pertanto non è messa in discussione ne contestata ma ciò che turba il pensiero comune è l'eventualità per la città di Pozzuoli di ritrovarsi senza un mercato rionale, "Noi non chiediamo di rimanere per forza in zona palazzine possiamo essere spostati dove il Comune pensa sia meglio ma non crediamo sia giusto andarcene da Pozzuoli" parole rappresentative del pensiero comune degli ambulanti, espresse dalla signora Maria che al mercato ha un bancone di biancheria intima.
"Sarebbe impossibile per me andare fino al rione Toiano sarei costretta a fare a meno del mercato e comprare nei negozi e con la mia pensione non credo ce la farei" ha invece affermato un'anziana signora mostrando una realtà comune a molte persone di età avanzata.
Ci si chiede quindi se è davvero possibile che in tutta la città non ci sia uno spazio che possa essere adibito a questa funzione, considerando che vi sono state anche proposte e suggerimenti sulla zona del Parco Bognar, in via Artiaco ex zona militare, o nella Piazzetta a mare nel centro storico.
La decisione definitiva ma anche il dialogo fra le parti è al momento rinviata in conseguenza alle dimissione del sindaco Pasquale Giacobbe e quindi al riassetto ed ad un ritrovato equilibrio dello stesso comune di Pozzuoli. Sorge spontanea, quindi, una domanda: il caos di quella zona è dovuto solo al mercato o alla congestione di uffici come Posta e Asl, di proprietà di un'unica persona?
12 novembre 2009
Pozzuoli: via il mercato dalle Palazzine:
lo sconcerto dei commercianti
"Non è giusto mandarci via dal centro della Città"
di Elena Bruno
La notizia di una possibile dislocazione del mercato attualmente allestito nella parte alta di Pozzuoli, anche meglio conosciuta come la zona di Largo Palazzine, alla zona di Rione Toiano ha portato non poco scompiglio e dissensi, tra coloro che lavorano al mercato ma anche fra la stessa popolazione puteolana.
Il mercato fu già spostato tempo fa nel 2001, da Via Pergolesi per permetterne la ristrutturazione e la possibilità di parcheggiare su un lato della strada. In quella occasione ad essere lesa fu solo l'abitudine sia degli ambulanti che della popolazione di recarsi in una determinata zona, pertanto non ci furono particolari lamentele.
Attualmente il motivo dello spostamento è da attribuire alla presenza dell'Asl di fronte la piazza, ed alla seguente necessità dei posti auto per chi vi lavora e per chi vi si reca per motivi di salute.
La motivazione pertanto non è messa in discussione ne contestata ma ciò che turba il pensiero comune è l'eventualità per la città di Pozzuoli di ritrovarsi senza un mercato rionale, "Noi non chiediamo di rimanere per forza in zona palazzine possiamo essere spostati dove il Comune pensa sia meglio ma non crediamo sia giusto andarcene da Pozzuoli" parole rappresentative del pensiero comune degli ambulanti, espresse dalla signora Maria che al mercato ha un bancone di biancheria intima.
"Sarebbe impossibile per me andare fino al rione Toiano sarei costretta a fare a meno del mercato e comprare nei negozi e con la mia pensione non credo ce la farei" ha invece affermato un'anziana signora mostrando una realtà comune a molte persone di età avanzata.
Ci si chiede quindi se è davvero possibile che in tutta la città non ci sia uno spazio che possa essere adibito a questa funzione, considerando che vi sono state anche proposte e suggerimenti sulla zona del Parco Bognar, in via Artiaco ex zona militare, o nella Piazzetta a mare nel centro storico.
La decisione definitiva ma anche il dialogo fra le parti è al momento rinviata in conseguenza alle dimissione del sindaco Pasquale Giacobbe e quindi al riassetto ed ad un ritrovato equilibrio dello stesso comune di Pozzuoli. Sorge spontanea, quindi, una domanda: il caos di quella zona è dovuto solo al mercato o alla congestione di uffici come Posta e Asl, di proprietà di un'unica persona?
Bacoli: continua la pesca nel lago Fusaro ancora inquinato
Per i dirigenti dell'Asl è obbligatorio mantenere il divieto di pesca
di Valentina Soria
Nel lago Maremorto a dominare ancora indisturbata oltre all'inquinamento è la pesca. Lo scenario mostra numerosi cittadini, che incuranti del reiterato divieto, continuano ad esercitare la loro attività regolarmente. Il tanto discusso lago Miseno è ancora al centro dell'attenzione e delle polemiche generali, dopo la gravosa questione dell'anomala morìa di pesci, verificatasi lo scorso settembre, che aveva causato la richiesta di intervento dell'azienda ASL Napoli 2 Nord per i necessari controlli di verifica dei parametri lacustri.
Ricordiamo brevemente che fu recapitato un documento al commissario prefettizio Umberto Cimmino per sollecitare il Comune di Bacoli ad una ricognizione delle foci in vista di una rimozione dell'eventuale insabbiamento.
L'insabbiamento fu ritenuto la probabile causa del mancato ricambio delle acque nel bacino, nonché dell'alterazione delle componenti chimico-fisiche, che causerebbero la suddetta morìa. I risultati analitici, datati 21 ottobre scorso, hanno mostrato un quadro preoccupante. Il dirigente del settore ambientale dell'Asl Napoli 2, Michelangelo Luongo e il direttore del servizio veterinario, Vincenzo Zinno, obbligano le autorità locali a mantenere il divieto di pesca. "Vista la documentazione degli atti", come sottoscrivono.
"L'episodio della morìa di pesci - spiegano gli esperti dell'Asl e dell'Osservatorio vesuviano - sarebbe dovuto ad una mancanza di ossigeno nei fondali, per un aumento di nitriti e di variazioni di temperatura e/o salinità". A queste conclusioni non è ancora stato dato un seguito effettivo, non avendo opportunamente informato i cittadini interessati.
"Non abbiamo ricevuto alcuna informativa sui risultati delle analisi né abbiamo avuto alcun mandato per l'apposizione di segnaletica lungo il perimetro del lago", spiega un vigile urbano del posto. Gravi lacune dunque quelle verificatesi nella gestione della questione, che hanno impedito alla popolazione residente, ma anche i gradini più alti dell'amministrazione comunale, di prendere atto del pericolo e del rischio esistente sul territorio, attualmente nei fatti sottovalutato.
La negligenza informativa ha interessato anche il Centro ittico Campano. Tale società è per il 99, 67% di proprietà del Comune di Bacoli, la quale possiede anche lo stesso lago Miseno. "I risultati delle analisi non ci sono pervenuti, né le disposizioni in merito", afferma un responsabile alla segreteria del Centro ittico e continua "col nostro esiguo personale non possiamo operare una verifica costante e capillare del territorio ed evitare illeciti, né tantomeno apporre la cartellonistica idonea, d'altronde l'anno scorso era stato riferito che si trattava di acque idonee alla pesca".
Una vicenda dunque dai molti e svariati risvolti, non solo ambientali, che si snoda tra confusione e vuoto informativo, in cui a farne le spese sono ancora una volta i cittadini, che vedono il loro territorio restare all'ombra di chi "non sa o non vuol vedere", mostrando così il volto di una problematica oscura che antepone il silenzio, anticamera del dimenticatoio, all'onestà e alla responsabilità collettiva.
Lago Patria: rilevate sostanze tossiche nel sottosuolo
Scattano le ordinanze restrittive per le irrigazioni e l'abbeveraggio di animali
di Marzia Del Vaglio
Dopo due mesi arrivano i risultati delle indagini commissionate dal Ministero dell'Ambiente sulla zona dei laghetti artificiali al Lago Patria. Queste, esaminate dall'Asl Napoli 2, rilevano la presenza nel sottosuolo di metalli pesanti ed altre sostanze tossiche come cadmio, diossina, mercurio e piombo.
Scattate dunque le ordinanze restrittive: vietate le irrigazioni con l'acqua salmastra dei "laghetti artificiali", cioè vecchie cave abusive per l'estrazione della sabbia, riempite più tardi con rifiuti di ogni genere ed acqua. Vietato anche l'abbeveraggio degli animali da pascolo.
L'Asl Napoli 2 però, rassicura gli abitanti di Giugliano e dintorni dicendo che la situazione non è pericolosa per l'uomo. Ciò che tanto preoccupa dunque, non è la salute dei cittadini, ma piuttosto la mancata soluzione di una faccenda che ormai va avanti da decenni.
Già nel 1991 infatti, con il caso "Tamburino", erano emersi dati importanti su consistenti discariche abusive ma, come spiega l'ex pretore di Marano, Giuseppe Cioffi, "nonostante ogni intercettazione telefonica a carico di alcuni esponenti dei Casalesi ci mettesse in allarme, per alcuni disguidi tra uffici giudiziari e la carenza di personale, non siamo potuti intervenire in modo consistente e la camorra agisce indisturbata tuttora".
Il caso inoltre, continua ad evolversi e la camorra a sviluppare nuovi metodi di smaltimento, come la combustione a cielo aperto di materiali inquinanti, pericolosi per la salute dell'uomo per le ingenti quantità di diossina che rilasciano nell'aria. "Questo fenomeno, chiamato "Terra dei Fuochi" - come spiega il direttore di Legambiente Raffaele Del Giudice - è esploso nel 2004, su tutta la zona dell'asse mediano da Casoria a Lago Patria, e tuttora non trova una soluzione concreta".
Ciò è dimostrato anche dal rogo propagatosi dolosamente il 22 Ottobre, sotto il ponte dell'asse mediano. Come spiegano gli interessati, decine e decine di auto sono rimaste bloccate sul ponte per circa un'ora a causa del traffico e i passeggeri si sono ritrovati ad inalare il fumo nero: la strada non era stata chiusa. Possiamo dunque solo sperare in un movimento più deciso delle istituzioni per bonificare al più presto la zona dei laghetti artificiali e risolvere un problema che oramai si è disteso a macchia d'olio.
Quarto, ogni domenica viaggio tra sapori e tradizioni
Torrone, baccalà, falanghina, giocolieri e acrobati per le domeniche quartesi
di Antonio Lucignano
I sapori dell' autunno diventano protagonisti della manifestazione enogastronomica "C'era una volta a Quarto". Un evento organizzato dall'amministrazione per riscoprire gli antichi gusti e tradizioni locali tipici della cucina flegreo: torrone, baccalà fritto, falanghina, vin brulè, zuppa di zucca, fagioli e peperoncini.
La rassegna, organizzata dal Comune di Quarto e dall' "ErbaVoglio Live Management" ha visto la collaborazione di Ascom, Confesercenti, Unimpresa, Fedeconsumatori e dal centro commerciale "Quarto Nuovo". Ogni domenica, fino al 29 di novembre, sarà possibile degustare cibo e vino locale negli stand allestiti in Piazzale Europa e Piazza Santa Maria.
Il sindaco di Quarto, Sauro Secone, ha tenuto a sottolineare l' importanza dell' iniziativa, che oltre ad essere un modo per riscoprire i propri sapori e tradizioni sia da intendere come un modo per rilanciare l'economia dei commercianti locali. "Invito tutti i cittadini di Quarto - sottolinea il sindaco Sauro Secone - che lo vorranno, a restare aperti, in modo che queste domeniche possano trasformarsi in una vera festa con tutti i negozi aperti e divertimento in piazza. Con questo programma dettagliato - ribadisce il sindaco - contiamo di creare un percorso attrattivo per i cittadini napoletani.
Quarto è l' anima contadina della penisola flegrea". Molto ricco il calendario dell' evento, che dopo la degustazione di torrone e l'esibizione dei musicisti itineranti "A' Sunagliera" tenutasi domenica 1 novembre, proseguirà il giorno 8 con degustazione di baccalà fritto e vino falanghina. Inoltre, si esibirà in concerto in Piazza Santa Maria, l' artista cubana Doris Lavin Y Sonidos De Cuba.
La rassegna, proseguirà domenica 15 novembre con la degustazione di Vin Brulè e falanghina e con lo spettacolo della Brass Band sempre in piazza Santa Maria. Domenica 22 sarà la volta del torrone e del vino novello, con l' esibizione in strada di giocolieri e acrobati su trampoli. La chiusura è prevista per domenica 29, con lo spettacolo nell' aula consiliare di Quarto della cabarettista Maria Bolignano.
Bacoli: 15 posti per Viale Olimpico,
ma restano barriere architettoniche
Dopo le segnalazioni di associazioni e commercianti il Comune cerca di ovviare al problema
di Elena Bruno
Sembra si sia giunti ad un punto d'incontro tra le parti nell'annosa questione sulla viabilità e il parcheggio in viale Olimpico a Bacoli. A seguito dell'incontro tenutosi pochi giorni fa, infatti, al quale hanno partecipato il coordinatore degli uffici tecnici del comune di Bacoli Michele Balsamo, alcuni commercianti e l'esponente della Fisa-Cisal Carlo Giordano, sembra essere arrivati ad una conclusione.
Ciò che preoccupava ulteriormente i cittadini di Cappella era la consapevolezza che il divieto di sosta su entrambe le carreggiate per l'intera giornata ed il limite di 30 km orari imposto dal comandante della polizia municipale Marialba Leone, sarebbe divenuto permanente, in quanto il codice della strada vieta la sosta ai margini di carreggiate troppo piccole.
Per ovviare al problema sono stati proposti quattordici posti auto nella zona alta di viale Olimpico, comportando però la riduzione dei marciapiedi ad ottanta centimetri di larghezza. Tale operazione sarà finanziata dalla Sepsa-Eav utilizzando il denaro prima destinato alla potatura degli alberi situati sui marciapiedi, i quali già ultimati, comportano però la violazione del codice della strada che richiede una larghezza minima di un metro ed impediscono anche la realizzazione di un doppio senso di marcia.
Si è giunti quindi alla soluzione del problema: i posti auto, ma un'ulteriore difficoltà che è sopraggiunta riguarda ora le barriere architettoniche, in quanto il perimetro percorribile sui marciapiedi non è sufficiente al passaggio di una carrozzella. Si tratta quindi di trovare una soluzione permanente nel rispetto delle esigenze di tutti senza ricorrere a soluzione brevi ma inconcludenti.
Bacoli, calano i fondi per le scuole e sale il disagio
Alla scuola media "Plino il Vecchio" le famiglie si autotassano per comprare il materiale
di Marzia Del Vaglio
Come previsto, è successo. Anche a Bacoli, le conseguenze dei tagli alla scuola, previsti dalla nuova finanziaria, cominciano a farsi sentire. I Presidi, allarmati, lamentano la mancanza di materiali utili al normale svolgimento delle lezioni, come carta igienica, sapone, gessetti, ecc.
Il Preside della scuola media statale "Plinio il Vecchio", ha preso quindi provvedimenti: dal prossimo mese ogni famiglia si preoccuperà di versare una piccola quota mensile per assicurare la normale gestione dell'istituto. Il nuovo Preside, Filippo Gnolfo inoltre, rincara la dose asserendo che anche il comune non sta apportato all'istituto l'aiuto sperato, provvedendo fino ad ora a fornire solo quattro bustine di salviette pulenti. Nella stessa situazione si trovano però molte altre scuole, tra cui l'elementare "Paolo di Tarso", che ha imposto una tassa di un euro mensile alle famiglie, e il liceo polispecialistico di Bacoli, che si trova, come affermano gli alunni, in condizioni misere sia sul piano economico, sia su quello strutturale.
"Non ci sono soldi - affermano gli studenti - né per aggiustare la struttura, che si allaga di continuo, né per comprare un telefono per qualsiasi evenienza. Noi alunni - continuano gli studenti - stiamo pensando di autotassarci e provvedere a comprare quantomeno il telefono". Tra le accuse ai tagli, si distingue anche la voce di chi non è d'accordo. La rappresentante amministrativa della scuola elementare "Guglielmo Marconi" ha infatti assicurato che, "per quanto riguarda l'istituto, non c'è rischio di crisi finanziaria, e per adesso continuiamo a svolgere regolarmente le lezioni con tutto l'occorrente".
Il disagio economico in cui versano le altre scuole di Bacoli e dintorni, sarebbe piuttosto dovuto all'eccessivo lassismo degli ultimi anni, e all'investimento in progetti poco fruttuosi. Possiamo solo sperare, dunque, in una soluzione repentina e poco dispendiosa per le famiglie.
Quarto, in campo i giovani per la ridisegnazione della città
Prevista, inoltre, la costruzione di 500 alloggi popolari
di Valentina Soria
Parola d'ordine: innovazione. È la caratteristica più rilevante del progetto promosso dal comune di Quarto per ridisegnarne il territorio. Idea che parte dal basso, in particolare dai giovani, volta a restituire alla cittadinanza un territorio fruibile e riqualificato. L'obiettivo: "dare concretezza a quella che nell'immaginario collettivo possa essere considerata una città dei servizi, ridisegnandola sotto il profilo urbanistico-sociale".
Per attuare ciò, il Sindaco Sauro Secone ha affidato la realizzazione dell'opera al Puc (Piano Urbanistico Comunale) destinato a prendere il posto del vecchio piano regolatore generale risalente al 1994. Cinque giovani borsisti della facoltà di Architettura della Federico II, selezionati attraverso un bando pubblico, faranno decollare il progetto, come tiene a sottolineare lo stesso sindaco, il quale ribadisce l'intento ispiratore di una precisa scelta di "trasparenza". I giovani a cui è stato affidato l'onere saranno coordinati dal professore Paride Caputi e dal suo assistente Francesco Varone, i quali li guideranno nella realizzazione progettuale.
"Per la città è un evento storico - afferma Secone. Entro i prossimi due anni avremo un nuovo strumento urbanistico generale, che si aprirà al confronto con tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale e con il tessuto sociale". Si profila un vero e proprio piano integrato, che determinerà una forte sinergia tra tessuto urbanistico e sociale, a tutto vantaggio della cittadinanza e dell'immagine della città. "Servizi, ambiente e sociale sono i cardini del progetto - sottolineano dal comune.
L'obiettivo prioritario è aumentare gli spazi verdi, in vista di una città il più possibile eco-sostenibile e attenta ai servizi , ma con lo sguardo rivolto anche all'edilizia sociale, in tale ottica si prevede la realizzazione di circa 500-600 alloggi popolari". L'amministrazione mira ad un cambio di rotta. Basti pensare che il piano regolatore in vigore, quello datato 1994, fu approvato da un commissario prefettizio. Il Puc invece prevede lo svolgimento regolare e costante di incontri dei team universitari con i cittadini e le parti sociali che forniranno all'Ente suggerimenti e richieste.
Per ampliare la relazione cittadino-istituzioni pubbliche si è anche ipotizzata l'apertura di uno sportello comunale dedicato e di una sezione sul sito internet istituzionale, in modo da coinvolgere direttamente e praticamente le persone interessate nella realizzazione di un progetto utile e serio, senza precedenti.
Secone, soddisfatto, aggiunge: "Il Puc vuole e cerca il dialogo con l'opposizione e con i cittadini", dimostrando un intento reale, voluto e concreto, privo di latenti derive "populistiche. Una scelta obbligata - conclude il sindaco - dove alla base c'è la sempre minore disponibilità di risorse da parte del Comune, così si apriranno le porte dei finanziamenti ad attori esterni che interverranno attraverso strumenti quali : il project financing, (operazione di finanziamento a lungo termine promosso da una società privata), l'accordo di programma e infine l'edilizia sociale". Il risultato è uno solo: ridurre gli spazi di marginalità e degrado, restituendo dignità e valore alla periferia e sottraendola ad anni di inadempienze amministrative e ritardi.
Ancora incerte le condizioni dei quasi 5000 alloggi puteolani
I sindacati degli inquilini chiedono concretezza e sono pronti ad iniziative di protesta
di Giusy di Dio
Restano ancora invariate le condizioni dei 4900 alloggi Erp del comune di Pozzuoli. Il giorno 30 Settembre, i sindacati degli inquilini, Sunia, Uniat e Assocasa, hanno incontrato il neo assessore al patrimonio, ingegner Vitale Cotena ed il delegato dell'ufficio patrimonio del comune, l'architetto Gennaro Mancini per affrontare le tematiche abitative del patrimonio immobiliare comunale.
Tuttavia, a più di tre settimane dalla suddetta riunione, i parziali lavori per l'impermeabilizzazione degli edifici, che più di una volta sono stati soggetti ad allagamenti ed infiltrazioni d'acqua, perdurano senza che il comune abbia badato a terminarli. Non è stato risolto, inoltre, il problema delle barriere architettoniche che impediscono ai portatori di handicap di svolgere le loro quotidiane attività.
A questo si aggiungono guasti e mancanza di servizi, relativi al funzionamento di citofoni, ascensori ed illuminazione, che continuano a creare problemi agli inquilini. Qualche tempo fa, i sindacati avevano proposto al Comune di istituire una Commissione che effettui sopralluoghi tecnici agli alloggi ed accerti gli eventuali problemi strutturali, con la conseguente messa in sicurezza degli stessi ma tale suggerimento non è stato, ad oggi, preso in considerazione.
"Considerato che dall'incontro non si è ottenuto alcun esito positivo sulle problematiche esposte in termini di interventi di manutenzione - fanno sapere i rappresentanti degli inquilini - le organizzazioni sindacali si sentono in dovere di chiedere un incontro urgente con il sindaco di Pozzuoli, Pasquale Giacobbe, affinché si possano affrontare risolutamente e concretamente, in tempi brevi, tali tematiche; se il colloquio non avrà luogo, noi sindacati, insieme con i locatari - concludono - non mancheremo ad intervenire con iniziative più incisive per la tutela dei diritti dell'utenza."
La crisi dei rifiuti in Campania,
un'emergenza che dura dal 1962
Presentato a Pozzuoli "Galli sulla Monnezza", il nuovo libro inchiesta sulla questione rifiuti di Rossella Savarese
di Aldo Cimmino
La cosiddetta "monnezza" è l'affare d'oro della camorra. Ma non è solo la criminalità organizzata ad avvantaggiarsi della fantomatica emergenza rifiuti. In Campania c'è un sistema complesso che, dal 1962 con la prima legge speciale, vede i camorristi in prima linea fare affari con imprenditori, appoggiati però da speculatori e politici corrotti. Sono loro i "Galli sulla monnezza", raccontati nel libro di Rossella Savarese che è stato presentato mercoledì alle Terme Puteolane su iniziativa del "Coordinamento Civico Flegreo".
"Il lavoro della Savarese - ha dichiarato Nicola Capone, Segretario generale delle Assise di Napoli e del Mezzogiorno d'Italia - può essere definito come uno studio che passa in rassegna la stampa locale sulla questione rifiuti". Risulta quindi evidente una prima responsabilità mediatica da parte degli organi di informazione. I giornali hanno trattato la vicenda come un'emergenza ma che non è tale. Si tratta, infatti, di un problema, e anche le inchieste della magistratura lo hanno dimostrato, strutturatosi negli anni proprio perché in Campania, come in Italia, per alcuni la spazzatura non rappresenta un problema ma interessi economici e in qualche occasione, elettorali. Ma Capone si è anche soffermato sul mancato uso di parole da parte di quotidiani, locali e nazionali.
"Pochissime volte - ha continuato il Segretario generale delle Assise - sono state usate parole come "salute" e "ambiente" e ancora meno quelle di "Impregilo" o "Fibe", il nome dell'azienda, cioè che ha vinto l'appalto per gestire e risolvere il problema rifiuti in Campania e che secondo i processi e gli atti d'accusa è la vera responsabile del disastro ambientale partenopeo". Anche questo indica una chiara volontà di evidenziare solo alcuni aspetti, perchè l'opinione pubblica possa percepire la realtà come emergenziale e risolta miracolosamente da politici che improvvisamente "nascondono la polvere sotto il tappeto". Sempre questa realtà avrebbe richiesto provvedimenti speciali, sin dalla legge del 1962, per risolvere una specifica tragedia dell'area metropolitana di Napoli e che "invece - ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Salerno, Franco Roberti - è sempre stata trattata come uno stereotipo dell'emergenza rifiuti, che ha camminato di pari passo con un'altra finta emergenza, cioè quella della camorra che è un problema endemico ed è un fenomeno sociale e criminale della area metropolitana di Napoli".
Oltre alle responsabilità, anche di carattere penale, che emergono forti dalla gestione della crisi-rifiuti , la Campania di fatto sembra essere del tutto priva di una idonea organizzazione. "I nostri territori - ha confermato, infatti, il Direttore di Legambiente Campania, Raffaele Del Giudice - sono completamente privi di strutture adatte alla raccolta differenziata e di impianti di compostaggio essenziali per completare il ciclo integrato dei rifiuti". Quella della differenziata è quindi la strada maestra che potrebbe avviare lentamente alla soluzione del problema ma che, sottolinea il Coordinamento Civico Flegreo, l'amministrazione comunale di Pozzuoli non sembra prendere in considerazione anche in vista della nuova delibera costituente il progetto di appalto del ciclo integrato dei rifiuti. Detta delibera infatti prevede la raccolta "porta a porta" unicamente come criterio di valutazione dei progetti - offerta facilmente superabile da altri criteri ai quali viene assegnato un punteggio maggiore. Una posizione, quella del comune di Pozzuoli, quantomeno ambigua rispetto ad un criterio che modera i costi di gestione e avvierebbe, unitamente agli altri comuni, alla conclusione dell'emergenza in Campania.
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